LOMBARDIA, RALLENTA LA CRESCITA DEI CONTAGI. MENO ACCESSI IN PS. GLI OSPEDALI PRENDONO FIATO.
Lecco, 27 marzo 2020. Dopo il grosso spavento di ieri relativo all’impennata nel numero dei contagiati, oggi da Regione Lombardia arrivano buone notizie. Nonostante i numeri di oggi siano ancora inevitabilmente piuttosto alti – esito soprattutto dei tamponi fatti nei giorni scorsi – è il dato relativo agli accessi in pronto soccorso a far tirare un sospiro di sollievo: come ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, “oggi in tutti i pronto soccorso della Lombardia si è registrata una riduzione nel numero degli accessi, in alcuni casi lieve e in altri più marcata. Al Policlinico San Matteo si è verificata una riduzione del 30% degli accessi. A Lodi, per la prima volta nell’ultimo mese, il numero di persone giunte in pronto soccorso per problemi diversi dal Coronavirus è maggiore del numero di pazienti giunti con sintomi Covid”.
L’accesso in pronto soccorso, nello specifico, rappresenta un’indicatore di primaria importanza nel monitoraggio dell’evoluzione del contagio. “Quello di oggi – ha affermato Gallera – è un dato che deve far ritenere che gli sforzi che stiamo compiendo stanno dando un risultato concreto: nei nostri ospedali si inizia leggermente a tirare il fiato”.
Per quanto riguarda l’andamento dei contagi nel lecchese, il numero è salito oggi a 1.210 contagi: si tratta di una crescita di 51 unità rispetto alla giornata ieri, ma una crescita comunque più limitata.

Un intervento, questo, che da una parte tutela gli stessi medici di famiglia limitando la loro esposizione al contagio e dall’altra fornisce un servizio più strutturato ai pazienti a casa, implementando l’attività di intervento sul territorio: “I medici di medicina generale faranno un consulto generale telefonico con il paziente – prosegue Gallera – e poi daranno indicazioni per l’intervento delle USCA, che sono attrezzate anche per esami più specifici. Vogliamo prenderci cura di tutte le persone che hanno una condizione da tenere monitorata.
I passaggi per l’assistenza domiciliare sono così riassunti: coloro che presentano i primi sintomi riconducibili al Covid-19 devono chiamare il proprio medico di famiglia che, dopo un consulto generale, dispone la visita a domicilio durante la quale si chiarisce se il paziente può rimanere nella propria abitazione o se deve essere trasferito in altri luoghi che garantiscano condizioni di isolamento e sorveglianza. Si tratta di una soluzione alternativa all’ospedalizzazione che permette di non intasare le nostre strutture ospedaliere e di garantire allo stesso tempo ai pazienti meno gravi una opportuna vigilanza.