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INFERMIERI ITALIANI TRA I MENO PAGATI DELL’OCCIDENTE

INFERMIERI ITALIANI TRA I MENO PAGATI DELL’OCCIDENTE

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LECCO 17 novembre 2025 – «I nuovi dati OCSE sono l’ennesima conferma: gli infermieri italiani sono tra i meno retribuiti dell’intera Europa occidentale. Nulla è drammaticamente cambiato negli ultimi anni. Con appena 48 mila dollari PPP, molto sotto la media OCSE di 61mila, il nostro Paese si colloca in coda alle economie avanzate e sempre più vicino ai livelli dell’Est Europa. È una fotografia impietosa e inaccettabile». Lo dichiara il Presidente del Nursing Up, Antonio De Palma.

«Per anni – prosegue – la politica sanitaria italiana ha ignorato gli infGermania e Spagna ermieri, trattandoli come una voce di costo invece che come la spina dorsale del sistema. Mentre si attestano sui 73 mila dollari e i Paesi nordici superano i 75 mila, l’Italia resta ferma, immobile, irrimediabilmente inchiodata agli ultimi posti con una media, secondo l’OCSE, di 48mila dollari lordi annui. Non inganni questa cifra: 48mila dollari lordi PPP (purchasing power parity) corrispondono a circa 44mila dollari lordi annui nominali, che in euro rappresentano una cifra che oscilla tra i 27 e i 33mila euro annui lordi. Siamo insomma sui 18-22.500 euro netti all’anno, per uno stipendio mensile di 1450-1750 euro netti mensili. Una miseria rispetto al nostro costo della vita!”

De Palma denuncia la responsabilità storica delle istituzioni: «I governi che si sono succeduti negli ultimi vent’anni hanno fallito. Non sono riusciti a colmare un divario retributivo che si traduce anche in carenze drammatiche di personale, turni massacranti e nella fuga continua dei nostri professionisti all’estero. È un esodo silenzioso ma devastante: perdiamo ogni anno migliaia di infermieri che altri Paesi accolgono con stipendi doppi e condizioni lavorative dignitose».

Il presidente del Nursing Up richiama l’urgenza di misure strutturali: «Non bastano bonus spot o promesse illusorie e non serve nemmeno gonfiare le cifre e farle passare per “miracolose”. Serve subito un piano nazionale di rivalutazione salariale, serve riconoscere competenze avanzate, servono percorsi di carriera veri. Il nostro SSN non reggerà ancora a lungo se gli infermieri continueranno a essere pagati come lavoratori di serie B».

E conclude: «È tempo di dire basta. Il Paese ha bisogno di infermieri competenti, formati, motivati. Ma la motivazione non nasce dalla retorica: nasce dal rispetto. E il rispetto passa dagli stipendi, dalle condizioni di lavoro e dal riconoscimento del nostro ruolo. L’OCSE ha parlato chiaramente. Adesso tocca alla politica. E non ci sono più alibi».

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