UN “PREZIOSO” FUORI FESTIVAL: VILLA PONCHIELLI SI RACCONTA TRA MODA, COSTUME E GIOIELLI D’EPOCA
LECCO, 19 ottobre 2026 – Oltre 300 persone hanno partecipato all’iniziativa organizzata a Maggianico nell’ambito di “Lecco città de I Promessi Sposi”. Protagonisti gli oggetti della Belle Époque, i gioielli di Teresina Brambilla Ponchielli e la riscoperta di una dimora ricca di storia.
Il cielo coperto non ha scoraggiato il pubblico: sono state oltre 300 le persone che hanno preso parte all’evento del Fuori Festival di “Lecco città de I Promessi Sposi”, ospitato a Villa Ponchielli – Gerosa Crotta, a Maggianico. Un appuntamento dedicato ad accessori, moda e costume tra il 1880 e il 1910, che ha trasformato per un giorno la storica dimora in un suggestivo viaggio nella Belle Époque.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Lecco in collaborazione con l’Associazione Giuseppe Bovara e altre realtà culturali del territorio – Spring Run Lecco, Associazione Villa Elisa di Pontida e Ordine dei Cavalieri di Parte Guelfa – ha offerto anche l’occasione per riscoprire il legame tra Alessandro Manzoni e Amilcare Ponchielli, nel 170° anniversario della prima rappresentazione de I Promessi Sposi musicati dal compositore cremonese.
Ad accogliere i visitatori all’ingresso è stata Maria Antonietta Ponchielli, pronipote del maestro, che ha introdotto il percorso insieme a Fabrizio La Marca Contorni e Francesco Esposito, ripercorrendo la figura e la storia del compositore. Accompagnati da Umberto Calvi, i gruppi hanno poi raggiunto la villa attraverso una suggestiva scaletta nascosta nella grotta del parco, luogo caro a Ponchielli, dove il maestro cercava refrigerio e ispirazione.
Il salotto torna a vivere con gli oggetti della Belle Époque
La sorpresa più attesa si è rivelata all’interno della villa, dove il salotto principale è stato riallestito per l’occasione da Anna Maria Molinari. Gli ambienti hanno ritrovato, almeno per un giorno, l’atmosfera di un elegante boudoir d’epoca, grazie a una selezione di oggetti provenienti da collezioni private.
Stampe di moda, raffinati nécessaire da viaggio per uomo e donna, preziose tazze da tè e abiti perfettamente conservati hanno restituito uno spaccato del gusto e dello stile tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Tra gli interventi che hanno contribuito a valorizzare gli ambienti, anche il recupero del rivestimento del caminetto del salotto, caratterizzato dalle sue piastrelle déco. Come illustrato da Molinari, le piastrelle sono state ripulite dalla fuliggine e dai segni di oltre trent’anni di incuria, riportando alla luce un elemento architettonico di particolare interesse.
I gioielli di Teresina Ponchielli e la storia della collana perduta
Il percorso è proseguito attraverso la galleria passante, arricchita da oggetti d’epoca dedicati all’infanzia. Un allestimento che richiama la presenza dei figli di Amilcare Ponchielli e Teresina Brambilla, ancora piccoli quando frequentavano la casa e rimasti orfani del padre dopo la sua prematura scomparsa.
La visita ha raggiunto quindi la vecchia sala da pranzo, riaperta eccezionalmente per l’evento. Qui, in un ambiente lasciato volutamente al buio, una grande teca illuminata ha messo in risalto alcuni gioielli appartenuti a Teresina Brambilla Ponchielli, moglie del compositore.
I preziosi, restaurati grazie al laboratorio Chrysophile di via Giuseppe Arrigoni 43, a Lecco, sono stati illustrati al pubblico dall’orafa Francesca Mellace, che ha raccontato anche la storia di uno dei pezzi più significativi dell’iniziativa: la cosiddetta “collana perduta”.
Si tratta della riproduzione fedele di un girocollo di perle che Amilcare Ponchielli aveva regalato alla moglie in occasione del matrimonio e che scomparve circa venticinque anni fa a seguito di un furto. Grazie alle fotografie di famiglia è stato possibile ricostruirne l’aspetto originale, recuperando perle d’epoca e realizzando un fermaglio sul quale è stata incisa una dedica del maestro alla moglie.
Accanto ai gioielli, ha trovato spazio anche un binocolo da teatro appartenuto a Teresina Brambilla Ponchielli, concesso per l’occasione dal collezionista Gianandrea Colombo.
Una dimora da riscoprire e valorizzare
L’apertura straordinaria di Villa Ponchielli e del suo parco ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento culturale. L’iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione volto a far conoscere al pubblico il patrimonio storico e artistico della dimora, mettendone in luce le potenzialità e il valore per il territorio.
Come sottolineato dagli organizzatori, le visite e gli allestimenti promossi negli ultimi tempi puntano a sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di questo bene storico. Perché la sua rinascita possa finalmente concretizzarsi, è fondamentale che la villa venga conosciuta, frequentata e riconosciuta come parte integrante della memoria culturale lecchese.
Una giornata all’insegna della storia, dell’eleganza e della riscoperta, che attraverso abiti, accessori e gioielli ha restituito vita agli ambienti della villa, ricordando quanto la tutela del patrimonio passi anche dalla capacità di renderlo accessibile e condiviso.