HUB DI VIA BALICCO, IL TAR BOCCIA L’ITER DEL COMUNE: “ISTRUTTORIA INSUFFICIENTE E MOTIVAZIONE CARENTE”
LECCO, 25 LUGLIO 2026 – Le sentenze del TAR sulla localizzazione del nuovo hub del trasporto pubblico in via Balicco riaccendono il dibattito politico in città. Secondo quanto sostenuto nel comunicato diffuso dalle opposizioni, il Tribunale amministrativo avrebbe evidenziato alcune criticità nel percorso amministrativo seguito dalla Giunta Gattinoni.
Nelle tre sentenze, il TAR non metterebbe in discussione la necessità di migliorare il sistema della mobilità cittadina, ma rileverebbe carenze nell’istruttoria e nel bilanciamento tra l’interesse pubblico e gli interessi privati coinvolti. In particolare, dalle motivazioni emerge come le criticità dell’attuale terminal siano state ritenute non tali da dimostrare una radicale inidoneità dell’area. Secondo il Tribunale, il Comune avrebbe scelto di procedere con la realizzazione del nuovo hub senza dimostrare l’impossibilità di intervenire sull’assetto esistente né valutare in modo approfondito soluzioni alternative meno impattanti. Il TAR rileverebbe inoltre una motivazione ritenuta insufficiente, osservando che l’Amministrazione si sarebbe limitata a ribadire la necessità del nuovo hub senza effettuare un adeguato bilanciamento tra gli interessi pubblici e quelli privati, principio cardine dell’azione amministrativa. Un ulteriore rilievo riguarda le osservazioni presentate dai condomini nel corso del procedimento, che, secondo quanto riportato nelle sentenze, non sarebbero state adeguatamente considerate dal Comune.
Il Tribunale richiama inoltre il parere espresso da Regione Lombardia nel settembre 2023, quando erano state manifestate perplessità sulla sostenibilità trasportistica della localizzazione in via Balicco, ritenuta peggiorativa rispetto alla situazione esistente e subordinata al rispetto di specifiche condizioni tecniche. Anche questi aspetti, secondo il TAR, non sarebbero stati sufficientemente approfonditi.
Alla luce delle pronunce, le opposizioni sostengono che le sentenze confermino la necessità di un’istruttoria più approfondita e di una motivazione più puntuale rispetto alla scelta progettuale. Per questo chiedono che il percorso venga rivisto, auspicando un confronto maggiormente partecipato e una nuova valutazione del progetto nel rispetto dei principi di legalità amministrativa e del buon andamento della pubblica amministrazione.