OLTRE LA DISABILITÀ, IL VALORE DELLE PAROLE E DELLE RELAZIONI: A OLGIATE IL CONVEGNO DI CASA DEI RAGAZZI IAMA
LECCO, 30 ottobre 2026 – Oltre 50 persone tra familiari, operatori, rappresentanti delle istituzioni e realtà del territorio si sono ritrovate a Olgiate Molgora per riflettere sul valore delle parole, della comunicazione e delle relazioni nella vita delle persone con disabilità. Si è svolto venerdì 23 ottobre, nella Sala Polivalente San Zeno, il convegno “Curare le Parole. Linguaggi, relazioni e identità oltre la disabilità”, promosso da Casa dei Ragazzi IAMA.
Un pomeriggio di confronto e partecipazione, durante il quale professionisti di diversi ambiti hanno approfondito una questione fondamentale: quanto il modo in cui ci rivolgiamo agli altri e raccontiamo le loro esperienze possa influenzare le opportunità, le aspirazioni e la possibilità di essere parte attiva della comunità.
Il messaggio emerso dagli interventi è stato chiaro: le parole non servono soltanto a descrivere la realtà, ma contribuiscono a costruirla. Possono riconoscere capacità, aprire prospettive e alimentare aspettative, ma anche trasformarsi in ostacoli quando finiscono per limitare desideri e possibilità delle persone.
Il convegno, moderato dalla professoressa Elena Zanfroni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha affrontato il tema da diverse prospettive, tra pedagogia, educazione, ambito clinico e comunicazione.
La professoressa Silvia Maggiolini, del CeDisMa (Centro studi e ricerche sulla Disabilità e Marginalità) dell’Università Cattolica, ha approfondito il significato di inclusione e partecipazione, sottolineando la necessità di superare una visione in cui la persona con disabilità viene considerata qualcuno da inserire in un contesto già costruito. L’obiettivo, al contrario, è creare comunità nelle quali ciascuno possa trovare il proprio spazio e contribuire attivamente alla vita collettiva.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla comunicazione nella quotidianità delle Residenze Sanitarie Assistenziali. Le professioniste di Casa dei Ragazzi IAMA, la psicologa Mara Colnago e le logopediste Irene Redondi e Sara Pagani, hanno illustrato il valore della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), strumento fondamentale per garantire a ogni persona la possibilità di esprimersi, comunicare le proprie preferenze e manifestare anche il proprio dissenso.
Marta Mozzanica, responsabile Area Sociale e Formazione di Casa dei Ragazzi IAMA, ha invece posto l’accento sull’importanza della documentazione educativa e clinica. Raccontare una persona, infatti, significa custodirne la storia, le relazioni e le aspirazioni, senza ridurla a un elenco di prestazioni e bisogni. A chiudere gli interventi è stata Sara De Carli, giornalista del mensile Vita, che ha richiamato la responsabilità del linguaggio nel mondo dell’informazione e nella società, invitando a superare anche quelle espressioni stereotipate che, pur nascendo con buone intenzioni, rischiano di restituire un’immagine limitante delle persone.
Il filo conduttore dell’incontro è stato il progetto di vita: un percorso che non deve essere deciso da altri, ma costruito insieme alla persona, riconoscendone desideri, capacità e possibilità di scelta. Un principio che Casa dei Ragazzi IAMA cerca di tradurre nella propria attività quotidiana attraverso l’ascolto, la personalizzazione degli interventi e la creazione di occasioni concrete di partecipazione.
Dalla pittura al teatro, quando le persone diventano protagoniste
A rendere ancora più significativo il pomeriggio sono stati due momenti nei quali le persone con disabilità hanno potuto esprimersi attraverso l’arte e il linguaggio teatrale, diventando protagoniste della vita culturale e della comunità.

Grande interesse ha suscitato la prima mostra personale di Giancarlo Carli, conosciuto come Lombardino, ospite delle RSD di Casa dei Ragazzi IAMA. Dopo una lunga attività pittorica, l’artista ha avuto l’occasione di presentare al pubblico le proprie opere e condividere il percorso che lo ha portato a coltivare questa passione.
Un’esperienza importante, accompagnata anche da un desiderio espresso durante i saluti iniziali, alla presenza del sindaco di Olgiate Molgora Giovanni Battista Bernocco: poter esporre in futuro i propri quadri nella sala consiliare del Comune. Un’aspirazione personale che racchiude il significato più profondo del progetto di vita: riconoscere non soltanto i bisogni di una persona, ma anche ciò che ama, ciò che sa fare e quello che desidera ancora realizzare.
Altrettanto coinvolgente è stata la performance “La lingua dei miei occhi”, proposta da Sarah Leveraro insieme alle educatrici e alle persone del Centro Socio Educativo (CSE). Attraverso il teatro, gli sguardi, i gesti e la presenza reciproca, lo spettacolo ha portato sul palco un messaggio importante: comunicare non significa necessariamente parlare e l’assenza di parole non coincide con l’assenza di pensieri, emozioni o desideri.
Una rappresentazione che ha emozionato il pubblico e restituito, attraverso il linguaggio artistico, uno dei temi centrali dell’intero convegno: per comprendere davvero l’altro è necessario saper cambiare prospettiva, rallentare e imparare ad ascoltare anche ciò che non viene espresso verbalmente.
La partecipazione di famiglie, professionisti e rappresentanti delle istituzioni ha confermato il valore di occasioni di incontro capaci di mettere in dialogo servizi, territorio e comunità. Con “Curare le Parole”, Casa dei Ragazzi IAMA ha voluto così portare al centro una riflessione che va oltre il singolo evento: costruire una società più inclusiva significa partire dalle relazioni quotidiane, dal modo in cui si comunica e dalla capacità di riconoscere a ciascuno il diritto di avere una storia, esprimere desideri e coltivare i propri sogni.