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LECCO, RIFUGIO NOTTURNO E “PIANO FREDDO” A SOSTEGNO DEI SENZA DIMORA

LECCO, RIFUGIO NOTTURNO E “PIANO FREDDO” A SOSTEGNO DEI SENZA DIMORA

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LECCO 9 febbraio 2026 – A Lecco sono una trentina, forse ventotto, forse trenta, tutti maschi. Non si muovono quasi mai dal posto che hanno scelto per vivere. E solo per mangiare vanno spesso alla mensa della Casa della Carità in via San Nicolò, dove possono utilizzare anche i servizi doccia, di deposito bagagli e del guardaroba.

Durante i mesi invernali, per queste persone la Caritas con il Comune e le Unità di strada (che riuniscono operatori delle cooperative L’Arcobaleno e Il Gabbiano; volontari dei City angels e del Cisom-Ordine di Malta) ha predisposto il “Piano freddo” che si concluderà a fine mese, sempre che non intervengono esigenze diverse. Nell’ambito del “Piano freddo”, la Casa della Carità ha messo a disposizione nove posti letto (sei per i maschi), con un’accoglienza che vuole essere mirata alle persone con maggiore fragilità sanitaria. Tra i volontari delle Unità di strada – che sono quelli che tengono costantemente i rapporti con le persone senza dimora – operano dei medici che segnalano i casi gravi, ai quali si cerca di dare assistenza e accoglienza. Va precisato che non sempre le persone sono consapevoli delle loro condizioni di salute e può essere necessario un lavoro di sostegno psicologico per stimolare un desiderio di cambiamento.

Come spiega Martina Locatelli, responsabile del rifugio notturno della Casa della Carità: “Cerchiamo di dare risposta alle situazioni più difficili, perché non abbiamo gli spazi e le risorse per accogliere tutti. Quindi, per il piano freddo, abbiamo dato la priorità alle persone che hanno problemi di salute, sempre nel rispetto e con la massima attenzione alle esigenze e ai problemi di ognuno. Per noi resta importante valorizzare l’unicità di ogni persona”.

Le situazioni dei senza dimora sono diverse, sono unite dalla povertà che non è solo economica, ma di relazioni con gli altri da cui spesso derivano tutti gli altri problemi, anche i più gravi. Ed è su questi aspetti che intervengono volontari e operatori del rifugio notturno per provare a fornire, in collaborazione con gli altri servizi della Casa della Carità, risposte che vadano oltre l’emergenza, se possibile avviando percorsi che, attraverso varie tappe, portino al re-inserimento sociale di queste persone.

In questo periodo tutti i ventotto posti (ventiquattro per gli uomini) del rifugio notturno sono occupati. E chi si rivolge al Centro d’ascolto della Casa della Carità viene inserito nella lista d’attesa.

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