LECCO, 29 ottobre 2026 – Meno pressione fiscale, costi energetici più sostenibili, maggiore accesso al credito e nuove regole per accompagnare la crescita delle imprese artigiane. Sono queste le principali richieste emerse dall’Assemblea nazionale di Confartigianato, svoltasi mercoledì 28 ottobre all’Auditorium Conciliazione di Roma, alla presenza dei rappresentanti del mondo associativo, delle istituzioni e dell’economia. Un appuntamento particolarmente significativo nell’anno in cui la Confederazione celebra l’ottantesimo anniversario della propria fondazione.
All’assemblea hanno partecipato anche il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Davide Riva, e il segretario generale Matilde Petracca, insieme a una delegazione di dirigenti dell’associazione lecchese.
Energia, credito e fisco: le priorità delle imprese
Al centro dei lavori la relazione del presidente nazionale Marco Granelli, che ha delineato le principali difficoltà con cui le micro e piccole imprese italiane devono confrontarsi in uno scenario economico segnato da incertezze e tensioni internazionali.
Secondo le elaborazioni di Confartigianato, gli shock che hanno colpito l’economia italiana nel quinquennio 2022-2026 hanno comportato un costo cumulato stimato in 296,3 miliardi di euro. Risorse che, secondo l’associazione, sono state sottratte a investimenti, innovazione, assunzioni e crescita.
Da qui la richiesta di una politica economica capace di sostenere la produttività, favorire gli investimenti e creare occupazione, intervenendo contemporaneamente sulla pressione fiscale che grava sulle imprese.
Tra le criticità più rilevanti figura il costo dell’energia, che continua a penalizzare la competitività delle aziende italiane rispetto ai principali partner europei. Per Confartigianato servono interventi strutturali che consentano di ridurre questo divario e garantire condizioni più favorevoli al sistema produttivo.
Preoccupa anche l’accesso al credito, che dal 2019 ha registrato una significativa contrazione, rendendo più difficile per molte imprese reperire le risorse necessarie per investire, innovare e programmare il proprio sviluppo.
Riforma della legge sull’artigianato, l’annuncio di Meloni
Uno dei passaggi più rilevanti dell’assemblea ha riguardato l’aggiornamento della legge quadro sull’artigianato, risalente al 1985. Una normativa che, secondo Confartigianato, deve essere adeguata alle trasformazioni del sistema produttivo, consentendo alle imprese di crescere senza perdere la propria qualifica artigiana.
Sul tema è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, annunciando l’intenzione del Governo di approvare nel Consiglio dei ministri del 28 ottobre il decreto di aggiornamento della normativa.
La premier ha inoltre anticipato una misura prevista nella legge di Bilancio che permetterebbe alle aziende con almeno sette anni di qualifica artigiana di conservarla anche in caso di aumento del numero dei collaboratori, con particolare attenzione alle maestranze e agli apprendisti.
Richiamate anche le disposizioni introdotte con la prima legge annuale sulle piccole e medie imprese per tutelare le denominazioni «artigiano» e «artigianale», riservandone l’utilizzo alle attività che rispettano i requisiti stabiliti dalla normativa.
La riforma punta dunque a riconoscere l’evoluzione delle imprese artigiane e a favorirne il consolidamento, salvaguardando al tempo stesso le caratteristiche distintive di questo modello produttivo.
Riva: «Le imprese devono poter competere ad armi pari»
Il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Davide Riva, ha sottolineato l’importanza dei temi portati all’attenzione del Governo, evidenziando le esigenze delle aziende del territorio.
«L’Assemblea nazionale ha riportato al centro del confronto politico ed economico questioni che incidono quotidianamente sulla vita delle nostre imprese – commenta Riva –. La relazione del presidente Granelli ha restituito con chiarezza le difficoltà che gli imprenditori si trovano ad affrontare, ma anche la loro volontà di continuare a investire, innovare e creare occupazione».
«Il nostro territorio esprime un tessuto artigiano dinamico, con imprese che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e che oggi chiedono soprattutto di poter competere ad armi pari, a partire dai costi dell’energia e dall’accesso alle risorse necessarie per crescere. In questo quadro, l’annuncio della riforma della legge quadro rappresenta un segnale importante: le regole devono accompagnare l’evoluzione delle imprese, non limitarne le potenzialità».
Un richiamo che riguarda da vicino anche la realtà lecchese, caratterizzata da un sistema di micro e piccole imprese che rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale. Va ricordato, inoltre, che la storia della territoriale di Lecco non coincide con quella nazionale: il nucleo originario dell’Unione artigiani nella provincia risale infatti al 1945.
Petracca: «Servono strumenti concreti per accompagnare lo sviluppo»
Dal segretario generale di Confartigianato Imprese Lecco, Matilde Petracca, è arrivato un richiamo alla necessità di affiancare all’attività di rappresentanza servizi e strumenti capaci di sostenere concretamente le aziende.
«I temi affrontati durante l’Assemblea confermano quanto sia importante affiancare alla rappresentanza delle imprese un sistema di strumenti e servizi capace di sostenerne concretamente lo sviluppo – sottolinea Petracca –. Energia, credito, fiscalità e innovazione sono questioni strettamente collegate, che richiedono risposte coordinate».
«Le nostre imprese hanno bisogno di certezze per programmare gli investimenti, ma anche di accompagnamento per affrontare cambiamenti sempre più rapidi, dalla digitalizzazione all’evoluzione delle competenze. Come Confartigianato Lecco siamo impegnati quotidianamente in questa direzione, attraverso l’attività di rappresentanza, la consulenza e i progetti che sviluppiamo insieme ai partner del territorio».
L’auspicio, conclude Petracca, è che le istanze presentate da Confartigianato al Governo si traducano in risposte concrete, in grado di rafforzare il sistema delle micro e piccole imprese.
Mattarella: «L’artigianato patrimonio dell’Italia»
Nel corso dell’assemblea è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato il contributo delle imprese artigiane alla ricostruzione economica e sociale del Paese, alla vitalità dei territori e alla valorizzazione delle competenze.
L’artigianato continua a rappresentare uno dei tratti distintivi del Made in Italy, grazie alla capacità di coniugare tradizione, nuove tecnologie e trasmissione del sapere alle giovani generazioni.
Un patrimonio che assume un significato particolare nell’anno dell’ottantesimo anniversario di Confartigianato e che richiama la necessità di sostenere un comparto centrale non soltanto per l’economia italiana, ma anche per la coesione sociale e lo sviluppo delle comunità locali.
Le richieste avanzate dall’associazione delineano quindi un’agenda di interventi che va dal contenimento dei costi alla revisione delle regole, passando per credito, fiscalità e innovazione. Per le imprese artigiane, la sfida è poter continuare a crescere e creare occupazione mantenendo intatti i valori, le competenze e l’identità che ne fanno una componente essenziale del sistema produttivo italiano.