LECCO, 21 ottobre 2026 – Dopo la diffusione di messaggi e video intimidatori, rivelatisi falsi, i GD denunciano il clima di paura tra gli studenti delle scuole superiori e delle università . «Nessuna intimidazione deve riuscire a togliere loro la voce».
«Né paura né silenzio: il futuro è degli studenti». È questo il messaggio lanciato dai Giovani Democratici di fronte all’allarme che nelle ultime ore ha coinvolto numerosi studenti delle scuole superiori e delle università , anche in provincia di Lecco, dopo la circolazione di messaggi e video intimidatori, rivelatisi fake news, che annunciavano presunte aggressioni da parte di bande di «maranza» e assalti agli istituti scolastici.
Una situazione che, secondo i GD, ha alimentato timori e preoccupazione tra ragazze e ragazzi, tanto da spingere alcuni a restare a casa e a rinunciare alle lezioni, mentre altri hanno scelto di recarsi comunque a scuola o in università , nonostante la paura di possibili violenze lungo il tragitto o sui mezzi pubblici.
Da qui l’invito a verificare sempre l’attendibilità delle informazioni prima di condividerle online, senza però liquidare le reazioni degli studenti come semplice ingenuità o incapacità di distinguere le notizie vere da quelle false.
«Vogliamo ascoltare le paure degli studenti e vogliamo che la società si interroghi su questo episodio», sottolineano i Giovani Democratici, ponendo una domanda sul clima in cui stanno crescendo le nuove generazioni.
«L’odio non viaggia soltanto online»
Nel comunicato, i GD richiamano anche la presenza di messaggi discriminatori e violenti comparsi sui muri e per terra all’esterno di alcune scuole della provincia, luoghi attraversati quotidianamente da centinaia di studenti.
Secondo i Giovani Democratici, queste manifestazioni di odio non sono episodi da sottovalutare, perché rischiano di intimidire i ragazzi, scoraggiarli dall’esprimersi liberamente e coinvolgerli in una spirale di ostilità e violenza.
«Convincere i nostri giovani che andare a scuola è pericoloso o inutile, seminare il panico tra gli adolescenti o incitarli alla devastazione è un modo per tenerli lontani dalle scuole e dalle Università », affermano, ricordando il ruolo educativo e democratico di questi luoghi, nei quali si formano anche i cittadini di domani, nel segno dei valori costituzionali di libertà , giustizia e solidarietà .
«Chi trae vantaggio da questo clima di terrore?»
Il comunicato si sofferma poi su quanto accaduto nel pomeriggio, quando, secondo la ricostruzione dei Giovani Democratici, in un centro cittadino rimasto deserto a causa della paura alimentata nelle ore precedenti non si sarebbero presentati i gruppi descritti nei messaggi circolati online. A farsi vedere, invece, sarebbe stato un gruppo di estremisti.
Un passaggio che porta i GD a interrogarsi sui possibili effetti e sulle finalità della diffusione di simili allarmi: «La domanda sorge quindi spontanea: cui prodest? Chi trae vantaggio da questa situazione?».
Per i Giovani Democratici, il rischio è che la paura finisca per allontanare gli studenti dagli spazi di aggregazione, confronto e partecipazione, indebolendo proprio quei luoghi in cui i giovani possono sviluppare consapevolezza critica e far sentire la propria voce.
La solidarietà agli studenti scesi in piazza
Nel comunicato trova spazio anche la vicinanza alle decine di migliaia di studenti che, secondo i GD, in questi giorni hanno manifestato pacificamente per esprimere il proprio disagio e rivendicare attenzione sulle prospettive delle nuove generazioni.
Una mobilitazione che, nella lettura dell’organizzazione giovanile, riflette preoccupazioni più ampie: la precarietà , i tagli all’istruzione e le scelte politiche considerate poco attente alle esigenze dei giovani.
L’invito è quindi a continuare a manifestare liberamente e pacificamente per le proprie idee, nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione.
«Chi sperava di zittire i giovani ha sbagliato i conti», sostengono i GD, assicurando il proprio sostegno agli studenti e alle studentesse che chiedono di essere ascoltati.
La conclusione è un richiamo al valore della scuola e dell’università come presìdi fondamentali di democrazia: «Saremo sempre al fianco degli studenti che desiderano frequentarli con serenità e far sentire liberamente la propria voce, perché è sui banchi delle aule, e quando serve nelle piazze, che si sta scrivendo il presente e il futuro della nostra società ».