LECCO, 16 NOVEMBRE 2025 – Fratelli d’Italia critica il post pubblicato sul profilo Facebook del Partito Democratico lecchese: “La riapertura del Teatro della Società dovrebbe essere un momento di orgoglio cittadino. Un’opera pubblica attesa da anni, pagata con risorse della comunità e destinata a tutti i lecchesi.
Per questo è grave che ad annunciarne l’inaugurazione non sia stato il Comune, ma il Partito Democratico. Un atto che trasforma un bene pubblico in strumento di propaganda e piega un simbolo culturale alla campagna per il preteso secondo mandato del sindaco.
Quando un partito sostituisce la comunicazione istituzionale, viene meno il confine tra l’Ente e chi lo governa.
Significa usare la città invece di servirla. Significa trattare ciò che è pubblico come patrimonio di parte.
Il Teatro della Società non è un comitato elettorale. Le opere pubbliche non sono materiale da campagna.
Le istituzioni non si prestano alla propaganda. La città ha diritto a una gestione trasparente e neutrale, non a una comunicazione piegata alle esigenze del momento.
E questo episodio conferma un metodo che ormai è sotto gli occhi di tutti. Lo si è visto quando il sindaco Gattinoni ha esposto la bandiera palestinese dal Municipio durante una manifestazione; lo si è visto quando ha spinto l’istituzione oltre i limiti della legge nel riconoscimento di una doppia maternità senza un quadro normativo chiaro. Oggi accade di nuovo: un’opera pubblica trasformata in strumento politico.
Il filo è lo stesso: un’amministrazione che oltrepassa il limite e considera l’istituzione come estensione della propria posizione. E c’è un punto oltre il quale una comunità non può più fingere di non vedere:
quando il potere si abitua a piegare le regole, smette di servire la città e inizia a sostituirsi ad essa. E questo non è più governo: è l’inizio della fine della democrazia.”
Sul nostro sito potete trovare anche la replica del PD a Fd’I, proprio su questo argomento.