LECCO, 13 agosto 2026 – La sicurezza delle aree boschive e la necessità di monitorare con maggiore attenzione i territori esposti agli effetti del cambiamento climatico sono al centro del progetto MAPFOR, che entra ora in una fase operativa con lo sviluppo di due casi studio nel Lecchese.
Nell’ambito del progetto, lo scorso 22 luglio la Provincia di Lecco ha accompagnato i partner di MAPFOR in un sopralluogo nei territori individuati per la realizzazione di due interventi pilota, differenti per caratteristiche ambientali: uno in ambiente montano e uno in area collinare.
La prima tappa ha interessato la Valvarrone, tra Tremenico, Premana e l’asse viario che conduce verso Casargo lungo la SP 67. Si tratta di un territorio nel quale il patrimonio boschivo si intreccia con versanti caratterizzati da pendenze importanti e con una rete viaria di interesse sovracomunale. Un contesto che rende particolarmente rilevante il tema del monitoraggio e della prevenzione rispetto a possibili situazioni di rischio.
Il sopralluogo è quindi proseguito nell’area del torrente Gandaloglio, nel territorio collinare compreso tra Galbiate, Colle Brianza e Santa Maria Hoè, lungo la SP 58. Anche in questo caso l’obiettivo è stato quello di analizzare le caratteristiche del territorio e le relazioni tra aree boschive, infrastrutture e condizioni di potenziale vulnerabilità.
Le informazioni raccolte durante le attività sul campo rappresenteranno una base fondamentale per la progettazione dei due interventi pilota previsti da MAPFOR e per la successiva elaborazione di linee guida operative dedicate al monitoraggio e alla gestione dei boschi in rapporto alle infrastrutture presenti.
Un lavoro che punta a mettere in rete competenze e conoscenze differenti, grazie alla collaborazione tra i partner italiani e svizzeri coinvolti nel progetto.
«MAPFOR entra in una fase pienamente operativa, consolidando la sinergia tra i partner e la conoscenza del territorio», sottolinea Giacomo Camozzini, presidente del GAL Parchi e Valli del Lecchese, ente capofila del progetto. «Il sopralluogo, svolto con la presenza di tecnici e referenti italiani e svizzeri, contribuisce allo sviluppo del progetto e al processo di integrazione transnazionale».
L’attenzione alla prevenzione assume un significato ancora maggiore alla luce dei cambiamenti climatici e della crescente frequenza di eventi meteorologici estremi.
«Il progetto MAPFOR rappresenta un’importante opportunità per rafforzare la conoscenza e la gestione del nostro patrimonio forestale, mettendo a sistema competenze, esperienze e strumenti innovativi», evidenzia la presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann. «In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico rendono sempre più frequenti eventi estremi e situazioni di vulnerabilità del territorio, investire nel monitoraggio e nella prevenzione significa aumentare la sicurezza delle comunità e delle infrastrutture».
L’obiettivo finale è costruire una strategia condivisa tra territori italiani e svizzeri chiamati ad affrontare problematiche simili, attraverso un modello transfrontaliero capace di integrare conoscenze, strumenti e metodologie.
I risultati del progetto dovrebbero tradursi in strumenti replicabili e linee operative applicabili a differenti contesti ambientali, tenendo conto delle peculiarità dei singoli territori. Una prospettiva che punta non soltanto a migliorare la gestione dei boschi periurbani, ma anche a rafforzare la capacità delle comunità e delle infrastrutture di adattarsi agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.