OLGINATE e CALOLZIOCORTE, 10 aprile 2026 – Il basket entra nelle scuole di Olginate e Calolziocorte in modo diretto, coinvolgente e ormai consolidato. Da anni la società porta la pallacanestro tra i banchi, trasformando l’ora di motoria in un’esperienza sportiva nuova, capace di avvicinare centinaia di bambini e ragazzi a questo sport. L’iniziativa nasce dall’impegno di un team di allenatori provenienti dalle società congiunte NP Olginate e Carpediem Calolzio, che condividono l’obiettivo di rendere la pallacanestro accessibile, inclusiva e parte integrante della crescita dei più giovani.
Tra gli istruttori spicca la figura di Irelys Adan, allenatrice cubana con un passato importante nel mondo della pallacanestro. A 12 anni entra nella scuola sportiva del suo Paese, a 14 veste la maglia della Nazionale cubana, dove rimane fino ai 19 anni. A 22 anni continua a giocare e inizia ad allenare, sempre a Cuba, prima di trasferirsi nel Lecchese. “Da sei anni sono in questa splendida società – commenta Irelys Adan –. È molto gratificante insegnare ai più piccoli e vedere nei loro occhi la curiosità e l’entusiasmo di chi scopre qualcosa per la prima volta”.
Nelle scuole primarie il progetto è ormai una presenza attesa: nell’anno scolastico 2025-2026 sono state coinvolte quindici classi a Olginate e venticinque a Calolziocorte. Gli istruttori, al posto della tradizionale ora di motoria, guidano tre ore di attività per ogni classe, offrendo a tutti i bambini la possibilità di provare il basket senza selezioni né barriere. Nelle scuole secondarie di primo grado il format cambia, ma mantiene la stessa efficacia: le attività si svolgono in gruppi durante l’ora di motoria, per un totale di sette ore complessive. Ogni incontro si apre con un breve momento teorico dedicato alle regole, ai valori e allo spirito di squadra, per poi passare alla parte pratica, più dinamica e strutturata, che permette ai ragazzi di sperimentare il gioco in modo consapevole.
Il progetto era attivo già negli anni passati, ma la pandemia aveva imposto uno stop forzato. Tre anni fa la ripartenza è avvenuta da Calolzio con il progetto ROSACARPEDIEM, nato dalla convinzione che la carenza più significativa riguardasse la componente femminile. Le statistiche interne parlano chiaro: nella fascia delle dodicenni solo una ragazza su quattro pratica sport in modo continuativo. La pallacanestro, per sua natura, si è dimostrata uno sport inclusivo, paritario e capace di accogliere.