LECCO RICORDA LA BATTAGLIA DEI PIANI D’ERNA: SABATO 17 OTTOBRE LA COMMEMORAZIONE IN LARGO MONTENERO
LECCO, 15 ottobre 2026 – L’ANPI provinciale celebra l’83° anniversario degli scontri dell’ottobre 1943, tra i primi episodi della Resistenza armata in Lombardia. In serata, al Circolo Libero Pensiero, polentata e concerto resistente.
Un momento di memoria e riflessione per ricordare le origini della Resistenza nel territorio lecchese e rendere omaggio a chi ha lottato contro il nazifascismo. Sabato 17 ottobre 2026, dalle 18 alle 19, largo Montenero ospiterà la commemorazione dell’83° anniversario della battaglia dei Piani d’Erna, avvenuta tra il 17 e il 20 ottobre 1943.
L’iniziativa è promossa dall’ANPI provinciale di Lecco con il patrocinio del Comune e si svolgerà davanti alle lapidi dedicate alle partigiane e ai partigiani, alle antifasciste e agli antifascisti e agli internati militari caduti per la libertà e la pace.
Il programma prevede la deposizione di una corona, i saluti istituzionali, un intervento del Comitato provinciale ANPI e una testimonianza dedicata alla storia personale di Emilio Gattinoni, originario di Malnago e nato nel 1928.
La commemorazione si sposta in città
Quest’anno la cerimonia non si svolgerà ai Piani d’Erna. La funivia, infatti, resterà sospesa per lavori di manutenzione fino al 31 ottobre, rendendo necessario il trasferimento dell’iniziativa in largo Montenero.
Una scelta che porta la commemorazione in uno spazio cittadino dal forte valore simbolico, dove le lapidi ricordano il sacrificio di chi si oppose alla dittatura fascista e all’occupazione nazista.
L’ANPI invita iscritti e cittadinanza a partecipare a un momento di memoria attiva, collegando il ricordo della Resistenza alle guerre in corso nel mondo e al valore della Costituzione repubblicana. L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di dare piena attuazione ai principi costituzionali, affinché gli spazi pubblici diventino luoghi di confronto libero e costruttivo.
La Banda Pisacane e i primi passi della Resistenza
I fatti dei Piani d’Erna si inseriscono nel drammatico contesto seguito all’8 settembre 1943, quando l’armistizio e l’occupazione tedesca spinsero antifascisti, militari sbandati, reduci e renitenti alla leva a organizzarsi in formazioni partigiane per combattere il nazifascismo.
Tra le prime realtà a prendere forma nel territorio lecchese ci fu la Banda Pisacane, costituita ai Piani d’Erna. Già l’8 settembre, davanti alla caserma Sirtori di via Leonardo da Vinci, Gaetano Invernizzi aveva lanciato un appello a organizzarsi per la lotta contro nazisti e fascisti.
Dopo aver recuperato armi dalla caserma, Invernizzi raggiunse i Piani d’Erna, dove contribuì a formare la banda insieme alla moglie Francesca Vera Ciceri, a Renato Carenini e ad altri antifascisti. Invernizzi e la moglie erano da poco usciti dal carcere, dove avevano scontato una condanna per attività clandestina finalizzata alla ricostruzione del Partito comunista.
La reazione nazista non tardò ad arrivare. Tra il 16 e il 20 ottobre 1943, reparti tedeschi dei Cacciatori di Montagna delle SS si disposero in diverse aree tra Valsassina, Val Brembana e lungo il lago, da Calolziocorte a Varenna, dando vita a una serie di rastrellamenti.
Uno dei più importanti interessò proprio la zona di Erna, dove si verificò uno dei primi scontri a fuoco tra le formazioni partigiane e le forze nazifasciste in Lombardia. Un episodio che ha segnato la storia della Resistenza lecchese e che, a distanza di 83 anni, resta al centro della memoria civile del territorio.
In serata polentata e concerto resistente
Le iniziative proseguiranno sabato sera al Circolo Libero Pensiero, in via Calloni 14, in collaborazione con la sezione ANPI Lecco città “Francesca Vera Ciceri”.
Alle 20 è prevista una polentata, seguita alle 21 da un concerto del Coro Popolare Antifascista (PAF).
Per partecipare alla cena è necessario prenotarsi scrivendo a circololiberopensiero@gmail.com oppure telefonando al 347 2704485.
La giornata vuole così unire commemorazione storica, partecipazione civile e musica, mantenendo viva la memoria di chi si batté per la libertà e per la costruzione di un’Italia democratica.