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ALLA CASA DELLA CARITÀ AL GUARDAROBA SI IMPARA ANCHE A “FARE LA SPESA”

ALLA CASA DELLA CARITÀ AL GUARDAROBA SI IMPARA ANCHE A “FARE LA SPESA”

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LECCO, 01 ottobre 2026 – Al servizio guardaroba della Casa della Carità si “fa la spesa” proprio come in un negozio di abbigliamento e biancheria. La differenza è che al posto degli euro si utilizzano i punti: ogni ospite ha a disposizione 600 punti all’anno e, al momento della scelta, il valore del capo viene scalato dalla tessera. Un paio di pantaloni, per esempio, vale 15 punti.

Il sistema non serve soltanto a distribuire vestiti, ma anche a educare a scegliere ciò che serve e a gestire le risorse disponibili. «Il nostro servizio, oltre che uno strumento di assistenza, deve essere anche un momento di formazione e crescita delle persone», spiega Cristina Bonaiti, responsabile del guardaroba.

Le tessere, valide un anno, vengono distribuite dal Centro di Ascolto della Casa della Carità, che verifica le condizioni dei richiedenti e valuta gli eventuali rinnovi. Chi ne è in possesso fissa un appuntamento e viene accompagnato da un volontario nella scelta degli indumenti. Al servizio collaborano 25 persone: il martedì e il giovedì mattina, dalle 9 alle 11, vengono raccolti gli abiti, mentre il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 14 alle 16.30, il guardaroba è aperto agli ospiti. Di norma sono previsti quattro appuntamenti all’anno, uno per ogni cambio di stagione, ma c’è la massima disponibilità a venire incontro a esigenze particolari.

Accanto al servizio ordinario ci sono poi le emergenze, che riguardano soprattutto le persone senza dimora. Un giaccone o una coperta durante i mesi freddi, magliette per l’estate, scarpe o felpe possono diventare beni indispensabili per chi vive in strada e dispone soltanto di ciò che riesce a portare con sé in uno zaino o in una borsa.

Lo scorso anno si sono rivolti al guardaroba della Casa della Carità 650 utenti singoli e 200 famiglie. «La maggioranza – spiega Bonaiti – sono persone tra i venti e i cinquant’anni». Le famiglie sono quasi tutte straniere, generalmente composte dai genitori e da due o tre figli in età scolare. Tra gli utenti singoli ci sono persone senza dimora, ma anche pensionati che faticano ad arrivare a fine mese, una categoria che negli ultimi anni mostra un leggero aumento.

Anche per questo è importante che gli abiti donati siano adatti alle esigenze di chi li riceverà. Il profilo degli utenti è infatti prevalentemente giovane e non tutti i capi possono essere utilizzati: una ventenne, per esempio, difficilmente troverà adatta una camicetta o una gonna molto datata. Ma soprattutto gli indumenti devono essere in buone condizioni: lavati, ordinati e senza cerniere rotte, orli sfatti o bottoni mancanti. Una donazione, infatti, deve rispettare la dignità della persona che indosserà quel capo.

Per motivi igienici, la biancheria intima distribuita è esclusivamente nuova e viene acquistata dalla Casa della Carità grazie alle offerte ricevute. Oltre all’abbigliamento per adulti e bambini, il guardaroba mette a disposizione calzature, biancheria per la casa, la cucina e il bagno, coperte, piumoni e sacchi a pelo.

È un servizio prezioso, reso possibile dalla generosità della comunità, che permette di rispondere a bisogni molto concreti e di sostenere persone e famiglie in difficoltà. Perché, al guardaroba della Casa della Carità, anche scegliere un paio di pantaloni può diventare un’occasione per imparare a prendersi cura di sé e delle proprie necessità.

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