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LA LECCO-BERGAMO VA VERSO ANAS

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Lecco, 18 dicembre 2019. Il passo è ormai prossimo: la Lecco-Bergamo, l’arteria stradale progettata con diversi anni fa con l’obiettivo di snellire il traffico verso i due capoluoghi e sino ad ora di competenza della Provincia di Lecco, passerà a breve nelle mani di Anas. La notizia è stata data ieri sera dallo stesso presidente della Provincia, Claudio Usuelli, in occasione del Consiglio provinciale di fine anno. Usuelli durante l’incontro ha affermato di aver recentemente sollecitato la Regione ad essere al fianco della Provincia di Lecco e a supportarla nelle delicate fasi di questo passaggio, ritenuto di fondamentale importanza. Al momento, il decreto con cui si autorizza la cessione dell’opera ad Anas dovrebbe essere stato sottoscritto dal presidente del Consiglio dei ministri e dovrebbe essere pubblicato a breve in Gazzetta.

Nata nel 2001 sotto forma di un “protocollo di intesa” tra Bergamo e Lecco, l’infrastruttura da allora ha registrato numerosi inciampi per questioni progettuali e finanziarie.

 

immobilità che dura da sei anni
mancano 30 milioni

L’inizio dei lavori

Il via al primo lotto (il viadotto di Rivabella) risale al 2010, mentre la posa della prima pietra del secondo lotto (il tunnel vero e proprio) risale a inizio del 2012.

«Era il 2010 quando decidemmo di puntare tutto su quest’opera – ricorda l’allora presidente della Provincia, Daniele Nava – stanziammo una quantità di risorse assolutamente ingente, 25 milioni di euro in cinque anni. In più, già in quella prima fase riuscimmo, tramite l’opera dell’allora viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli, a recuperare 94 milioni di euro da Roma. Insomma, il progetto poteva dirsi finanziato in maniera adeguata».

Poi, le prime guerre col vincitore dell’appalto, l’impresa Salini, «per motivi – riassume Nava – che in buona parte non sono certo ascrivibili all’opera stessa, casomai ad una situazione generale dell’azienda in quanto tale». Sta di fatto che «l’impresa inizia ad assumere una dialettica, come la vogliamo definire, un po’ forte nei confronti della Provincia. Ora, le riserve finanziarie su opere come questa sono sempre presenti, ma in quel caso ogni tot mesi ce n’era una. E le riserve finiscono pure».

Castelli

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