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FIAB E LEGAMBIENTE LECCO: “SÌ ALLA CITTÀ 30”

FIAB E LEGAMBIENTE LECCO: “SÌ ALLA CITTÀ 30”

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Lecco, 9 febbraio 2024 – “Come associazioni ambientaliste vogliamo spiegare ai cittadini le motivazioni che ci vedono favorevoli alla realizzazione anche qui a Lecco della strategia ‘Città 30’, prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, recentemente approvato dalla Giunta Comunale”.

Fiab LeccoCiclabile e Legambiente Lecco intervengono su un tema che “in questi giorni ha sollevato accese discussioni a livello nazionale e poi locale, a nostro avviso con diffusione di informazioni a mezzo stampa non corrette e rivolte alla “pancia” dei cittadini, ai quali non viene data adeguata spiegazione degli obiettivi dell’istituzione del modello “Città30” che riguardano la sicurezza stradale, la mobilità attiva e sostenibile e la riduzione dell’inquinamento atmosferico e di emissioni climalteranti”.

Continua il comunicato di Fiab e Lagambiente: “Vale la pena precisare che una Città 30 non è solamente una città con limite di velocità generalizzato a 30 km/h. Si tratta invece di un investimento strutturale con lo scopo di creare spazi pubblici più adatti a tutti, anche pedoni e ciclisti, più democratici e vivibili. Questa è un insieme di strade con limiti diversificati a 30 e a 50 km/h, in linea con gli obiettivi indicati dall’art.1 del Codice della Strada che indica che ‘…le norme si ispirino ai principi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, riducendo i costi economici, sociali ed ambientali del traffico veicolare; migliorando il livello di qualità della vita dei cittadini, la fluidità della circolazione e promuovere l’uso delle biciclette’. L’introduzione di questa misura è inoltre auspicata dal PNSS (Piano Nazionale della Sicurezza Stradale) Orizzonte 2030 di recente emanazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti“.

I dati provenienti da esperienze in essere da diversi anni, come Cesena, Olbia, Reggio Emilia, Lucca, Caserta, solo per citarne alcune, ci dicono che l’introduzione delle “Città 30” porta ad una netta diminuzione del numero dei morti stradali. In Italia ciò equivale a risparmiare miliardi di euro annui di danno sociale collegato ai costi sanitari e agli impatti non solo su chi subisce direttamente l’incidente, ma anche su tutta la sua sfera affettiva. Ci riteniamo a favore di questa, pur non esaustiva, misura perché ci stanno a cuore la sicurezza e l’integrità fisica delle persone, la qualità dell’aria grazie alla riduzione delle emissioni e delle polveri, la diminuzione del rumore, la vivibilità delle nostre città.

Non ci stancheremo mai di affermare che la sostenibilità non è un’ideologia, ossia lo stile interpretativo che sta alla base del pensiero di un partito o di un movimento. Essa si costruisce invece attraverso la riflessione sui valori, sui concetti e sui dati, sui processi e si esplica attraverso comportamenti, azioni, modi di essere e di pensare. Cercare di realizzare azioni sostenibili ci proietta verso un futuro che vorremmo migliore del presente. Tale stile di vita e di pensiero dovrebbe caratterizzare, trasversalmente, qualunque orientamento politico. Troppo spesso vediamo invece apparire una assurda contrapposizione tra l’uso della bicicletta come appannaggio della “sinistra” e quello dell’automobile.”

Concludono le associazioni: “Ci addolora e ci indigna che la tensione alla sostenibilità venga utilizzata per dividere i cittadini e le cittadine tra ‘ambientalisti’ anacronistici, anti-progresso e ‘non ambientalisti’, preoccupati per lo sviluppo e la modernità. Sappiamo che sulle strade si giocano i sentimenti della popolazione, quindi anche il consenso politico. ‘Città 30’ si situa all’interno di una complessità di scelte che non devono essere mosse da comportamenti emotivi, ma che certamente implicano un cambio delle nostre abitudini e ciò, come sappiamo, è, per tutti e tutte noi, molto faticoso.

Crediamo che se, come sembra, un nuovo decreto legge bloccherà questo tipo di scelte di politica urbana, sarà una sconfitta per tutti”.

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