ABITARE LA LONGEVITÀ, COME CAMBIA LECCO: AL POLITECNICO IL CONFRONTO SULLE CITTÀ DEL FUTURO
LECCO, 30 ottobre 2026 – Come ripensare le città e le abitazioni per rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più longeva? È attorno a questa domanda che si è sviluppato l’incontro ospitato mercoledì 28 ottobre, nell’aula magna del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, in occasione della presentazione del rapporto “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Spi Cgil e Auser nazionale.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, realtà del territorio, professionisti e mondo accademico su un tema che riguarda da vicino anche il futuro della città: l’invecchiamento della popolazione e la necessità di costruire contesti urbani capaci di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita. Non soltanto una questione sanitaria o assistenziale, ma una sfida che coinvolge direttamente la progettazione degli spazi, l’organizzazione dei servizi, le soluzioni abitative e le relazioni sociali.
L’iniziativa territoriale è stata promossa dal Comune di Lecco, dall’Ambito territoriale di Lecco, da Auser provinciale e dall’impresa sociale Girasole, in collaborazione con il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano. Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Lecco Filippo Boscagli, di Vico Valassi, presidente di UniverLecco, di Mauro Piazza, sottosegretario di Regione Lombardia, di Sabina Panzeri, presidente dell’Ambito territoriale di Lecco, di Claudio Dossi, presidente di Auser Lecco, e di Graziano Salvalai, professore associato del Politecnico di Milano.
A seguire, Claudio Falasca, curatore della ricerca, ha illustrato i contenuti del rapporto, offrendo alcuni spunti di riflessione sulle politiche abitative e sulle trasformazioni necessarie per affrontare il cambiamento demografico.
Il confronto è poi entrato nel vivo con due tavole rotonde. La prima, intitolata “Il territorio: progetti ed esperienze” e moderata dal giornalista Stefano Spreafico, ha coinvolto Ats Brianza, l’ufficio di piano dell’Ambito di Lecco, l’impresa sociale Girasole, la cooperativa L’Arcobaleno e la Rsa Borsieri-Colombo della Fondazione Sacra Famiglia. Un’occasione per mettere a confronto esperienze e progettualità già presenti sul territorio.
La seconda tavola rotonda, dedicata a “La progettazione e la trasversalità”, ha invece affrontato una domanda centrale: che città vogliamo a misura di una popolazione che invecchia? Sempre con la moderazione di Spreafico, sono intervenuti rappresentanti dell’Ordine degli ingegneri, del Politecnico di Milano, della Fondazione Cariplo e di KCity rigenerazione urbana. Al centro del dibattito il rapporto tra pianificazione urbana, politiche abitative e costruzione di spazi più accessibili e inclusivi.

A chiudere l’incontro sono stati gli interventi del vicesindaco di Lecco Carlo Piazza, con delega alle Politiche dell’abitare, e della presidente nazionale di Auser Fulvia Colombini.
Proprio Piazza ha sottolineato come la longevità debba essere considerata una questione che va ben oltre la dimensione demografica e sanitaria. «Il rapporto presentato da Auser e SPI CGIL ci offre uno spunto importante per riflettere sul futuro di Lecco e sul modello di città che vogliamo costruire», ha dichiarato, evidenziando la necessità di ripensare il patrimonio abitativo, favorire nuove forme dell’abitare, migliorare l’accessibilità e i servizi di prossimità.
L’obiettivo, secondo il vicesindaco, è promuovere una rigenerazione urbana capace non soltanto di intervenire sugli edifici e sugli spazi pubblici, ma anche di creare nuove relazioni e comunità. «La sfida è costruire una Lecco capace di accompagnare le persone nelle diverse stagioni della vita, favorendo l’incontro tra generazioni e mettendo l’innovazione al servizio dei bisogni reali dei cittadini», ha aggiunto. Una città, dunque, nella quale non si viva soltanto più a lungo, ma si possa continuare a vivere bene, mantenendo autonomia, relazioni e partecipazione.
Un tema ripreso anche da Sabina Panzeri, presidente dell’Ambito territoriale di Lecco, che ha posto l’attenzione sulla necessità di superare una visione dell’invecchiamento basata esclusivamente sull’alternativa tra permanenza nella propria abitazione e ingresso in una struttura residenziale. «Per troppo tempo abbiamo pensato all’invecchiamento come a una scelta tra due sole possibilità: restare a casa, spesso da soli, oppure entrare in RSA quando la casa non basta più. In mezzo c’è stato poco», ha osservato.
È proprio in questo spazio intermedio che, secondo Panzeri, occorre costruire nuove risposte, capaci di adattarsi ai cambiamenti graduali che accompagnano il percorso di invecchiamento. In questa direzione si inserisce il Piano di Zona 2025-2027, che punta a sviluppare una rete di soluzioni diversificate e personalizzate: dalla domiciliarità sostenuta alle forme di abitare condiviso, dagli alloggi protetti alle reti di prossimità, fino alla residenzialità quando necessario.
Non si tratta, quindi, di servizi separati, ma di un percorso integrato che possa evolvere insieme alle esigenze della persona. Fondamentale, in questo senso, anche il ruolo dell’accompagnamento, attraverso un punto di accesso riconoscibile, una valutazione complessiva dei bisogni e una collaborazione concreta tra servizi sociali, sanità e Terzo Settore.
«Abitare la longevità significa costruire comunità in cui nessuno invecchi da solo. È una sfida che possiamo vincere solo insieme», ha concluso Panzeri, richiamando l’importanza di coinvolgere non soltanto istituzioni e operatori, ma anche famiglie, giovani e anziani stessi, chiamati a essere protagonisti delle scelte che riguardano la propria vita.