CRISTIANO DE ANDRÉ CONQUISTA LA PICCOLA DI LECCO
LECCO, 18 LUGLIO 2026 – Quando un concerto è bello è beIlo. Basterebbe questo dopo aver assistito allo spettacolo a La Piccola di Lecco. Ma se poi chiudi e senti cantare Faber, a 27 anni dalla sua scomparsa, e poi apri gli occhi e vedi cantare un musicista a tutto tondo, Cristiano De André, allora il concerto non è più solo bello, è uno di quegli eventi che ti restano dentro e di cui tra qualche anno parlerai con piacere, provando ancora emozione.

Cristiano, con il tour “De André canta De Andrè”, con unica tappa lombarda a Lecco, non solo ha fatto il tutto esaurito, è riuscito a portare tante emozioni a un pub
blico attento. De André si è dimostrato un virtuoso della musica, un timbro di voce eccezionale, una disinvoltura assurda nel passare dal piano alla chitarra al violino, tutto nell’omaggio al padre ma soprattutto tutto per far capire che lui è incidentalmente figlio di Fabrizio ma è soprattutto un bravissimo musicista. Con il pubblico lecchese Cri
stiano, tra una canzone e l’altra, ha parlato di suo padre e soprattutto del rapporto con quel monumento della musica italiana con cui crescere e mettersi al confronto è impresa titanica. Un racconto intimo che ha strappato sorrisi e applausi ma che ha anche fatto riflettere. Il tour “De André canta De Andrè” non è una semplice operazione nostalgia, ma una vibrante e necessaria testimonianza culturale. Cristiano sale sul palco non solo come figlio, ma come custode e polistrumentista autorevole dell’immenso patrimonio artistico di Fabrizio. Reinterpretando capolavori da “Crêuza de mä” album del 1984 che è un capolavoro della musica etnica e brano che ha chiuso il concerto per il bis, lo spettacolo dimostra la sconvolgente attualità delle poesie di Faber, capaci ancora oggi di parlare agli ultimi, di condannare l’ingiustizia e di emozionare generazioni diverse. In un’epoca frammentata, questo concerto si trasforma in un rito collettivo. La musica diventa uno spazio di resistenza umana, un faro di empatia che unisce passato e presente nel segno della disobbedienza civile e dell’amore incondizionato per la libertà.