IFTAR A LECCO, I GIOVANI DEMOCRATICI DIFENDONO GATTINONI E CHIEDONO A BOSCAGLI DI CHIARIRE LA SUA POSIZIONE
LECCO, 16 marzo 2026 – La Segretaria GD Lo Monte: la partecipazione delle istituzioni ai momenti di vita delle
comunità religiose rafforza la coesione sociale. Cosa ne pensa Boscagli?
Il dialogo interreligioso e la presenza delle istituzioni civili e religiose ai momenti significativi
delle comunità che vivono a Lecco rappresentano un segnale di maturità civica e di
coesione sociale.
Per questo i Giovani Democratici di Lecco accolgono con favore la partecipazione del
sindaco Mauro Gattinoni all’Iftar – il momento di rottura del digiuno durante il Ramadan –
organizzato dalla comunità musulmana lecchese. Una presenza che il primo cittadino
garantisce da anni, nel segno della vicinanza istituzionale a tutte le componenti della
comunità cittadina.
Alla serata era presente anche il Prevosto di Lecco don Bortolo Uberti, a testimonianza di
come il dialogo tra fedi e culture rappresenti un valore riconosciuto anche dalla comunità
ecclesiale lecchese.
Proprio per questo risultano singolari le polemiche sollevate dalla Lega e in particolare da
Carlo Piazza, oggi candidato a ricoprire il ruolo di vicesindaco nella coalizione guidata da
Filippo Boscagli. Piazza ha infatti messo in discussione il significato della partecipazione del
sindaco all’Iftar, arrivando a evocare il rischio di smarrire “radici e identità” della città.
Una posizione che appare ancora più contraddittoria se si guarda al recente passato:
durante la campagna elettorale del 2020 – come testimoniato da foto – il centrodestra
partecipò a incontri con la comunità musulmana locale insieme al candidato sindaco
Peppino Ciresa, senza che allora emergessero polemiche o timori identitari. In quella stessa
campagna elettorale Carlo Piazza ricopriva un ruolo di collaborazione nello staff di Ciresa.
“Troviamo inaccettabile che la fede religiosa venga trasformata in terreno di polemica politica
– dichiara Elena Lo Monte, Segretaria dei Giovani Democratici di Lecco – soprattutto
quando si parla di cittadini che fanno parte a pieno titolo della nostra comunità. Molti dei
partecipanti all’Iftar sono cittadini italiani, lavorano, studiano e vivono a Lecco da anni. La
presenza del Sindaco non è una concessione, ma il riconoscimento di una realtà sociale
della nostra città”.
Alla luce delle parole di Carlo Piazza, i Giovani Democratici pongono una domanda chiara al
candidato sindaco Filippo Boscagli: condivide l’idea espressa dal suo candidato vicesindaco
secondo cui la partecipazione del sindaco a un momento religioso della comunità
musulmana metterebbe in discussione le radici e l’identità della città?
È una domanda tanto più legittima considerando che quella stessa serata ha visto la
presenza del più alto rappresentante della comunità cristiana lecchese, segno evidente che
il dialogo tra religioni non è una rinuncia alla propria identità ma un’occasione di incontro e di
reciproco rispetto.
“Lecco è una città plurale – conclude Lo Monte – e la capacità delle istituzioni di essere
presenti nei momenti significativi delle diverse comunità che la abitano rappresenta un
segno di rispetto e responsabilità. L’inclusione non cancella le identità: le mette in relazione
e rafforza il senso di comunità.”