LATTE CRUDO: REGIONE LOMBARDIA PUNTA SU SICUREZZA, FORMAZIONE E TUTELA DELLE MALGHE
MILANO, 17 marzo 2026 – “Regione Lombardia sceglie la via del confronto con i produttori ed i consorzio per costruire un modello concreto che porti equilibrio, coniugando sicurezza alimentare, valorizzazione dei formaggi di malga e di alpeggio nelle nostre “terre alte”, tutela delle eccellenze casearie lombarde. Dal Tavolo di oggi esce maggiore attenzione alla formazione e sull’autocontrollo del produttore. Solo così si ottiene la consapevolezza del consumatore, tutelando al contempo le produzioni tradizionali, le DOP ed i piccoli produttori di formaggio a latte crudo”, dichiara il Consigliere Regionale FDI e Presidente della Commissione Montagna, Giacomo Zamperini, al tavolo sul latte crudo, dove si sono anche discusse le linee guida regionali. Secondo i dati forniti dalla DG Welfare di Regione Lombardia, gli allevamenti interessati sarebbero circa 1500, con oltre 800 piccoli caseifici e più di 300 strutture in alpeggio o malga.
“Ringrazio l’Assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi, la DG Welfare di Regione Lombardia, i Consorzi, le associazioni degli agricoltori e tutti i produttori presenti, per il loro contributo concreto alla filiera. Il confronto di oggi conferma l’attenzione della nostra Regione al comparto e la voglia di trovare soluzioni condivise, che partano dalla realtà dei territori e dalla passione dei produttori”.
Al centro dell’intervento anche due provvedimenti a prima firma del Presidente della Commissione Montagna, Giacomo Zamperini: una mozione sulla ‘Salvaguardia dei formaggi a latte crudo, delle malghe e degli alpeggi lombardi’ e l’Ordine del Giorno approvato in bilancio ‘Sostegno all’agricoltura e all’allevamento sostenibile nelle aree montane e pedemontane’, che prevedono supporto tecnico ed economico ai produttori senza snaturare le produzioni tradizionali.
“La sicurezza alimentare viene garantita anche da una fondamentale attenzione alla prevenzione ed alla corretta informazione sui rischi per i più fragili. – sottolinea Zamperini – I primi ad essere interessati alla salvaguardia della salute dei propri clienti sono proprio i produttori e chi vive o lavora nel pascolo e negli allegamenti estensivi e sostenibili. Serve un modello basato sull’autocontrollo del produttore e sulla corretta informazione del consumatore, senza creare assurdi paradossi come quelli che vorrebbero, attraverso un’etichettatura allarmistica, paragonare il formaggio a latte crudo ai pacchetti di sigarette. Così si garantiscono sicurezza, continuità produttiva e tutela delle tradizioni che rendono unici i nostri prodotti”.
“Difendere i formaggi a latte crudo significa salvaguardare malghe, pascoli, biodiversità e presidio delle aree interne. La Lombardia può guidare questo percorso a livello nazionale, costruendo equilibrio tra salute pubblica, responsabilità del consumatore e sviluppo economico delle nostre “terre alte”. Il rischio, altrimenti, è perdere pezzi importanti di un patrimonio unico al mondo dal punto di vista culturale, enogastronomico ed economico.”, conclude Zamperini.
“Sul latte crudo serve un salto di qualità che coinvolga tutta la filiera. – ha commentato l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi – La strada è chiara: rafforzare ricerca, innovazione e formazione degli operatori, per aumentare sicurezza alimentare e qualità, fino ad arrivare a un’informazione corretta e puntuale al consumatore. Regione Lombardia guarda con grande attenzione a questo percorso ed è vicina ai produttori, in particolare nelle aree di montagna, dove queste sfide sono ancora più rilevanti. Questa è una prova di maturità per il settore che deve continuare a crescere attraverso competenze, controlli e valorizzazione delle produzioni di qualità, a partire dai formaggi a Denominazione d’Origine, che rappresentano un presidio fondamentale per il futuro dell’agricoltura nei territori più fragili.”