1. Home
  2. news
  3. UNA NUOVA ALLEANZA IN LOMBARDIA PER LA SICUREZZA URBANA, 
LE PROPOSTE DEL PD
UNA NUOVA ALLEANZA IN LOMBARDIA PER LA SICUREZZA URBANA, 
LE PROPOSTE DEL PD

UNA NUOVA ALLEANZA IN LOMBARDIA PER LA SICUREZZA URBANA, 
LE PROPOSTE DEL PD

52
0

“La destra, anche in Regione, sulla sicurezza fa solo chiacchiere, come dimostra anche il semplice dato finanziario: per tutti i capitoli connessi viene stanziato lo 0,04% del bilancio regionale”: lo sostiene il Partito Democratico della Lombardia che propone di adottare una linea nuova per affrontare il tema, partendo da un principio e da un’analisi approfondita dei dati. Il principio: per garantire davvero la sicurezza, reale e percepita, occorre adottare il concetto di “sicurezza integrata”, affiancando alle necessarie misure di repressione del crimine, quelli di prevenzione e riparazione. La Regione, infatti, secondo la Costituzione, ha competenze sia sul fronte della cura delle condizioni di vivibilità e di socialità del suo territorio – qualità degli spazi urbani, cura dei luoghi pubblici e rafforzamento delle comunità, ma anche politiche sociali, governo del territorio, rigenerazione urbana e promozione della legalità – sia sul sostegno ai Comuni per i relativi compiti di polizia locale. Le proposte del Partito democratico hanno come architrave l’Alleanza istituzionale tra Regione e Comuni, l’unica in grado di realizzare un sistema di sicurezza integrato che promuova l’interazione costante tra misure di prevenzione, repressive e riparatorie. Quell’alleanza che la giunta Fontana non ha voluto mai realizzare.

Il Pd è partito da un’analisi del contesto.

La Lombardia, in relazione al resto d’Italia, ha un problema di sicurezza e negli ultimi anni alcuni reati sono in risalita. È la prima regione, in rapporto alla popolazione, per rapine in strada (39,4 per 100.000 abitanti, +36% tra il 2019 e il 2024); la terza per criminalità predatoria, cioè furti, rapine, ricettazione (30,0 per 100.000 abitanti, +33% sul 2019), per borseggi e per danneggiamenti, quinta per violenze sessuali (14,7 per 100.000 abitanti, +55% sul 2019) e furti in abitazione.

Crescono anche gli scippi (+33%, 30,0) e le lesioni e aggressioni (+8%, 113,0), i danneggiamenti e il degrado urbano (+2%, 621,7).

La distribuzione dei reati sul territorio riserva soprese. È vero che la Città Metropolitana è la prima tra le province italiane per tasso di delitti, e qui si consumano la metà dei crimini commessi in Lombardia – è un dato che sconta la densità di popolazione, aumentata dal numero elevato di non residenti, cioè lavoratori, studenti e turisti, e dalla presenza di infrastrutture e contesti di ampio passaggio di persone, più favorevoli a chi commette delitti predatori – ma i reati crescono di più nelle province diverse da Milano.

Nel dettaglio, nel periodo tra il 2019 e il 2024, le rapine in strada crescono in modo impressionante in provincia di Sondrio (+609%) poi a Lecco (87%) e Bergamo (74%); gli scippi a Sondrio (+267%), Lodi (+249%) e Lecco (+105%); i furti in abitazione a Varese, Bergamo, Como e Lodi (tra il 30 e il 22%); le violenze sessuali a Mantova (+108%) e Varese (+90%). In nessuno di questi casi la Città metropolitana di Milano cresce più delle altre province.

In Lombardia esiste un problema di criminalità minorile. La Lombardia è tra le regioni con la maggiore incidenza di minorenni tra gli autori di reato, terza in Italia e sopra la media nazionale in tutte le categorie considerate. Sommando reati appropriativi, violenti e di degrado, il 9,3% degli autori in Lombardia è minorenne (dati Istat 2024).

L’incidenza minorile è massima nei reati di strada e nei più violenti. È il caso delle rapine in strada, di cui il 29,4% è compiuto da minorenni (media Italia 25,3%), delle rapine nel complesso (20,5%, media italiana 17,3%), degli scippi (15,7%, media italiana 13,4%). Colpisce che la percentuale dei tentati omicidi: in Lombardia li compiono i minori nel 15,7% dei casi, il doppio rispetto alla media italiana (7,6%).

L’insicurezza di chi viaggia e lavora in treno, reale e percepita, è un fattore che riduce l’uso del trasporto pubblico.

I dati disponibili confermano l’esistenza del problema dell’insicurezza a bordo treno e nelle stazioni lombarde. Nel primo semestre del 2025, in Lombardia, la Polizia Ferroviaria ha registrato 2.903 reati tra treni e stazioni, pari a una media di 16 episodi al giorno. La gran parte sono furti (2.366), ma ci sono anche rapine (260) e perfino violenze sessuali (24). Ai danni dei pubblici ufficiali sono stati compiuti 83 atti di violenza o minaccia.

La presenza delle forze dell’ordine è deficitaria e soprattutto non omogenea. La dotazione di agenti delle forze dell’ordine statali in Lombardia è storicamente carente: i dati disponibili indicano la Lombardia ultima in Italia per numero di agenti di polizia di Stato e Carabinieri in proporzione alla popolazione. La nostra Regione ha un notevole contingente di agenti di polizia locale (8.314: uno ogni 1.092 abitanti), ma è mal distribuito. Si va da un operatore ogni 1.909 abitanti in provincia di Lecco, 1.797 a Como e 1.714 a Lodi, fino a uno ogni 700 nella Città metropolitana di Milano.

Gli agenti si concentrano nei comuni capoluogo: un agente ogni 533 abitanti contro uno ogni 1.686 in tutti gli altri comuni. A Milano città, che da sola ha il 39% di tutta la Polizia Locale lombarda, si arriva a un agente ogni 422 abitanti. Il vero problema sono i comuni medio piccoli, che sono decisamente meno coperti: nei centri tra i tremila e i diecimila abitanti vivono 2,6 milioni di persone, che possono contare su meno di un agente ogni 2.000 abitanti. Sei comuni su dieci, quindi, hanno un contingente di cinque o meno agenti di polizia locale, il 32% hanno uno o due operatori. Significa che in questi comuni è difficile se non impossibile gestire più dei turni ordinari, quindi non le fasce serali e notturne, quando si concentrano rapine, scippi e aggressioni.

Una postilla rilevante: queste statistiche sono state costruite a partire da dati forniti dall’assessorato, contenuti nel registro regionale, e sono dati estremamente deficitari. Ben 572 comuni non risultano censiti, e riguardano una popolazione di quasi un milione di lombardi. Come la Regione possa avere un buco informativo di questo genere è difficile da spiegare. Sicuramente non può favorire una gestione seria della sicurezza urbana in Lombardia.

Le proposte del Partito Democratico alla Regione per contribuire a migliorare concretamente la sicurezza urbana in Lombardia.

Il Pd crede che la Regione possa fare molto di più e molto meglio, per questo occorre modificare la legge regionale vigente secondo una proposta già formulata dal Gruppo regionale e, di conseguenza, introdurre misure efficaci e puntuali. Di seguito i pilastri della proposta.

1. Il Principio della Sicurezza Integrata

La proposta centrale è l’inserimento esplicito del principio di sicurezza integrata nell’ordinamento regionale. Questo concetto prevede che Stato, Regione ed enti locali collaborino in modo unitario, non limitandosi alla repressione dei reati, ma includendo prevenzione sociale, rigenerazione urbana e mediazione dei conflitti. La sicurezza viene così definita come un “bene pubblico essenziale” e una condizione di libertà e coesione sociale.

2. Coordinamento delle politiche regionali

Proprio nell’ottica della sicurezza integrata, il Pd propone l’istituzione di un coordinamento interassessorile. L’obiettivo è evitare che la sicurezza sia una materia isolata, integrandola con le politiche relative a servizi sociali e sanitari (es. contrasto al gioco d’azzardo patologico), governo del territorio e rigenerazione urbana per eliminare i fattori fisici di degrado (scarsa illuminazione, edifici abbandonati) che favoriscono la criminalità, istruzione e politiche giovanili per contrastare la dispersione scolastica e il fenomeno delle baby gang.

3. Rafforzamento e riorganizzazione della Polizia Locale

Per superare la frammentazione dei servizi, le proposte prevedono un’Alleanza con i Comuni, che si sostanzia nell’incentivare le gestioni associate del servizio di Polizia Locale, specialmente per i comuni piccoli e medio-piccoli, per garantire un presidio anche nelle fasce serali e notturne. Per fare questo servono finanziamenti stabili, ovvero passare da bandi episodici a fondi strutturali che coprano sia gli investimenti (mezzi, tecnologie) sia la spesa corrente (personale, organizzazione). La Regione deve anche rendere obbligatoria e regolare la formazione regionale per agenti e comandanti.

Inoltre, ed è fondamentale, va garantito alla Polizia Locale l’accesso diretto e gratuito al SDI (Sistema di indagine informatico interforze) per migliorare l’interoperabilità con le forze dell’ordine dello Stato.

4. Street tutor e strumenti operativi e tecnologici

Vanno rilanciati i Patti locali di sicurezza urbana: trasformare questi patti in strumenti ordinari di programmazione basati sull’analisi reale della delittuosità e del disagio sociale del territorio.

Occorre sostenere il potenziamento tecnologico e sviluppare sistemi di videoanalisi e videosorveglianza innovativa (es. rilevazione di eventi acustici anomali) interconnessi con sale operative provinciali o di area vasta.

Devono essere riconosciuti e disciplinati gli Street Tutor, figure senza compiti repressivi, ma importanti per attività di prevenzione dei rischi e mediazione dei conflitti, specialmente nelle aree della movida.

5. Interventi per i giovani

Proponiamo l’istituzione di un Fondo regionale per la prevenzione della violenza giovanile che finanzi interventi strutturali di carattere educativo, sociale e riparativo rivolti ad adolescenti e giovani fino ai 25 anni. Tra questi interventi, il sostegno a centri giovanili, centri aggregativi, progetti sportivi, supporto psicologico e anche mediazione penale e percorsi di giustizia riparativa, con priorità ai territori a maggior rischio di esclusione sociale, tasso di delittuosità, marginalità e carenza di opportunità aggregative.

6. Sicurezza nelle Stazioni Ferroviarie

La riforma propone di agire su quattro direttrici per il sistema ferroviario: presidio umano stabile a bordo treno e nelle stazioni, specialmente nelle ore notturne; governo dei dati per allocare le risorse dove il rischio è effettivamente più alto; supporto tecnologico interoperabile tra sale operative e convogli; riqualificazione fisica delle stazioni (illuminazione, pulizia, servizi) per ridurre il senso di abbandono.

7. Una fondazione per le vittime di reato

L’istituzione di una Fondazione lombarda per le vittime di reato, con la Regione protagonista insieme ai Comuni e con il sostegno solidaristico degli enti pubblici e privati, serve a garantire sostegno immediato (economico e sociale) alle vittime di reati gravi e ai loro familiari, inclusi gli appartenenti alle forze di polizia.

  

LEAVE YOUR COMMENT

Close Popup

Questo sito utilizza cookie per gestire la navigazione, la personalizzazione di contenuti, per analizzare il traffico. Con la chiusura del banner acconsenti all’utilizzo dei soli cookie tecnici. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web è possibile che vengano archiviate o recuperate informazioni e salvate nella cache del tuo Browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie.

Questi strumenti di tracciamento sono strettamente necessari per garantire il funzionamento e la fornitura del servizio che ci hai richiesto e, pertanto, non richiedono il tuo consenso.

Cookie tecnici
Questi cookie sono impostati dal servizio recaptcha di Google per identificare i bot per proteggere il sito Web da attacchi di spam dannosi e per testare se il browser è in grado di ricevere cookies.
  • wordpress_test_cookie
  • wp_lang

Accettazione/Rifiuto Gdpr
Questi cookie memorizzano le scelte e le impostazioni decise dal visitatore in conformità al GDPR.
  • wordpress_gdpr_cookies_declined
  • wordpress_gdpr_cookies_allowed
  • wordpress_gdpr_allowed_services

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings