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ORIENTAMENTO AL BADONI CON MOTOSTUDENT DEL POLITECNICO DI MILANO

ORIENTAMENTO AL BADONI CON MOTOSTUDENT DEL POLITECNICO DI MILANO

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LECCO 9 Gennaio 2026 – La mattina del 15 dicembre, all’Istituto Badoni di Lecco, si è svolto un incontro di orientamento rivolto alle classi quarte e quinte, dedicato all’esperienza del progetto Polimi Motorcycle Factory, team del Politecnico di Milano che partecipa alla competizione internazionale MotoStudent competizione internazionale che coinvolge università di tutto il mondo ed è articolata nelle categorie “petrol” ed “electric”. Le squadre partecipanti sono chiamate a progettare e realizzare una moto da corsa, che viene poi testata e valutata da una giuria durante la finale ospitata dal Motorland Aragón Fim Circuit.

Protagonisti dell’incontro alcuni studenti del Politecnico, tra cui Matteo Galbusera, ex studente del Badoni, oggi laureato in Ingegneria Meccanica. Galbusera ha raccontato il proprio percorso universitario, soffermandosi in particolare sull’esperienza maturata all’interno del team corse del Dipartimento di Meccanica, al quale è stato selezionato dopo un processo di candidatura e con cui ha collaborato attivamente nel biennio 2024-2025.

Accanto a lui erano presenti Roberto Trani, direttore tecnico aerodinamico dell’edizione 2024-2025, e Matteo Calza, direttore tecnico aerodinamico per il biennio 2026-2027, provenienti da differenti percorsi di studio, a testimonianza della natura fortemente multidisciplinare del progetto.

MotoStudent è unano, attivo dal 2015, ha coinvolto nel tempo centinaia di studenti e ha portato alla realizzazione di otto prototipi, sia a motore termico sia elettrico. Pur trattandosi di un’attività prevalentemente ingegneristica, il team è aperto anche a studenti di altre facoltà. Galbusera ha ricordato, ad esempio, il contributo degli studenti di Design nella realizzazione del video di presentazione dell’ultimo prototipo, sottolineando al contempo come la tecnologia dei motori elettrici sia in costante evoluzione e presenti ampi margini di sviluppo.

L’ultimo prototipo, “Bambara”, appartenente alla classe “electric”, ha ottenuto risultati di rilievo nell’ultima edizione della competizione: terzo posto assoluto, primo posto nella categoria Progetti — curata dallo stesso Galbusera —, secondo posto nella categoria Design e record di velocità massima, pari a 230 km/h, oltre alla prima posizione come migliore accelerazione, con 180 km/h raggiunti in 150 metri. Il motore eroga una potenza nominale di circa 22 kW. Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio e fibra di vetro, mentre il forcellone è una struttura cava interamente in carbonio. La moto è inoltre dotata di un sistema di aerodinamica attiva e di dispositivi di abbassamento anteriori e posteriori per la regolazione del baricentro.

Tutte le componenti del veicolo sono state progettate internamente dagli studenti, ad eccezione del motore, fornito dagli organizzatori. Particolare attenzione è stata dedicata agli studi aerodinamici e ai materiali: la riduzione della resistenza all’aria e del peso, ottenuta grazie all’impiego di materiali compositi, consente un significativo miglioramento delle prestazioni. Anche l’elettronica e l’informatica di bordo, dalle mappe motore alla gestione della batteria, sono state sviluppate interamente dal team.

Il regolamento della competizione prevede ogni anno l’introduzione di un nuovo componente progettato dagli studenti. Nell’ultimo prototipo, il radiatore tradizionale è stato sostituito da uno scambiatore di calore riempito di ghiaccio prima della partenza e svuotato al termine della gara.

Nel corso dell’incontro è stato infine sottolineato come progetti di questo tipo rappresentino un esempio concreto di collaborazione tra ambiti diversi, dalla meccanica all’elettrotecnica, dall’informatica al design. Galbusera ha ricordato il ruolo fondamentale del team e degli sponsor. «Senza il contributo di ciascuno non saremmo dove siamo oggi. Collaboriamo con aziende importanti, come Yamaha, entusiaste di lavorare con noi e con il Politecnico».

L’incontro si è concluso con le domande degli studenti e con un invito a vivere l’università non solo come un percorso di studio, ma come un’occasione di crescita personale e professionale. «Non pensate al vostro percorso come a una semplice sequenza di esami — ha concluso Galbusera — ma affrontatelo con passione e convinzione».

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