MERATE, 23 ottobre 2026 – Si è concluso il Progetto Accoglienza 2026/2027, che dal 22 settembre ha coinvolto gli studenti in un percorso tra attività lavorative, testimonianze personali e riflessioni sul valore delle differenze.
Conoscere da vicino una realtà del territorio, sperimentare il lavoro condiviso e riflettere sul valore delle proprie capacità e fragilità. Sono alcuni degli obiettivi del Progetto Accoglienza 2026/2027 del Liceo Statale M. G. Agnesi di Merate, che ha coinvolto nove classi prime in un percorso all’interno di Casa Amica Cooperativa Sociale ETS, realtà attiva dal 1987 nell’inclusione delle persone con disabilità.
L’esperienza, avviata il 22 settembre e conclusa nei giorni scorsi, ha offerto agli studenti l’opportunità di entrare in contatto con le attività della cooperativa e con le persone che le animano quotidianamente, attraverso momenti di partecipazione diretta, testimonianze e occasioni di confronto.
Dal lavoro condiviso alle relazioni
Il percorso di ciascuna classe è iniziato negli spazi della Cooperativa di tipo B di Casa Amica, dedicata all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e in condizioni di svantaggio. Dopo una presentazione delle attività e dell’organizzazione del lavoro, i ragazzi hanno potuto cimentarsi in una delle mansioni svolte abitualmente dai lavoratori, affiancandoli nelle attività quotidiane.
Un’esperienza concreta che ha permesso agli studenti di comprendere come il lavoro possa diventare uno strumento di inclusione, valorizzazione delle competenze e partecipazione. Il fare insieme ha rappresentato così il primo passo per avvicinarsi a una realtà nella quale capacità differenti trovano spazio e riconoscimento.
La giornata è poi proseguita con le testimonianze personali. Laura Biffi, vicepresidente di Casa Amica, ha raccontato il proprio incontro con la cooperativa, soffermandosi sull’importanza di essersi sentita accolta. Un racconto che ha riportato il tema dell’inclusione a un’esperienza condivisa da tutti: il bisogno di essere riconosciuti, accolti e liberi di esprimere la propria identità.
La testimonianza di Marco e il valore di essere se stessi
Un altro momento significativo è stato quello dedicato a Marco, lavoratore della Cooperativa B e autore di un libro. Attraverso la lettura di alcune pagine della sua opera, gli studenti hanno potuto conoscere il suo modo di raccontare emozioni, esperienze e relazioni.
Tra le parole condivise, una frase ha offerto lo spunto per la riflessione: «Se si vuole realmente sorprendere qualcuno basta semplicemente essere se stessi».
Un messaggio particolarmente significativo per i ragazzi che stanno affrontando il passaggio a una nuova scuola, costruendo relazioni e cercando il proprio posto all’interno del gruppo classe. L’autenticità diventa così un invito a riconoscere il valore del proprio modo di essere, senza sentirsi obbligati a mostrarsi diversi per ottenere l’approvazione degli altri.
A partire da questa riflessione, gli studenti sono stati coinvolti in un’attività dedicata alla consapevolezza di sé, individuando i propri punti di forza e gli aspetti che percepiscono come fragilità. Un esercizio per comprendere come ogni persona sia portatrice di capacità, difficoltà e caratteristiche che contribuiscono a definirne l’identità.
Alla scoperta dei servizi socioeducativi
Il progetto ha permesso alle classi di conoscere anche la dimensione socioeducativa della cooperativa. Nicoletta Rigamonti, educatrice del Centro Socio Educativo (CSE), ha presentato il servizio e alcune delle attività proposte alle persone che lo frequentano: laboratori creativi e manuali, attività motorie, lettura, esperienze a contatto con gli animali e con la natura.
Un’occasione per scoprire la varietà degli interventi attraverso cui Casa Amica promuove la partecipazione, le relazioni e lo sviluppo delle capacità individuali.
Le nove giornate hanno seguito un percorso che ha intrecciato esperienze pratiche, ascolto e riflessione, consentendo agli studenti di conoscere la cooperativa non soltanto attraverso la descrizione dei suoi servizi, ma soprattutto attraverso le persone e le storie che la caratterizzano.
La conclusione del Progetto Accoglienza lascia così agli studenti un messaggio che supera i confini della singola esperienza: imparare a riconoscere il valore delle differenze significa anche sviluppare una maggiore consapevolezza di sé. Perché sentirsi accolti e liberi di essere se stessi può rappresentare il primo passo per imparare ad accogliere gli altri.