VASILIJ GROSSMAN A LECCO: UNA MOSTRA RACCONTA IL GIORNALISTA DELL’ARMATA ROSSA
LECCO, 30 settembre 2026 – Un giornalista al seguito dell’Armata Rossa, un testimone diretto della guerra e dei drammi del Novecento, ma anche uno scrittore capace di interrogarsi sul bene, sulla libertà e sul senso dell’esistenza. È la vicenda umana e letteraria di Vasilij Grossman al centro della mostra che arriva a Lecco dal 3 all’11 ottobre.
L’iniziativa è promossa dal Centro Culturale Alessandro Manzoni e dalla Compagnia delle Opere Lecco Sondrio, con il supporto di Officina Badoni. L’esposizione sarà allestita proprio negli spazi dell’Officina Badoni, in corso Matteotti 7, con ingresso libero.
L’inaugurazione è in programma sabato 3 ottobre alle 17. La mostra sarà poi visitabile fino all’11 ottobre e sarà possibile partecipare anche a visite guidate gratuite, della durata di circa 50 minuti.
Dall’armata rossa a “Vita e destino”
Vasilij Grossman nacque nel 1905 e morì nel 1964. Durante la Seconda guerra mondiale seguì l’Armata Rossa come corrispondente del giornale dell’esercito “Stella Rossa”. Le sue cronache dalla prima linea lo resero popolarissimo e lo portarono a raccontare da vicino alcuni dei momenti più drammatici del conflitto.
Nel dopoguerra Grossman iniziò a lavorare a un grande racconto dedicato alla battaglia di Stalingrado. Da questo progetto nacque anche “Vita e destino”, considerato uno dei grandi capolavori della letteratura del Novecento.
La mostra ripercorre proprio questo cammino, dall’esperienza del giornalista allo sviluppo dello scrittore, mostrando come nella sua opera cambiò anche il modo di guardare alla realtà.
Grossman passò da un realismo umanitario di matrice socialista a una visione sempre più metafisica e religiosa dell’esistenza. Nei suoi testi emergono domande sul bene, sul vero, sulla giustizia, sulla libertà e sulla possibilità del perdono, in un’epoca segnata da guerre, persecuzioni ed eccidi.
Un autore ancora attuale
Pur essendo agnostico, Grossman arriva a interrogarsi sulla dimensione religiosa dell’esistenza e sulla possibilità che la vita possa avere un esito positivo. È proprio questo percorso, segnato dalle contraddizioni del suo tempo, a rendere la sua opera ancora al centro di domande contemporanee.
«La mostra racconta questa vicenda con immagini e documenti inediti, andando alla riscoperta di un genio letterario che ha vissuto fino in fondo le contraddizioni del suo secolo», spiega Martino Astolfi, nuovo presidente del Centro Culturale Alessandro Manzoni.
L’esposizione è stata realizzata per il Meeting di Rimini del 2025 e, prima di arrivare a Lecco, è stata presentata anche a Milano, Torino e in altre città italiane.
«Ci è sembrato importante presentarla anche a Lecco – aggiunge Astolfi – per il valore assolutamente contemporaneo delle domande esistenziali e storiche che hanno segnato la vita e l’opera di Grossman».
L’incontro alla Sala Ticozzi
La mostra sarà affiancata da un momento di approfondimento. Martedì 6 ottobre alle 21, alla Sala Ticozzi di via Ongania 4, si terrà l’incontro dal titolo “Vasilij Grossman. La forza dell’umano”.
A intervenire sarà il professor Giovanni Maddalena, curatore della mostra e docente all’Università di Bologna, oltre che dello Study Center Vasily Grossman.
Durante il percorso espositivo all’Officina Badoni sarà inoltre proiettato il cortometraggio “Una telefonata di Stalin”, ispirato a una scena di Vita e destino. Il film è stato curato dal regista Nicola Abbatangelo e interpretato da Alessandro Preziosi, su sceneggiatura di Giovanni Maddalena.
La mostra “Vasilij Grossman. La forza dell’umano nell’uomo” sarà visitabile dal 3 all’11 ottobre 2026 all’Officina Badoni di Lecco, in corso Matteotti 7. L’ingresso è libero.