GIORNATA MONDIALE DI PREVENZIONE DEL TUMORE AL POLMONE: SCUOLE AL CENTRO DELLA PROPOSTA DEL CNDDU
LECCO, 30 LUGLIO 2026 – In occasione della Giornata mondiale del tumore al polmone, che si celebra il 1° agosto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) rilancia l’importanza della prevenzione, chiedendo un maggiore coinvolgimento delle scuole nella promozione della salute e della sostenibilità ambientale.
Secondo il Coordinamento, nonostante i significativi progressi della medicina e delle tecnologie diagnostiche, la prevenzione continua a rappresentare lo strumento più efficace per ridurre l’incidenza del tumore al polmone, che resta la principale causa di morte per cancro a livello mondiale.
I dati più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) parlano di circa 2,5 milioni di nuove diagnosi e di 1,8 milioni di decessi ogni anno. A destare particolare attenzione è anche l’aumento dei casi tra i non fumatori: fino al 20% dei tumori polmonari, infatti, interessa persone che non hanno mai fumato. Un fenomeno che evidenzia il peso crescente di fattori come l’inquinamento atmosferico, l’esposizione al gas radon, all’amianto e ad altri agenti cancerogeni presenti negli ambienti di vita e di lavoro.
Anche in Italia il tema è al centro delle politiche sanitarie. Il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 individua tra le priorità il rafforzamento della prevenzione primaria, il miglioramento della diagnosi precoce, la diffusione della medicina personalizzata e il potenziamento delle reti oncologiche territoriali. A queste misure si affianca il programma nazionale di screening con TAC spirale a basso dosaggio (LDCT), destinato alle persone a elevato rischio e introdotto dalla legge n. 233 del 24 dicembre 2021, con l’obiettivo di individuare la malattia nelle fasi iniziali e aumentare le possibilità di sopravvivenza.
Per il CNDDU il raggiungimento di questi obiettivi passa anche attraverso un investimento culturale. Le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, adottate con il Decreto ministeriale n. 183 del 7 settembre 2024, attribuiscono infatti un ruolo centrale alla promozione della salute, del benessere della persona e della sostenibilità, offrendo alle scuole la possibilità di sviluppare percorsi interdisciplinari nei quali la conoscenza scientifica diventi uno strumento di cittadinanza attiva.
In quest’ottica, il Coordinamento propone l’istituzione della Settimana nazionale della prevenzione del tumore al polmone nelle scuole, da svolgersi dal 26 al 31 gennaio 2027, in prossimità della Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio. L’iniziativa avrebbe l’obiettivo di inserire le attività di sensibilizzazione in un più ampio percorso di educazione alla salute e di confronto con il mondo della ricerca.
Tra le attività suggerite figura la campagna nazionale #RespirareilFuturo, che potrebbe coinvolgere gli studenti in laboratori di citizen science dedicati al monitoraggio della qualità dell’aria e del gas radon negli edifici scolastici, in collaborazione con ARPA, ASL e università. Il progetto prevede inoltre Hackathon della Prevenzione per la realizzazione di campagne di comunicazione, podcast, video e applicazioni digitali dedicate ai corretti stili di vita, laboratori di fact-checking sanitario per contrastare la disinformazione sul fumo, sulle sigarette elettroniche, sui prodotti a tabacco riscaldato e sugli screening oncologici, oltre alla creazione di un Atlante digitale della salute e dell’ambiente, con la mappatura della qualità dell’aria, delle aree verdi, della mobilità sostenibile, dei servizi sanitari e dei principali fattori di rischio presenti sul territorio.
La settimana potrebbe concludersi con una sessione nazionale di confronto tra scuole, università, IRCCS, associazioni scientifiche e istituzioni, durante la quale gli studenti presenterebbero i risultati delle attività svolte e formulerebbero proposte per migliorare la prevenzione nei rispettivi territori.
Per il presidente del CNDDU, Romano Pesavento, la prevenzione produce risultati duraturi quando smette di essere soltanto una campagna di sensibilizzazione e diventa parte integrante della cultura civile di una comunità. In questa prospettiva, la scuola può svolgere un ruolo strategico, formando giovani capaci di comprendere il legame tra ambiente e salute, interpretare i dati scientifici e partecipare con maggiore consapevolezza alle scelte che riguardano il benessere collettivo. Un investimento nell’alfabetizzazione scientifica che, secondo il Coordinamento, significa anche rafforzare il patrimonio culturale del Paese e preparare la società ad affrontare le sfide sanitarie del futuro.