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DANILO VITALI DONA 41 SCULTURE IN RAME AL COMUNE DI BELLANO

DANILO VITALI DONA 41 SCULTURE IN RAME AL COMUNE DI BELLANO

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Bellano, 31 luglio 2023 – Lo scultore del rame Danilo Vitali ha donato 41 opere al Comune di Bellano con il vincolo che siano esposte al pubblico in forma permanente e che la collezione sia inalienabile. “Sono felice e onorato – racconta l’artista – di consegnare l’intera mia opera al mio paese proprio ora che l’arte è stata assunta come cifra identitaria. Mi riempie di emozione tornare nello spazio San Nicolao a dieci anni di distanza dalla mostra “La via del rame” allestita proprio dagli allora giovanissimi Rocco e Oliviero Vitali che hanno curato il progetto di ristrutturazione e di allestimento”.

Sabato 29 luglio il Consiglio Comunale all’unanimità ha approvato l’accettazione di tale donazione, un passaggio importante che sancisce la volontà dell’ente di valorizzare l’arte di Vitali e di farne uno dei perni del progetto culturale in atto.

“L’appalto è stato affidato a Luzzana restauri” – afferma il sindaco Antonio Rusconi – “che ha già realizzato egregiamente il restauro della Ca’ del Diavol. Il lavoro di Danilo ci sta particolarmente a cuore ed è un tesoro di Bellano che è doveroso conservare e tramandare ai posteri. Ringrazio di cuore Danilo Vitali, cittadino Benemerito per la sua arte, che con questo gesto di straordinaria generosità dichiara il suo affetto e il suo legame con Bellano. Non vediamo l’ora di poter nuovamente ammirare la via del Rame a San Nicolao”.

L’apertura del cantiere è prevista per i primi di settembre e l’apertura è programmata per i primi mesi del 2024. L’expertise depositata da Art Studio Pedrazzini di Milano ha quotato il valore della donazione 169.200 euro. Dopo la Cà del Diavol, si aggiunge così una seconda tappa al percorso BAC – Bellano Arte e Cultura che prevede la rigenerazione dell’intero centro storico di Bellano attraverso l’apertura di siti dedicati all’arte.

DANILO VITALI

Danilo Vitali, nato a Bellano il 4 settembre 1935, è fratello del pittore Giancarlo Vitali. Figlio di pescatori, nel 1970 inizia la riscoperta dell’antica tecnica dello sbalzo e del cesello su lastra di rame. Negli anni successivi, sempre da autodidatta, passa alla personalizzazione tecnica del tuttotondo. Le 41 opere che dal 2024 saranno esposte nello spazio San Nicolao interamente ristrutturato, rappresentano un percorso antologico che va dall’inizio degli anni Novanta al 2020. Si tratta di pezzi unici che indagano il grande tema della natura vegetale e animale: un fico maestoso carico di frutti è l’opera più grande, attorniata da melograni, mele, pere, una generosa verza, un imponente cactus; e ancora i pesci che riportano Vitali al mestiere di famiglia, la pesca. Pesci di lago, gli agoni principalmente, i persici, le trote, le alborelle ma anche il misterioso pesce San Pietro. E ancora i tanti animali totemici: la capra, il gallo, gli uccelli. L’insieme, nell’allestimento progettato, restituisce una sorta di giardino dell’Eden, di rame.

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SPAZIO ESPOSITIVO SAN NICOLAO

La chiesa era connessa al piccolo Convento degli Umiliati, un movimento laicale che ebbe molta presa fra Piemonte e Lombardia e che fu poi soppresso nel 1571 ed “era ubicata nel punto in cui l’antica strada per Dervio (dove sorgeva una tra le case umiliate più importanti della regione) e l’alto lago si immetteva nelle strette vie del borgo. Il ciclo di affreschi dichiara una mano qualitativa che molti studiosi individuano nella figura del Maestro di Bellano, la cui personalità emerge chiaramente, nel ventennio che chiude il Trecento e apre il Quattrocento, in molti affreschi del comprensorio lacustre”.
L’intervento di risanamento e restauro prevede la realizzazione di un soppalco dove saranno esposte in modo permanente le opere di Danilo Vitali, mentre il piano inferiore rimarrà destinato ad esposizioni temporanee ed eventi culturali. Il restauro riguarderà anche gli affreschi presenti che risalgono al 1600. L’importo dell’intervento ammonta a 500.000 euro ed è finanziato dal bando “rigenerazione urbana borghi” di Regione Lombardia e con fondi propri del Comune.

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