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LILLO E CARLO VERDONE CHIUDONO IL LECCO FILM FEST

LILLO E CARLO VERDONE CHIUDONO IL LECCO FILM FEST

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Lecco, 10 luglio 2023 – Sul palco del Lecco Film Fest, per l’ultima giornata, davanti a una piazza stracolma di gente è salito il mitico Carlo Verdone, non solo ad animare la conclusione del festival organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e a renderla ancora più colma di stupore anche Lillo, Francesca Fialdini ed Elena Lietti. E la proiezione del film Billy della regista Emilia Mazzacurati con l’attore Matteo Oscar Giuggioli.

“Non so se posso essere accostato ai grandi registi del neorealismo. Io sono stato un pedinatore di romani, andavo in cerca di racconti. Vedevo un apparato umano molto interessante, pieno di megalomanie e fragilità. Sono diventato un imitatore di caratteri ora di quello, ora di quell’altro personaggio. La gente più anonima e più grigia mi fa divertire molto”, ha detto Carlo Verdone sul palco di Piazza Garibaldi. Poco prima, nel pomeriggio al Nuovo Cinema Aquilone Verdone aveva introdotto insieme a Gianluca Arnone, caporedattore Rivista del Cinematografo, la visione del film da lui scelto: dopo Ordet lo scorso anno, quest’edizione un altro capolavoro ovvero Umberto D. di Vittorio De Sica.

Appena salito sul palco Verdone ha aperto l’incontro moderato da Marina Sanna, Rivista del Cinematografo, e Valerio Sammarco, Rivista del Cinematografo, con il suo umorismo: “Sono colpito dalla signorilità degli abitanti di Lecco. A Roma quando mi chiedono l’autografo mi danno sempre pure una pacca sulla spalla”. Tanti gli aneddoti che ha raccontato sulla sua vita. E tante anche le imitazioni che ha regalato al pubblico. Ma anche un ricordo di suo padre, il critico cinematografico Mario Verdone. “La sera prima della presentazione del libro Il cinema neoralista di Mario Verdone al Salone del Libro di Torino, ho fatto un sogno tragico: mio padre mi svegliava e mi diceva: ‘Come ti sei permesso a mettere la firma su un libro che ho scritto io? Hai sbagliato. E hai fatto pure arrabbiare Rossellini perché non hai citato Germania, Anno Zero’. Mio padre appare spesso nei sogni perché mi manca molto: è stato fondamentale per me”.

Ma le risate al Lecco Film Fest erano già iniziate la mattina con Lillo durante l’incontro moderato dal giornalista e conduttore di Tv Talk, Massimo Bernardini. Tanti gli argomenti dalla militanza comica con Greg, tra il cult teatrale Il mistero dell’assassino misterioso e la radio con 610 passando per i concerti del loro complesso Latte e i Suoi Derivati fino al successo popolare di LOL-Chi ride è fuori e alla serie Sono Lillo in cui gioca con la sua maschera tra divertimento e malinconia. “Per un periodo della mia vita ho combattuto la mia immaturità, poi mi sono arreso perché ho capito che è una cosa bella”, ha raccontato Pasquale Petrolo in arte Lillo. E sul suo sodalizio con Greg: “A entrambi ci appassiona il linguaggio incomprensibile tanto che abbiamo inventato una storia che si chiama L’uomo che non capiva troppo. Alcune parole fanno ridere a livello onomatopeico proprio per come suonano. Per esempio la parola ‘pupazzo’ fa molto più ridere che ‘marionetta’. Ci piace questa ricerca. E poi ci piace mischiare il nonsense al sense. Non ci viene però naturale fare la satira politica imitando politici esistenti. È più facile che io e Greg parliamo del risultato della mala politica. Più che sull’attualità noi lavoriamo sui temi che riguardano l’essere umano”.

A seguire, sempre in un incontro moderato da Massimo Bernardini, è salita sul palco la giornalista Rai Francesca Fialdini. “Chi fa informazione dovrebbe saper diversificare la platea, avere il coraggio di andare nel profondo delle notizie, ma purtroppo funziona di più la morbosità, la superficialità”, ha affermato.

Nel pomeriggio, sempre per ‘Cinematografo incontra’, l’attrice Elena Lietti ha dialogato con Federico Pontiggia, Rivista del Cinematografo. L’attrice ha fatto film molto diversi tra loro come Siccità, Le otto montagne, Il grande giorno, Il primo giorno della mia vita e Il sol dell’avvenire. Dalle prime esperienze teatrali con Andrée Ruth Shammah e Filippo Timi alle serie Il miracolo e Anna dirette da Niccolò Ammanniti. Un percorso artistico eclettico e stratificato tra Nanni Moretti e Aldo, Giovanni e Giacomo alla scoperta dei mille volti di un’attrice sempre più apprezzata dal pubblico.

“Mi diverto ad andare più lontano possibile dalla mia personalità che fatico a tollerare – ha raccontato. Mi piace fare personaggi molto diversi tra loro. Mi piacerebbe ovviamente avere un ruolo da protagonista, ma penso che sia più importante avere una storia bella. Meglio un ruolo piccolo in una storia bella che un ruolo grande in una storia brutta. Sono istintiva, anche nella scelta dei ruoli: questo mi ha portato anche a dire dei no”.

Il Lecco Film Fest si è concluso con un inizio. Billy, opera prima di Emilia Mazzacurati con l’attore Matteo Oscar Giuggioli. Entrambi hanno dialogato con Lorenzo Ciofani, Rivista del Cinematografo. “Racconto una famiglia classica in cui i ruoli sono invertiti: la mamma è molto bambina e il figlio molto adulto. Lui a diciannove anni è un ex bambino prodigio. È un coming of age al contrario ambientato nel contesto della provincia”, ha dichiarato la regista, che poi ha ricordato suo padre Carlo Mazzacurati. “Mi ha lasciato l’amore per i personaggi, per l’umanità e per i paesaggi. Di notte entrambi eravamo insonni e rimanevamo svegli a guardare i western”. E Giuggioli, ora impegnato sul set di una serie tv molto attesa quella sugli 883, ha detto: “Questo è il film che porto più nel cuore”. Emilia Mazzacurati ha infine ricevuto il Premio Lucia, premio nato al Lecco Film Fest in ambito letterario, da quest’anno esteso anche al cinema, assegnato alla regista che ha saputo contraddistinguersi con la sua opera.

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