VALMADRERA 24 settembre 2025 – “Se la salute è un diritto non possiamo avere una sanità che discrimina”. E’ questa la sintesi del pensiero espresso da Rosy Bindi ospite di Leggermente, manifestazione organizzata da Assocultura Confcommercio Lecco, per presentare il suo libro “Una sanità uguale per tutti. Perchè la salute è un diritto” (Solferino).
Quasi 150 persone hanno riempito lunedì 22 settembre il Fatebenefratelli di Valmadrera per ascoltare le riflessioni dell’ex ministro della Sanità. Dopo il saluto di Cesare Colombo, sindaco del Comune di Valmadrera e l’introduzione dell’ex collega parlamentare Antonio Rusconi (presidente della Comunità Montana Valle San Martino-Lario Orientale e assessore del Comune di Valmadrera), Rosy Bindi, stimolata dalle domande del giornalista lecchese Stefano Spreafico, ha evidenziato le sue idee e anche le sue preoccupazioni, raccogliendo durante il corso della serata numerosi applausi da parte di una platea attenta e molto partecipe.
“Ho deciso di scrivere questo libro perchè il sistema sanitario sta vivendo un momento di grande difficoltà. E’ a rischio la legge 833 del 1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale rendendo la salute un diritto universale e un interesse della collettività. Oggi tanti dicono che quella legge, che ha avuto come prima firmataria Tina Anselmi, va superata. Per me va invece rinforzata correggendo alcune storture. Serve la consapevolezza che la salute è un bene comune per cui bisogna agire insieme. Siamo nel periodo della avarizia. Ma di fronte al problema salute nessuno ce la può fare da solo. Il mio bene deve essere uguale a quello dell’altro”.
E ha aggiunto: “Non ho motivi ideologici per quanto propongo e non ho problemi a evidenziare gli errori commessi anche da governi di centrosinistra. Dove trovare le risorse? Di certo condoni e flat tax sono in contrasto con l’idea di mettere più risorse sulla sanità! La settima potenza del mondo non può permettersi di avere una sanità (o una istruzione) ai livelli dei piccoli Paesi europei! Oggi 6 milioni di italiani non possono permettersi di curarsi”.
L’ex ministro, oltre a ribadire la necessità di agire in “coerenza con il sistema universalistico”, ha sottolineato alcuni aspetti fondamentali della sua visione: dalla centralità del medico di famiglia all’educazione a stili di vita corretti, passando per l’importanza della programmazione e dell’organizzazione sul territorio. Per poi ribadire: “Il privato deve avere funzione integrativa, ma al centro deve esserci il pubblico che ovviamente deve essere efficiente e non sprecare risorse che sono di tutti. Io voglio un sistema per cui il ricco è contento di operarsi nel pubblico, non uno in cui il povero possa curarsi in un ospedale privato d’eccellenza”.
Numerose le autorità presenti in sala: dal direttore generale dell’ASST Lecco, Marco Trivelli (che è anche intervenuto durante la serata) al prevosto di Lecco, Monsignor Bortolo Uberti, dal consigliere regionale Gianmario Fragomeli all’ex parlamentare Lucia Codurelli. Al termine dell’incontro Rosy Bindi ha firmato le copie del suo libro.