LA STORIA DI MALALA YOUSAFZAI IN SCENA A MANDELLO DEL LARIO VENERDÌ 27 MARZO PER LA RASSEGNA “NON SOLO 8 MARZO”
MANDELLO DEL LARIO, 26 marzo 2026 – Domani, venerdì 27 marzo alle ore 21, al Teatro Fabrizio De André, andrà in scena lo spettacolo “Malala”, con Chiara Laghezza, regia di Teresa Cerere e Davide Marzì, per la rassegna “Non solo 8 marzo” organizzata dall’Amministrazione Comunale – ingresso gratuito.
Il monologo racconta la storia di Malala Yousafzai, attivista pakistana, e della sua lotta per la libertà e per l’istruzione femminile.
Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. Giornata di esami, la scuola è finita. Malala e le sue compagne sono sul vecchio autobus che le riporterà a casa ma all’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere. Nel 2014 è diventata la più giovane vincitrice di sempre del Nobel per la Pace.
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e ci auguriamo di vedere tra il pubblico anche gli alunni delle quinte della scuola primaria e delle prime, seconde e terze dell’ICS A. Volta – commenta l’Assessore alle Pari Opportunità Doriana Pachera.
Lo spettacolo vuole ripercorrere alcuni eventi salienti della vita di Malala Yousafzai, per accompagnare il pubblico, tenendolo quasi per mano, alla consapevolezza di quanto ognuno di noi possa essere artefice di un cambiamento importante per rendere il mondo migliore. La storia di questa ragazzina di quindici anni spiazza per il suo coraggio, la sua caparbietà, la sua sicurezza nell’affermare l’importanza della cultura come strumento potente di cittadinanza attiva e al tempo stesso come diritto inviolabile per ogni essere umano. La scelta di un’interprete molto giovane (Chiara Laghezza ha 18 anni) è dettata dalla volontà di restituire al pubblico quella semplicità e freschezza con cui Malala ha sfidato tabù e convinzioni sbagliate diffuse e radicate nel proprio paese in nome della libertà. La scenografia, semplice ed essenziale, riporta a un luogo indefinito, marcato spazialmente dalla presenza di cubi neri, proprio a dire che una storia come questa potrebbe ripetersi in qualsiasi momento e in qualsiasi altra parte del mondo. Così come l’attrice nello spazio scenico si muove idealmente da Birmingham alla valle dello Swat con un continuo flusso spazio-temporale sulla scia dei ricordi. Altro elemento protagonista della scena sono i libri: simbolo di istruzione, di cultura, di saggezza, di crescita. Il testo anche si muove su un doppio binario: quello della narrazione e del racconto dei fatti e quello della reviviscenza in cui l’attrice vive e respira dando anima e voce a una delle vicende più emblematiche e significative della storia delle donne. Uno spunto di riflessione continuo che scorre rapidamente, come le pagine di un libro che non riesci a smettere di leggere e che ti lascia una morale chiara ed essenziale che senti il dovere di continuare a portare con te: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”
Lo spettacolo è vincitore del primo premio al concorso nazionale di monologhi Essenza di Prodigi – città di Forlì è si è aggiudicato il primo premio al festival Avis in Corto di Ascoli Piceno. È stato scelto dal CIAI (Centro Italiano di Aiuto all’Infanzia) come testimonial di progetti umanitari ed è stato tra gli eventi di punta del cartellone del Festival Tempeste.