A LECCO ‘SAPERI E SAPORI’: TRA LEGALITÀ, INCLUSIONE SOCIALE E SARTORIA CREATIVA
LECCO, 19 marzo 2026 – Si è svolto ieri, mercoledì 18 marzo, presso Fiore – Cucina in Libertà, il terzo appuntamento della rassegna “Saperi e Sapori”, promossa da Libera Lombardia insieme a realtà del territorio impegnate nella promozione della legalità e dell’inclusione sociale.
La serata si è aperta con l’intervento di Alberto Bonacina, attore lecchese e referente provinciale di Libera Lecco, seguito da Paolo Lanfranchi, sindaco di Dolzago, e Giovanni Arzuffi, presidente della Cooperativa Tela, che hanno condiviso riflessioni e testimonianze significative sul valore della legalità, della coesione sociale e dell’impegno collettivo sul territorio.
Durante l’incontro, grande attenzione è stata dedicata al progetto Aracne – Sartoria Sociale della Cooperativa Paso, illustrato dal Presidente Raffaele Pirovano.
Un’esperienza che prende vita all’interno di un bene confiscato alle mafie a Costa Masnaga e che rappresenta un modello concreto di economia sociale capace di coniugare sostenibilità ambientale e inclusione lavorativa.
Aracne è oggi uno spazio di opportunità per donne in condizioni di fragilità, giovani e persone con background migratorio: un luogo in cui il recupero creativo di scarti tessili si intreccia con percorsi di formazione e inserimento lavorativo, generando valore sociale e nuove possibilità di autonomia.
Come sottolinea Raffaele Pirovano, Presidente della Cooperativa Paso, Aracne è prima di tutto un intreccio di storie, competenze e possibilità: occasioni come questa sono fondamentali per raccontare un modello che mette al centro le persone e dimostra come il lavoro possa diventare uno strumento di riscatto e dignità.
L’incontro si inserisce nel percorso di celebrazione dei 30 anni della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, riaffermando il valore di questi spazi come strumenti concreti di cittadinanza attiva e cambiamento. La Cooperativa Paso, insieme a Libera Lombardia, agli organizzatori, ai partner e a tutti i partecipanti, ha contribuito alla riuscita della serata, confermando l’impegno a costruire ogni giorno percorsi concreti di inclusione sociale, sviluppo territoriale e cittadinanza attiva, nel pieno impegno della legge 109/96, che pone al centro l’etica e promuove l’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi perché è prima di tutto ciò che è giusto.
Significativa e coinvolgente la partecipazione del pubblico, che ha preso parte con grande attenzione al momento di approfondimento e confronto, confermando quanto il tema della legalità e dell’economia sociale sia oggi fortemente sentito sul territorio.
La serata è proseguita con la “Cena della legalità“, momento conviviale pensato per rafforzare relazioni e consapevolezza, accompagnato anche da una raccolta fondi a sostegno del Fondo Paolo Cereda, dedicato a progetti culturali e sociali per il territorio lecchese.