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HUB DEI PULLMAN AL BROLETTO, VALSECCHI: “ESPROPRIO PROLETARIO”

HUB DEI PULLMAN AL BROLETTO, VALSECCHI: “ESPROPRIO PROLETARIO”

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Lecco, 30 maggio 2023 – “Ormai siamo “all’esproprio proletario” non ho più parole”. Questa la reazione di Corrado Valsecchi, capogruppo di Appello per Lecco, in merito alla decisione del Comune di Lecco di avviare l’iter per l’esproprio del pratone sotto al Broletto dove intende realizzare la nuova stazione dei pullman.

“Famiglie – spiega Valsecchi – che acquistano un appartamento nella zona di via Balicco con un fazzoletto di verde davanti per far giocare bambini, rendere godibile la vista in una zona già compromessa, far passeggiare gli anziani si trovano ora un procedimento del Comune che non gli lascia scampo. Già la parola esproprio in una città come Lecco è quasi una bestemmia, se poi si usa per legittimare errori madornali di questa Amministrazione incapace e inconcludente la cosa fa anche più ribrezzo.

Hanno deciso di non andare con il nuovo municipio in via Marco d’Oggiono acquistato dalla regione Lombardia per cinque milioni e settecentomila euro, hanno rinunciato ai fondi del PNRR che avrebbero, assieme ai fondi propri messi a disposizione dalla precedente amministrazione, consentito di avere la totale copertura della ristrutturazione, hanno impiegato risorse per mettere a posto uffici destinati all’abbattimento e affittato in angoli della città nuove sedi comunali per la felicità dei privati e adesso la ciliegina sulla torta: l’esproprio. Ma dai, ma cosa siamo diventati?

Non lo fanno più nemmeno in Russia l’esproprio, evidentemente questa Amministrazione ha un disegno di sviluppo che necessariamente deve turbare i sonni di cittadini e contribuenti. Adesso diranno è solo l’avvio di una procedura, l’amministratore condominiale può rispondere e verificheremo le controdeduzioni. Cose già viste e sentite, una gigantesca macchina di distrazione di massa che costa soldi e non produce nulla.

Potevano andare avanti con la ristrutturazione di via marco d’oggiono e oggi i dipendenti pubblici sarebbero già lì a lavorare, la parte meno nobile di palazzo Bovara abbattuta e la fermata dei bus trasferita in piazza Sassi assieme all’ingresso pedonale verso i binari della stazione. Piazza della stazione liberata per le soste brevi. Tutto questo era già stato discusso e approvato in linea di massima anche con esponenti di RFI. Non c’era bisogno di alcun esproprio, tutto sarebbe avvenuto su aree pubbliche o delle Ferrovie.

Francamente non so cosa pensano gli inquilini coinvolti in questo processo, ma passare dall’avere un giardinetto sotto casa al capolinea dei bus credo che qualche giustificato interrogativo se lo porranno.
Non c’è nulla da fare se non litigano con qualcuno non sono proprio contenti, hanno ancora poco più di due anni da rimanere alla guida di Lecco, sono certo che ci vorranno successivamente pochi giorni per scordarci anche i loro nomi”, conclude Corrado Valsecchi.

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