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SANITA’ PUBBLICA E CARO VITA, LA CGIL LECCO RILANCIA LA MOBILITAZIONE: “SERVONO PIU’ RISORSE E SALARI DIGNITOSI”

SANITA’ PUBBLICA E CARO VITA, LA CGIL LECCO RILANCIA LA MOBILITAZIONE: “SERVONO PIU’ RISORSE E SALARI DIGNITOSI”

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LECCO, 22 ottobre 2026 – Il sindacato denuncia l’aumento delle spese a carico delle famiglie, le carenze di personale e il rischio di un ulteriore ridimensionamento del finanziamento sanitario. Annunciato il nuovo appuntamento in piazza per il 20 novembre, in occasione dello sciopero generale.

Sanità pubblica sottofinanziata, aumento del costo della vita, salari insufficienti e precarietà lavorativa. Sono questi i temi al centro della denuncia della CGIL Lecco, che torna a chiedere un cambio di rotta nelle politiche economiche e sociali, con maggiori investimenti nella sanità pubblica e misure capaci di garantire condizioni di vita dignitose a lavoratori, pensionati e giovani.

In un comunicato diffuso il 21 ottobre, il sindacato evidenzia come l’inflazione, il caro carburanti, l’aumento dei costi energetici e delle spese per la casa stiano mettendo in difficoltà numerose famiglie del territorio. Una situazione che, secondo la CGIL, si intreccia con le difficoltà del Servizio sanitario nazionale, sempre più incapace di rispondere tempestivamente ai bisogni di tutti i cittadini.

Sanità pubblica, le risorse italiane sotto la media europea

A sostegno della propria denuncia, la CGIL richiama i dati relativi alla spesa sanitaria. Secondo le cifre riportate dal sindacato, nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del Pil, contro una media dell’Unione europea del 6,7%. Il confronto evidenzia inoltre il divario con Paesi come Germania e Francia, che investono rispettivamente l’11% e il 9,4%.

Anche la spesa sanitaria pubblica pro capite, pari a 2.438 euro secondo i dati citati nel comunicato, risulterebbe inferiore alla media europea di 185 euro.

A pesare sui bilanci familiari è anche il ricorso alle prestazioni private. La spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini avrebbe raggiunto i 43,2 miliardi di euro, pari a 734 euro pro capite e al 22,3% della spesa sanitaria complessiva. Un fenomeno che, secondo il sindacato, rischia di ampliare le disuguaglianze nell’accesso alle cure, costringendo alcune persone a utilizzare i propri risparmi e altre a rinunciare alle prestazioni necessarie.

Personale e posti letto, le criticità del sistema

La CGIL richiama anche la carenza di personale sanitario e la limitata disponibilità di posti letto. Nel comunicato si legge che in Italia si contano 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media europea di 9,3. Il divario è ancora più marcato rispetto a Svizzera e Germania, indicate rispettivamente con 19 e 12,5 infermieri ogni mille abitanti.

Sul fronte ospedaliero, i posti letto sarebbero 3,1 ogni mille abitanti in Italia, a fronte di una media europea di 4,6. Per quanto riguarda la terapia intensiva, il dato nazionale indicato è di 9,7 posti ogni 100mila abitanti, contro i 18 della media europea.

Secondo la CGIL Lecco, queste criticità richiedono interventi strutturali e investimenti adeguati, anche per rafforzare la medicina territoriale e ridurre i tempi di attesa. Il sindacato collega inoltre le difficoltà del sistema sanitario alla necessità di creare migliori prospettive occupazionali, soprattutto per le nuove generazioni e per i professionisti che rischiano di cercare all’estero condizioni lavorative ed economiche più favorevoli.

La richiesta: portare la spesa sanitaria al 7,5% del Pil

In vista della prossima Legge di Bilancio, la CGIL Lecco rilancia la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale”.

La richiesta è di portare il finanziamento della sanità pubblica ad almeno il 7,5% del Pil, invertendo la tendenza che, secondo le stime della Corte dei Conti richiamate nel comunicato, potrebbe condurre a una riduzione della spesa sanitaria in rapporto al Pil fino al 5,78% nel triennio 2027-2029.

Per il sindacato, investire nella sanità pubblica significa tutelare un diritto fondamentale e impedire che le condizioni economiche diventino un ostacolo all’accesso alle cure.

Dalla manifestazione del 17 ottobre allo sciopero generale del 20 novembre

Dopo la partecipazione alla manifestazione nazionale La Via Maestra, svoltasi il 17 ottobre, la CGIL Lecco annuncia una nuova mobilitazione per il 20 novembre 2026, in occasione dello sciopero generale.

Il sindacato chiede un’inversione di rotta sulle politiche economiche e sociali, con interventi per contrastare la precarietà, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e garantire servizi pubblici accessibili.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, il potenziamento della medicina territoriale, la riduzione delle liste d’attesa e la valorizzazione del personale. Al centro anche il futuro dei giovani, la dignità del lavoro e la tutela di pensionate e pensionati.

La posizione della CGIL Lecco è netta: la salute e il benessere sociale devono tornare al centro delle scelte politiche, attraverso risorse adeguate e risposte concrete alle difficoltà quotidiane della popolazione.

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