CASA DELLA CARITÀ DI LECCO COMPIE 3 ANNI DI VOLONTARIATO, INCLUSIONE E FORMAZIONE
LECCO, 21 gennaio 2026 – “Il territorio lecchese così operoso deve crescere attraverso le relazioni e costruire rapporti per camminare insieme”. Le parole dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini hanno accolto i partecipanti all’incontro organizzato dalla Casa della Carità per celebrare i tre anni dall’inaugurazione e presentare alla comunità lecchese progetti e iniziative.
Monsignor Delpini si è detto ammirato e riconoscente per quanto operatori e volontari hanno realizzato nel triennio: “Soprattutto siete stati capaci di costruire relazioni con le persone, siete stati bravi a provare stima e ammirazione nei confronti di chi soffre, li avete incoraggiati a fatti sentire amati e a dare il meglio di sé”.
Luciano Gualzetti, responsabile della Casa della carità, ha accompagnato l’arcivescovo attraverso la struttura e ha illustrato i servizi offerti. Argomento che poi è stato illustrato nel dettaglio dell’incontro con istituzioni, associazioni d’impresa, sindacati e comunità parrocchiali.
Inaugurata nel gennaio 2023, la Casa della carità è nata dalla ristrutturazione dell’immobile Centro Paolo VI in via San Nicolò a Lecco, su iniziativa della Caritas Diocesana in collaborazione con la Comunità Madonna del Rosario di Lecco.
La Casa della Carità è una realtà complessa che impegna una decina di operatori e più di duecento volontari. E che, nell’ambito del dialogo con il territorio, accoglie gruppi di giovani (scout e oratori) e promuove incontri nelle scuole per mettere i ragazzi in contatto con vicende di migrazione e povertà. Nel complesso, sono più di 1500 le persone che in un anno entrano in contatto con operatori e volontari della Casa della carità.
I numeri non raccontano i problemi delle persone assistite, ma sintetizzano una realtà che grazie a operatori e volontari offre assistenza, formazione e aiuto alle persone bisognose. Ogni anno il refettorio prepara più di 19mila pasti, mentre il rifugio notturno registra 6000 pernottamenti in un anno, e l’emporio distribuisce 60 tonnellate di prodotti alimentari all’anno e raggiunge 600 persone. Poi ci sono il Centro ascolto che è la porta d’ingresso alla Casa, i servizi di guardaroba, che mette a disposizione capi di abbigliamento sia per gli adulti sia per i bambini (sempre gratuitamente), lavanderia, deposito bagagli e delle docce, lo studio medico: medici e personale sanitario volontari forniscono una prima consulenza e indirizzano, se necessario, alle strutture del territorio.
Tutto questo richiede uno sforzo economico che in termini di costi supera il mezzo milione all’anno che pareggia le entrate (che derivano soprattutto dai contributi dell’8 per mille, cui si aggiungono aiuti da privati e istituzioni) solo grazie a un importante intervento annuale della Caritas Ambrosiana.
Ora si punta ad arrivare all’autonomia finanziaria attraverso un miglioramento organizzativo e funzionale, e attraverso un piano da avviare e condividere con le realtà economiche e attività di fund raising a lungo termine. Infine, si vuole individuare uno strumento giuridico che consenta di puntare all’autosufficienza economica. A proposito di progetti con il tessuto economico, la Casa della Carità ha intrapreso un dialogo con alcune realtà imprenditoriali per coinvolgere in percorsi formativi alcuni degli ospiti della Casa della Carità che potranno poi entrare nel mondo del lavoro. È un modo per contribuire a progetti di reinserimento di persone in difficoltà e anche per alleviare il problema della carenza di manodopera di tante aziende. Un primo passo sul quale costruire progetti analoghi.
All’incontro alla Casa della carità hanno tra gli altri partecipato il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, il prefetto Giuseppe Alfredo Ponta, il presidente della Camera di commercio Como Lecco Ezio Vergani, il presidente di UniverLecco Vico Valassi.