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SICUREZZA SUL LAVORO, L’EMERGENZA CONTINUA CON OLTRE MILLE MORTI NEI PRIMI UNDICI MESI DEL 2025

SICUREZZA SUL LAVORO, L’EMERGENZA CONTINUA CON OLTRE MILLE MORTI NEI PRIMI UNDICI MESI DEL 2025

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LECCO, 14 gennaio 2025 –  IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI NOVEMBRE 2025

“I dati relativi ai primi undici mesi del 2025 confermano la gravità della situazione: da gennaio a novembre le vittime totali sul lavoro sono 1.010. Rispetto al 2024, si contano 10 vittime in più, con oltre metà del Paese in zona rossa e arancione. Un quadro inquietante che racconta quasi un anno di insicurezza sul lavoro: 735 sono i decessi registrati in occasione di lavoro, 133 dei quali nel settore dell’edilizia, 108 nelle attività manifatturiere e 98 nel settore trasporti e magazzinaggio. Sono questi i settori con il maggior numero di vittime e, proprio per questo, quelli da monitorare attentamente per scoprire le lacune sul fronte della sicurezza sul lavoro”. L’Ingegnere Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, introduce così l’ultima indagine sull’emergenza elaborata dal proprio team di esperti.

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE: IL SUD NELLA MORSA DELL’INSICUREZZA SUL LAVORO

A finire in zona rossa a novembre 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Indice incidenza medio, pari a 30,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono: Basilicata, Umbria, Puglia, Sicilia e Campania. In zona arancione: Marche, Calabria, Liguria, Piemonte, Veneto, Abruzzo e Trentino-Alto Adige. In zona gialla: Emilia-Romagna, Sardegna, Molise, Toscana e Lazio. In zona bianca: Lombardia, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA: I NUMERI ASSOLUTI A NOVEMBRE 2025

Da gennaio a novembre 2025, sono 1.010 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 735 in occasione di lavoro (4 in più rispetto a novembre 2024) e 275 in itinere (6 in più rispetto al 2024). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (99). Seguono: Veneto (72), Campania (68), Emilia-Romagna (62), Piemonte (61), Sicilia (60), Lazio (57), Puglia (55), Toscana (46), Marche (24), Liguria (22), Calabria (20), Sardegna (18), Umbria (17), Trentino-Alto Adige e Abruzzo (16), Basilicata (11), Friuli-Venezia Giulia (7), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nei primi undici mesi dell’anno, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (101,0) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (51,4), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (29,2).

Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (274 vittime su un totale di 735).

DONNE E INFORTUNI MORTALI: AUMENTANO LE VITTIME IN ITINERE. 15 IN PIÙ DEL 2024

In totale sono 84 le donne decedute nei primi undici mesi del 2025 (4 in più rispetto al 2024). Di queste, 39 hanno perso la vita in occasione di lavoro (11 in meno del 2024) e 45 in itinere (15 in più del 2024), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE DOPPIO

Sono 233 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 1.010: 171 deceduti in occasione di lavoro e 62 in itinere. Dunque, quasi una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per i lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano 68,0 morti ogni milione di occupati, contro i 26,3 italiani.

SETTORI PIÙ COLPITI: COSTRUZIONI E ATTIVITÀ MANIFATTURIERE

Alla fine di novembre 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 133 decessi in occasione di lavoro; seguito da Attività Manifatturiere (108), Trasporti e Magazzinaggio (98) e Commercio (61).

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI DELLA SETTIMANA: LUNEDÌ E VENERDÌ

Il lunedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi undici mesi dell’anno (23,0%). Seguito dal venerdì (20,7%) e dal mercoledì (16,1%).

DENUNCE DI INFORTUNIO IN AUMENTO

Le denunce di infortunio totali a fine novembre aumentano del +1,5%. Dalle 543.039 registrate a fine novembre 2024 si passa alle 550.948 del 2025.

Anche alla fine dei primi undici mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (65.573). Seguono: Costruzioni (35.685), Sanità (34.245), Trasporto e Magazzinaggio (31.440) e Commercio (31.086).

Da gennaio a novembre 2025 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 199.127 (154.332 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 351.821 (delle quali 303.172 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 117.765 su 550.948 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 97.805 su un totale di 457.504 (ancora circa 1 su 5).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale

  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale

  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale

  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media naziona

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