STAZIONI FERROVIARIE INACCESSIBILI, L’ALLARME DEL PD: A LECCO OLTRE LA META’ NON GARANTISCE L’ACCESSO AUTONOMO AI TRENI
LECCO, 8 ottobre 2026 – Il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli presenta i dati sull’accessibilità delle stazioni lombarde: in provincia di Lecco 15 strutture su 28 non consentono alle persone con disabilità o mobilità ridotta di salire autonomamente sui treni.
Stazioni ferroviarie ancora troppo spesso inaccessibili alle persone con disabilità o con mobilità ridotta. È la denuncia sollevata dal consigliere regionale del Partito Democratico Gian Mario Fragomeli, che ha presentato a Palazzo Pirelli, a Milano, i primi dati di una ricerca realizzata sulla base delle informazioni fornite negli ultimi mesi dalla Direzione Trasporti di Regione Lombardia.
Il quadro regionale evidenzia diverse criticità. Tra le stazioni gestite da RFI, il 35% non garantisce, attraverso ascensori o servoscala, l’accesso a tutti i binari. Una situazione sostanzialmente in linea con quella della provincia di Lecco.
Ancora più significativo il dato relativo all’accesso autonomo al treno, ovvero alla possibilità di raggiungere una carrozza senza dover superare un dislivello tra la banchina e l’ingresso del vagone: in Lombardia il 65% delle stazioni non garantisce questa possibilità.
In provincia di Lecco la percentuale scende, ma resta comunque superiore alla metà: il 54% delle stazioni presenta infatti questa criticità.
A Lecco 15 stazioni su 28 non sono accessibili autonomamente
«Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti e oggi così non è», sostiene Fragomeli, che punta l’attenzione in particolare sulle difficoltà incontrate quotidianamente da chi si muove in carrozzina, utilizza le stampelle o presenta una mobilità ridotta.
«Nelle stazioni gestite da RFI, che sono la stragrande maggioranza, in una su tre non è possibile accedere ai binari successivi al primo per la mancanza di ascensori – spiega il consigliere regionale Pd -. Ma se consideriamo la possibilità di accedere autonomamente, quindi senza dislivello tra la banchina e il treno, nel 65% delle stazioni questo è impossibile perfino sul primo binario».
La situazione, secondo i dati illustrati dal consigliere, riguarda anche il territorio lecchese. Sono 15 le stazioni su 28 nelle quali una persona in carrozzina o con difficoltà motorie non può salire autonomamente sul treno a causa dello scalino tra banchina e vagone.
Tra gli esempi citati da Fragomeli c’è Calolziocorte, stazione classificata come “plus” e considerata uno snodo tra le linee Lecco-Milano e Lecco-Bergamo.
«Non è garantito l’accesso ai disabili a tutti e quattro i binari e pertanto nemmeno ai treni», sottolinea il consigliere.
L’attacco al Piano regionale della mobilità
La denuncia è arrivata nel corso di una conferenza stampa durante la quale il gruppo regionale del Partito Democratico, con il capogruppo Pierfrancesco Majorino e il consigliere Simone Negri, ha annunciato battaglia in Consiglio regionale sul Piano regionale della Mobilità e dei trasporti.
Il documento, approvato dalla Giunta Fontana, rappresenta lo strumento di programmazione decennale per infrastrutture, trasporti e mobilità in Lombardia. Secondo il Pd, tuttavia, il Piano non affronta adeguatamente il tema dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie.
«È davvero incredibile che il Piano regionale decennale della Giunta Fontana non si occupi minimamente di questo – attacca Fragomeli -. Il tema del diritto all’accesso alle stazioni ferroviarie non trova uno straccio di riferimento».
Per il consigliere dem, l’abbattimento delle barriere architettoniche dovrebbe diventare invece uno degli obiettivi prioritari della programmazione regionale dei prossimi anni.
«Il diritto all’accessibilità deve essere garantito a tutti, nelle stazioni grandi ma anche in quelle medie, fino a quelle piccole – conclude Fragomeli -. Per questo ci batteremo in Aula».
Il Pd solleva anche il tema della sicurezza
Nel confronto sul Piano regionale della Mobilità il Partito Democratico annuncia inoltre di voler affrontare il tema della sicurezza, considerato un altro elemento che può incidere sulla scelta dei cittadini di utilizzare il trasporto ferroviario.
Per il Pd, quindi, la sfida dei prossimi anni non riguarda soltanto il potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti, ma anche la necessità di rendere il sistema ferroviario più accessibile, sicuro e realmente fruibile da tutti.