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A PALAZZO DELLE PAURE LA MOSTRA DEDICATA A PAOLO SCHIAVOCAMPO: OLTRE 70 OPERE TRA SPAZIO, MATERIA E VUOTO

A PALAZZO DELLE PAURE LA MOSTRA DEDICATA A PAOLO SCHIAVOCAMPO: OLTRE 70 OPERE TRA SPAZIO, MATERIA E VUOTO

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LECCO, 2 ottobre 2026 – Dal 9 ottobre al 22 novembre 2026 Palazzo delle Paure di Lecco ospita una nuova mostra dedicata a uno dei protagonisti più originali della ricerca artistica italiana del secondo Novecento: Paolo Schiavocampo, scultore e pittore capace di attraversare correnti, tecniche e linguaggi mantenendo sempre una forte autonomia espressiva.

L’esposizione, organizzata da ViDi cultural e Ponte43 in collaborazione con il Sistema Museale Urbano del Comune di Lecco, rientra nel ciclo di mostre dedicato agli artisti che hanno lavorato nella seconda metà del Novecento nel territorio lecchese e brianteo.

Nato a Palermo nel 1924 e scomparso a Milano nel 2022, Schiavocampo ha attraversato quasi un secolo di storia italiana, confrontandosi con alcune delle principali esperienze artistiche e culturali del dopoguerra senza mai aderire completamente a un unico movimento.

OLTRE SETTANTA OPERE A PALAZZO DELLE PAURE

La mostra, curata da Simona Bartolena, porta a Lecco oltre settanta opere tra sculture, dipinti e disegni, provenienti dalla famiglia dell’artista, da collezioni private e dalle Raccolte d’Arte Banco BPM.

Il titolo, “Vedere lo spazio e misurare il vuoto”, richiama uno degli elementi centrali della ricerca di Schiavocampo: lo spazio non come semplice contenitore, ma come materia da esplorare e organizzare, mentre il vuoto diventa parte attiva della composizione.

Il percorso permette di seguire l’evoluzione dell’artista dagli straordinari disegni degli anni Quaranta fino alle opere dell’ultimo periodo, mettendo in evidenza il continuo dialogo tra pittura, scultura e disegno.

Particolarmente significativi sono i lavori giovanili, realizzati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, nei quali Schiavocampo racconta attraverso un segno deciso fabbriche, scorci urbani, mondo operaio e persone a lui vicine. Nel tempo quel segno si allontana progressivamente dalla descrizione per raggiungere una maggiore sintesi.

DALL’ARCHITETTURA ALLA SCULTURA

La formazione di Schiavocampo contribuisce a spiegare la particolare attenzione dell’artista verso struttura, costruzione e spazio. Dopo gli studi di architettura, frequenta le Accademie di Belle Arti di Venezia, con Bruno Saetti, e di Milano, con Giacomo Manzù.

Trasferitosi a Roma nel 1945, entra in contatto con gli ambienti artistici più innovativi e si avvicina al gruppo Forma 1. Alla fine del 1948 si trasferisce a Milano, dove frequenta artisti come Vermi, Guenzi, Piciotti, Bionda, Piero Manzoni e Lucio Fontana.

Nel 1957 incontra Nanni Valentini, con il quale instaurerà una lunga amicizia e una significativa condivisione di esperienze.

Il confronto con il Realismo esistenziale e con l’Informale non porta però Schiavocampo a identificarsi completamente con nessuna di queste esperienze. La sua ricerca rimane autonoma e il segno, anche quando si allontana dalla figurazione, conserva una funzione costruttiva.

IL VIAGGIO A NEW YORK E LA NUOVA STAGIONE SCULTOREA

Un passaggio importante arriva nel 1964 con il viaggio a New York, dove Schiavocampo ritrova Salvatore Scarpitta e conosce più da vicino la scena artistica americana.

L’esperienza statunitense viene rielaborata anche attraverso una serie di collage caratterizzati da superfici frammentate e ritmi compositivi.

Al ritorno in Italia, nel 1966, l’artista apre una nuova fase della propria ricerca scultorea. Nascono le prime opere in legno, seguite da lavori in ferro e poliestere. In questi anni prosegue il dialogo con Nanni Valentini e Giuseppe Spagnulo.

Successivamente Schiavocampo si trasferisce a Rapolano, nei pressi di Siena, dove fonda una scuola di scultura e si dedica anche alla tutela del patrimonio artistico e dell’artigianato locale.

DALLA SCULTURA ALLO SPAZIO PUBBLICO

La ricerca dell’artista si estende anche allo spazio pubblico. Tra gli anni Ottanta e Novanta realizza numerosi interventi in Italia e all’estero, dalla sistemazione della piazza di Rapolano agli interventi di Gibellina, dai giardini di Cassano d’Adda alla fontana di Sesto San Giovanni.

Il suo lavoro arriva anche a Vada, Santo Stefano di Camastra, alla Fiumara d’Arte di Antonio Presti e alla progettazione della Kunstzone del Parco di Hattingen, in Germania.

Sono opere nelle quali la scultura non viene pensata come elemento isolato, ma entra in relazione con l’ambiente e con lo spazio circostante.

IL RITORNO ALLA PITTURA E GLI ARAZZI

Alle soglie del nuovo millennio la pittura torna a occupare un ruolo centrale nella ricerca di Schiavocampo.

L’artista riprende alcune delle questioni già affrontate durante la giovinezza e le sviluppa attraverso una nuova attenzione al colore, inteso soprattutto come luce.

Anche nell’ultima fase rimane centrale la sperimentazione di materiali, tecniche e modalità compositive. Tra le opere più significative figurano anche gli Arazzi, nei quali materia, colore e casualità del segno concorrono alla costruzione di immagini sospese tra controllo e imprevedibilità.

UN ARTISTA DIFFICILE DA RACCHIUDERE IN UNA DEFINIZIONE

La mostra di Palazzo delle Paure restituisce il percorso di un artista difficilmente riconducibile a una sola categoria: pittore, scultore, disegnatore e progettista dello spazio.

Un percorso sviluppato nell’arco di decenni, attraversando alcune delle principali trasformazioni della cultura italiana del secondo Novecento, sempre mantenendo una sostanziale indipendenza rispetto ai linguaggi e alle teorie del proprio tempo.

A completare idealmente il percorso espositivo è la testimonianza autobiografica dello stesso Schiavocampo, “1927-2012, una curva alle spalle del tempo”, pubblicata a Milano nel 2014, fonte di memoria e riflessione sulla storia artistica, sociale e politica dell’Italia attraversata dall’artista.

Le opere in mostra provengono dalla famiglia di Schiavocampo, da alcuni dei suoi più appassionati collezionisti e dalle Raccolte d’Arte Banco BPM, che custodiscono anche una significativa serie di disegni giovanili.

“UNA MOSTRA DI ALTO PROFILO”

“Una mostra di alto profilo, come da tradizione nella sede museale di Palazzo delle Paure, che si conferma un polo culturale attento alla varietà e alla qualità delle iniziative artistiche proposte”, sottolinea Cinzia Bettega, assessore alla Cultura del Comune di Lecco.

“Con l’esposizione dedicata alle opere di Paolo Schiavocampo, il Comune di Lecco omaggia la straordinaria carriera di un artista del territorio che ha sviluppato il suo percorso creativo in ambito internazionale”, aggiunge Bettega, definendo Schiavocampo “un grande maestro del Novecento”.

La rassegna, conclude l’assessore, propone al pubblico una riflessione sul rapporto tra “rigore geometrico e spessore poetico”, offrendo un’occasione di conoscenza e approfondimento attraverso le diverse stagioni della ricerca dell’artista.

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