VILLA MARINA A BELLANO, PROGETTO COMUNE CHIEDE CHIAREZZA: “DALL’ACCORDO DEL 2022 ALL’ORDINANZA DI DEMOLIZIONE”
BELLANO, 21 ottobre 2026 – Il gruppo consiliare interroga il sindaco Antonio Rusconi sulla vicenda dell’immobile affacciato sul lago. Nel mirino l’accordo con la proprietà, le opere contestate e il possibile vincolo di inedificabilità legato alla vicinanza del depuratore.
Fare chiarezza sulla vicenda di Villa Marina, ricostruendo il percorso amministrativo che ha portato all’ordinanza di demolizione del 30 luglio 2026. È l’obiettivo dell’interrogazione a risposta orale presentata dal gruppo consiliare Progetto Comune al sindaco Antonio Rusconi.
Al centro della questione ci sono l’accordo bonario sottoscritto tra il Comune e la proprietà il 7 novembre 2022, la realizzazione di opere edilizie contestate e le disposizioni urbanistiche che interessano l’area, anche in relazione alla vicinanza al depuratore delle acque reflue.
L’ordinanza di demolizione del luglio 2026
Con l’ordinanza n. 33 del 30 luglio 2026, il Comune ha disposto la demolizione di alcune opere e il ripristino dello stato originario dei luoghi. Il provvedimento riguarda una struttura in cemento di circa 140 metri quadrati, per un volume di circa 420 metri cubi, e un muro di contenimento in cemento armato rivestito in pietra, lungo quasi 25 metri e affacciato sul lago.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, le opere sarebbero state realizzate «in assenza di titolo abilitativo edilizio». Il provvedimento è arrivato dopo sopralluoghi tecnici effettuati a seguito di segnalazioni presentate da cittadini, Legambiente e dallo stesso gruppo consiliare.
Progetto Comune chiede ora di ricostruire tempi e modalità delle verifiche, oltre alle decisioni amministrative che hanno preceduto l’ordinanza.
Nel mirino l’accordo tra Comune e proprietà
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda l’accordo bonario del novembre 2022. I consiglieri Andrea Nogara e Giacomina Lazzari chiedono al sindaco su quale fondamento giuridico sia stato sottoscritto e se, prima della firma, fosse stato acquisito un parere tecnico da parte del responsabile dell’area comunale competente.
Il gruppo vuole inoltre chiarire se e in quale misura gli impegni contenuti nell’accordo abbiano influito sulla successiva revisione del Piano di governo del territorio (PGT).
In particolare, viene contestata una disposizione inserita nel Piano delle Regole che, secondo Progetto Comune, pur essendo formulata in termini generali, risulterebbe applicabile a beneficio della proprietà di Villa Marina.
L’interrogazione chiede quindi di conoscere le motivazioni tecniche e urbanistiche alla base della scelta e di chiarire il rapporto tra l’accordo con il privato e le successive modifiche alla disciplina del territorio comunale.
Il nodo del vincolo legato al depuratore
Un altro aspetto riguarda la possibile presenza di un vincolo di inedificabilità assoluta sull’area. Progetto Comune richiama la Carta dei Vincoli del PGT e l’articolo 27 delle Norme tecniche di attuazione del Piano delle Regole, sostenendo che l’intera proprietà ricadrebbe in una zona sottoposta a tale limitazione per la vicinanza al depuratore.
Il gruppo chiede all’Amministrazione di chiarire se il vincolo sia effettivamente applicabile e, in caso affermativo, su quali basi sia stata prevista la possibilità di realizzare nuove costruzioni nell’area.
Si tratta di questioni che richiedono una verifica puntuale degli strumenti urbanistici e delle valutazioni tecniche effettuate dagli uffici competenti.
Cinque questioni da chiarire in Consiglio comunale
Con l’interrogazione, Nogara e Lazzari chiedono risposte sulla legittimità dell’accordo bonario del 2022, sull’eventuale parere tecnico acquisito prima della firma, sulle ragioni della disposizione urbanistica contestata, sul rapporto tra le possibilità edificatorie e il vincolo legato al depuratore e, infine, sulla legittimità degli impegni assunti in relazione alla modifica del PGT.
L’obiettivo dichiarato è ottenere una ricostruzione documentata della vicenda, che coinvolge la gestione del territorio, l’applicazione delle norme edilizie e urbanistiche e i rapporti tra l’ente pubblico e la proprietà privata.
Progetto Comune attende ora la risposta del sindaco in Consiglio comunale, chiedendo che siano chiariti i presupposti delle decisioni adottate e le relative conseguenze per il territorio e per la tutela del paesaggio del lago.