LECCO 8 LUGLIO 2025 – “Sono state conferite all’assessore Emanuele Torri la delega alle politiche per bambini, giovani e famiglie, all’assessore Giovanni Cattaneo la delega alla comunicazione e ai rapporti coi cittadini. Rimane in capo al sindaco Mauro Gattinoni il tema dell’evoluzione digitale”. Con queste poche righe è stata messa la parola fine alla dolorosa vicenda di Alessandra Durante, l’assessore prima detentrice delle suddette deleghe che è incappata maldestramente nella più grande gaffe social che le potesse capitare: usare parole quasi da hater, ma espresse in anonimato, su un gruppo Facebook, verso un post di un cittadino molto critico verso l’amministrazione. Anche se nei fatti le accuse superano di molto la realtà (ovvero un altro cittadino, non però quello “insultato”, aveva poi esagerato i contorni della vicenda, accusando Durante di aver usato termini mai poi effettivamente utilizzati), la risposta dell’assessore, proprio perchè celatasi dietro l’anonimato, era irricevibile. La tempesta mediatica scatenatasi soprattutto sui media nazionali che non conoscono bene i contorni della vicenda, ha provocato un vero sconquasso, le cui vittime sono due: la Durante e la credibilità del suo assessorato, che infatti si è chiuso nel peggiore dei modi. Un peccato per il grande lavoro fatto fino a quel momento e, soprattutto, una grande sofferenza umana per questo assessore che, con tutte le reprimende del caso, non meritava questo trattamento. Purtroppo la dimostrazione ulteriore che i social vanno presi con le pinze, soprattutto se a usarli è una figura pubblica, istituzionale o politica. Chiedere scusa, come ha subito fatto Alessandra Durante, non è a volte sufficiente. E anche il sindaco Gattinoni, che non ha voluto a un anno dalle elezioni inserire un’altra figura, nuova, in Giunta, ha dovuto prendere atto.