MILANO, 28 ottobre 2026 – La cucina lombarda diventa uno strumento di valorizzazione culturale e sviluppo economico. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il 27 ottobre il progetto di legge dedicato alla promozione della cucina tipica regionale, con l’obiettivo di sostenere le produzioni agroalimentari locali, qualificare l’offerta della ristorazione e rafforzare l’attrattività turistica dei territori.
Il provvedimento, intitolato «Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda», punta a riconoscere il valore delle tradizioni gastronomiche come parte integrante dell’identità delle comunità lombarde.
«La cucina lombarda racconta la storia delle nostre comunità, il lavoro delle imprese e le competenze che si sono tramandate nel tempo», ha dichiarato Mauro Piazza, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia. La legge, ha aggiunto, riconosce il contributo di produttori e operatori della ristorazione nella conservazione e nella diffusione del patrimonio gastronomico regionale.
Un riconoscimento per i ristoranti che valorizzano la tradizione
Tra le principali novità introdotte dalla legge figura il riconoscimento regionale «Cucina tipica lombarda», destinato alle attività di ristorazione che propongono in maniera significativa e continuativa piatti della tradizione regionale e valorizzano l’utilizzo di prodotti agroalimentari lombardi.
L’iniziativa punta a rendere riconoscibili gli esercizi che investono nella cucina tradizionale, offrendo ai consumatori e ai visitatori un riferimento per individuare le realtà impegnate nella promozione delle specialità locali.
Il provvedimento istituisce inoltre il «Mese della cucina tipica lombarda» e il «Forum della cucina lombarda». Si tratta di strumenti pensati per promuovere eventi e iniziative, favorire il confronto tra istituzioni e operatori economici e coinvolgere associazioni e scuole alberghiere nella diffusione della cultura enogastronomica.
Dal Lago di Como alla Valsassina, le opportunità per il Lecchese
La nuova legge guarda anche alle potenzialità della provincia di Lecco, dove le tradizioni gastronomiche riflettono la varietà del territorio, dalle specialità legate al lago alle ricette della Valsassina e alle produzioni delle aree montane.
«Anche la provincia di Lecco può beneficiare di questa iniziativa. Il nostro territorio offre una grande ricchezza gastronomica, che riflette la varietà del suo paesaggio: dalle tradizioni della cucina lariana alle specialità della Valsassina, fino alle produzioni legate alle nostre montagne e alle vallate», ha sottolineato Mauro Piazza.
La valorizzazione di queste peculiarità può contribuire a promuovere le attività locali e a offrire ai visitatori nuovi motivi per scoprire il territorio lecchese, integrando l’offerta gastronomica con quella turistica e culturale.
L’obiettivo è rafforzare il legame tra produttori, ristoratori e territorio, creando occasioni di promozione per le filiere locali e per le specialità che caratterizzano le diverse aree della Lombardia.
DOP, IGP, prodotti locali e filiere corte al centro della legge
Particolare attenzione viene riservata alle produzioni agroalimentari di qualità. Il provvedimento comprende i prodotti DOP, IGP, PAT e STG, quelli contraddistinti dal marchio DE.CO., le produzioni provenienti dai Distretti del cibo e quelle legate alle filiere corte.
La legge riconosce inoltre il ruolo delle Pro Loco, delle confraternite enogastronomiche, delle accademie del gusto e delle associazioni senza scopo di lucro che contribuiscono a conservare e promuovere le ricette e le specialità della tradizione.
Un coinvolgimento che punta a fare della cucina tipica non soltanto un elemento di promozione turistica, ma anche uno strumento per mantenere vive le conoscenze e le competenze tramandate nel tempo.
Nasce il Comitato tecnico regionale
Per accompagnare l’attuazione della legge è prevista l’istituzione del Comitato tecnico regionale per la cucina tipica lombarda, composto da esperti dei settori agroalimentare, enogastronomico, storico-culturale e della ristorazione.
L’organismo avrà funzioni consultive e propositive nei confronti della Giunta regionale e contribuirà allo sviluppo delle iniziative previste dal provvedimento. La partecipazione al Comitato sarà a titolo gratuito.
«Sarà importante coinvolgere le realtà che operano nelle comunità, dalle associazioni alle scuole, per avvicinare anche i più giovani alla conoscenza dei prodotti e delle ricette tradizionali», ha concluso Piazza.
La sfida, dunque, sarà trasformare il riconoscimento del patrimonio gastronomico lombardo in occasioni concrete per le imprese, la ristorazione e il turismo, mantenendo vive le tradizioni che raccontano la storia delle comunità e dei territori.