VALMADRERA, 25 AGOSTO 2026 – Per il secondo anno consecutivo, una trentina di ragazzi dell’Azione Cattolica della Diocesi di Milano ha scelto il territorio lecchese per vivere una settimana all’insegna del volontariato, dell’impegno sociale e della cittadinanza attiva. L’iniziativa ha coinvolto nuovamente CESEA, permettendo a giovani tra i 15 e i 19 anni di condividere quattro giornate con le persone che frequentano il servizio.
A Valmadrera, dove CESEA collabora regolarmente con l’amministrazione comunale, dodici ragazzi e dodici persone del servizio hanno lavorato fianco a fianco nella cura del territorio. Le attività hanno riguardato in particolare la manutenzione del verde e la pulizia dei parchi Leopardi e Parè.
Ma il valore dell’esperienza è andato ben oltre il semplice lavoro di volontariato. Trascorrere insieme le giornate, lavorare, pranzare e confrontarsi ha favorito la conoscenza reciproca e la nascita di relazioni spontanee, contribuendo a ridurre distanze e pregiudizi.
I giovani hanno portato entusiasmo, disponibilità e naturalezza, mentre per le persone di CESEA l’iniziativa ha rappresentato un’occasione per sentirsi protagoniste, utili e parte attiva della comunità. Un coinvolgimento che si è fatto notare anche tra i cittadini: alcuni, vedendo il gruppo impegnato nei parchi, si sono fermati per complimentarsi e manifestare il proprio apprezzamento.
Un piccolo gesto, ma significativo, perché dimostra come esperienze concrete di collaborazione possano contribuire a mettere in discussione gli stereotipi e a promuovere una cultura dell’inclusione.
A incontrare i partecipanti è stato anche il sindaco di Valmadrera, Cesare Colombo, che ha voluto ringraziare personalmente i ragazzi e le persone di CESEA per il lavoro svolto sul territorio.
«L’obiettivo di CESEA è permettere alle persone che frequentano il servizio di vivere ogni giornata al meglio delle proprie possibilità», commenta Martino Gualzetti, operatore di CESEA che segue le attività del servizio a Valmadrera. «La presenza dei ragazzi ha reso questo ancora più semplice: il loro entusiasmo, la loro naturalezza e la disponibilità a mettersi in gioco hanno creato un contesto nel quale le persone di cui ci occupiamo hanno potuto sentirsi protagoniste, utili e parte di qualcosa di comune».
L’esperienza vissuta a Valmadrera conferma così come l’inclusione possa nascere soprattutto da occasioni concrete di incontro, collaborazione e partecipazione alla vita della comunità. Un’esperienza semplice, fatta di lavoro condiviso e relazioni, che ha trasformato una settimana di volontariato in un’opportunità di crescita per tutti i partecipanti.