PROTEZIONE CIVILE, GLI ALPINI LECCHESI IN CAMPO: ESERCITAZIONI A BERGAMO E NEL TERRITORIO
LECCO, 6 ottobre 2026 – Dalla ricerca di persone scomparse a Bergamo alla maxi-emergenza simulata tra Dolzago e Sirone: settimane di addestramento per oltre 450 volontari della Protezione civile ANA
Prosegue senza sosta l’attività dell’Unità di Protezione civile “Alessandro Merlini” della Sezione ANA di Lecco, impegnata nelle ultime settimane in una serie di esercitazioni finalizzate a mantenere elevato il livello di preparazione e coordinamento dei volontari.
Nello scorso fine settimana una decina di volontari lecchesi ha partecipato all’esercitazione organizzata dal Secondo Raggruppamento dell’Associazione Nazionale Alpini a Bergamo. In particolare, otto componenti della squadra SAR (Soccorso e ricerca) hanno operato insieme a cinque volontari dell’Unità di Protezione civile della Sezione Alto Lario.
A Bergamo la ricerca di persone scomparse
I volontari sono stati suddivisi in due gruppi misti, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra squadre provenienti da realtà diverse e confrontare procedure ed esperienze operative.
Le attività di ricerca hanno interessato un territorio particolarmente vario e complesso: da Città Alta, all’interno della storica cinta muraria di Bergamo, fino alle aree boschive e ai terreni prativi esterni alle mura.
A coordinare le operazioni è stato il mezzo posto comando dell’Unità “Alessandro Merlini”, gestito da tre volontari lecchesi.
“Queste attività sono necessarie per mantenere alto il livello di operatività della squadra”, spiega Cristian Mornico, responsabile dell’Unità di Protezione civile degli Alpini lecchesi. Lavorare anche su scenari differenti, come quello cittadino, consente secondo Mornico di rafforzare “la nostra capacità di intervento e cooperazione con altre organizzazioni”, favorendo lo scambio di informazioni ed esperienze e permettendo di approfondire modalità operative diverse.
Pochi giorni prima la maxi-emergenza di “Unitas 2026”
L’esercitazione bergamasca arriva a pochi giorni di distanza da “Unitas 2026”, la grande esercitazione che ha coinvolto l’intera struttura di Protezione civile della Sezione ANA di Lecco.
Dal 25 al 27 settembre, tra Dolzago e Sirone, oltre 450 volontari hanno simulato una situazione di maxi-emergenza provocata da una violenta “bomba d’acqua” sul Monte di Brianza.
Lo scenario prevedeva una serie di conseguenze sul territorio: allagamenti, frane, incendi, interruzioni delle strade e delle comunicazioni, oltre alla necessità di evacuare due scuole, ricercare persone scomparse e garantire il ripristino delle comunicazioni attraverso le reti radio.
Sono state inoltre simulate attività di ricognizione con droni, interventi di supporto sanitario e operazioni per il contenimento degli allagamenti.
In campo le squadre specialistiche degli Alpini
All’esercitazione hanno partecipato le squadre territoriali di Sirone e Dolzago insieme alle diverse specialità dell’Unità “Merlini”: il Nucleo cinofilo Grigna, l’Antincendio boschivo, le squadre SAR e Droni, la componente Idrogeologica e quella delle Telecomunicazioni, la Sanitaria sezionale alpina e le squadre dedicate al pronto intervento logistico e al supporto, dalla cucina al coordinamento, dalla segreteria all’informatica.
Uno dei momenti più significativi ha coinvolto circa un centinaio di studenti delle scuole primarie di Dolzago e Sirone, evacuati nell’ambito della simulazione e ospitati per la notte nelle tende del Campo scuola alpino.
Per i bambini è stata anche un’occasione formativa: oltre a sperimentare la vita in tendopoli, hanno partecipato ad attività didattiche dedicate alla Protezione civile e hanno potuto conoscere più da vicino il lavoro dei volontari, alternando formazione e momenti di gioco.
La conclusione con autorità e volontari
Le attività operative si sono concentrate soprattutto nella giornata di sabato, quando le squadre territoriali e specialistiche hanno affrontato i diversi scenari della maxi-emergenza, mettendo alla prova capacità, preparazione e coordinamento.
Domenica 27 settembre l’esercitazione si è conclusa con la Santa Messa e il momento istituzionale, alla presenza di autorità civili e militari. Tra gli intervenuti la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, i sindaci di Dolzago e Sirone Paolo Lanfranchi ed Emanuele De Capitani, i consiglieri regionali Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli, il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Nicola Melidonis e il coordinatore della Protezione civile del Secondo Raggruppamento ANA Felice Longoni.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi gruppi della Sezione ANA di Lecco con i propri gagliardetti, insieme a rappresentanti di altre Sezioni.
Invernizzi: “La collaborazione con le istituzioni è fondamentale”
“Le attività svolte a Bergamo, così come quelle di Dolzago e Sirone, davvero impressionanti per qualità e quantità, non fanno che confermare l’importanza assunta dalla Protezione civile alpina”, sottolinea Emiliano Invernizzi, presidente degli Alpini lecchesi.
Secondo Invernizzi, le esercitazioni confermano anche il valore del percorso formativo intrapreso negli ultimi anni dai volontari e la necessità di rafforzare ulteriormente la collaborazione con le istituzioni pubbliche.
“Ci fa piacere aver visto la straordinaria partecipazione e immedesimazione degli alunni delle scuole primarie, dei loro accompagnatori e delle loro famiglie”, aggiunge il presidente, ricordando l’esperienza del Campo scuola, durato un giorno e una notte.
Per gli Alpini lecchesi, dunque, l’attività di Protezione civile non significa soltanto prepararsi a intervenire nelle emergenze, ma anche formare nuove generazioni alla cultura della prevenzione, della solidarietà e del volontariato.