AUTONOMIA, PIAZZA: «LE INTESE SEGNANO UN PASSO ATTESO, SI APRE UNA NUOVA STAGIONE PER LA LOMBARDIA»
MILANO, 11 settembre 2026 – La Lombardia compie un nuovo passo nel percorso verso l’autonomia differenziata. Il Consiglio regionale ha approvato la Risoluzione che adotta i due schemi d’intesa tra Governo e Regione sull’attribuzione di ulteriori forme di autonomia in materia di protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, oltre che di tutela della salute.
Il provvedimento autorizza il presidente della Regione alla sottoscrizione definitiva delle intese con il Governo. Il successivo passaggio sarà in Consiglio dei ministri, chiamato a predisporre il disegno di legge di approvazione degli accordi, che dovrà poi essere esaminato da Camera e Senato, secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
PIAZZA: «SI APRE UNA NUOVA STAGIONE AUTONOMISTA»
Tra i protagonisti dell’iter c’è il sottosegretario regionale Mauro Piazza, titolare della delega all’Autonomia, che ha seguito il percorso della riforma.
«L’approvazione di questa Risoluzione – ha dichiarato Piazza – chiude un cerchio che si è aperto nel 2015», quando il Consiglio regionale diede il via libera al referendum consultivo sull’autonomia, promosso dall’allora presidente Roberto Maroni.
Il referendum si svolse il 22 ottobre 2017 e vide una netta affermazione del sì: il 95,1% dei votanti lombardi si espresse a favore di una Regione con maggiori poteri e competenze.
«Oggi abbiamo dato attuazione a quel mandato popolare – ha sottolineato Piazza – aprendo una nuova stagione autonomista, resa ancora più necessaria dalle spinte centraliste che spirano anche in Europa, come purtroppo abbiamo visto a proposito della gestione dei fondi coesione».
PROTEZIONE CIVILE, PIÙ POTERI ALLA REGIONE
Uno dei capitoli riguarda la protezione civile. In caso di emergenze locali, il presidente della Regione potrà emanare ordinanze in deroga alle norme statali, con deroghe della durata massima di due anni.
L’obiettivo è garantire una risposta più rapida agli eventi calamitosi. Prevista inoltre la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per emergenze di carattere regionale.
Per gli eventi di rilievo nazionale, il ruolo di commissario delegato sarà affidato al presidente della Regione, o a un suo delegato d’intesa con la Protezione civile. Alla Lombardia viene inoltre riconosciuta autonomia nel reclutamento urgente del personale e nella regolamentazione della formazione degli operatori.
PROFESSIONI, SPAZIO ALLE SPECIFICITÀ TERRITORIALI
Sul fronte delle professioni, la Regione potrà valorizzare e disciplinare le attività lavorative caratterizzate da una forte connessione con il territorio.
Tra gli esempi indicati figura la possibilità di regolamentare l’eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Rimangono invece escluse dal perimetro delle competenze regionali le professioni sanitarie e quelle ordinistiche.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE, LA REGIONE PUNTA SU FONDI REGIONALI
Per quanto riguarda la previdenza complementare e integrativa, la Lombardia acquisirà la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale.
La Regione potrà quindi promuovere fondi pensione dedicati su base regionale attraverso specifiche convenzioni. Il primo banco di prova sarà la valorizzazione del fondo pensione destinato ai dipendenti regionali e locali.
SANITÀ, MAGGIORE FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE DELLE RISORSE
Il capitolo più articolato riguarda la tutela della salute e il coordinamento finanziario. L’intesa prevede una maggiore autonomia nella gestione delle risorse destinate al sistema sanitario.
La Lombardia potrà stabilire tariffe di rimborso delle prestazioni sanitarie differenti da quelle nazionali, con i relativi costi a carico del bilancio regionale. È inoltre prevista la piena autonomia nella gestione dei fondi statali destinati agli investimenti nel patrimonio edilizio e tecnologico sanitario.
Tra le novità figura anche la possibilità di istituire e gestire fondi sanitari integrativi regionali, nel rispetto della garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).
La Regione potrà inoltre destinare risorse aggiuntive per assunzioni straordinarie di personale sanitario e per il pagamento di prestazioni aggiuntive. Infine, gli eventuali risparmi ottenuti attraverso una gestione più efficiente dei fondi vincolati potranno essere riallocati in altri ambiti della sanità.
Il via libera del Consiglio regionale rappresenta dunque un passaggio significativo nel lungo percorso avviato con il referendum del 2017. Ora la parola passa al Governo e, successivamente, al Parlamento, chiamato a pronunciarsi sulle intese secondo il percorso previsto dalla Costituzione.