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I FINALISTI DEL PREMIO MANZONI AL ROMANZO STORICO

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Lecco, 21 luglio 2020 –A contendersi la sedicesima edizione del Premio Letterario Manzoni – Città di Lecco al Romanzo Storico, organizzato da 50&Più Lecco, saranno Marcello Dòmini, Giorgio Fontana e Melania Mazzucco.
La Giuria Tecnica – composta da Ermanno Paccagnini (presidente), Alberto Cadioli, Gian Luigi Daccò, Gianmarco Gaspari, Luigi Mascheroni, Stefano Motta, Mauro Novelli, Giovanna Rosa – ha infatti individuato tre romanzi, tra gli oltre trenta candidati, che parteciperanno alla fase finale dell’edizione 2020. Si tratta di “Di guerra e di noi” di Marcello Dòmini (Marsilio), “Prima di noi” di Giorgio Fontana (Sellerio) e “L’architettrice” di Melania G. Mazzucco (Einaudi).
Come annunciato a giugno dal presidente Eugenio Milani, l’associazione 50 & Più Lecco, insieme alla Giuria Tecnica, ha deciso di proporre anche quest’anno il Premio nonostante l’emergenza Covid-19.
FINALISTI
Le tre opere saranno ora valutate dalla Giuria popolare, composta da 100 persone: i lettori che avranno il compito di decretare il vincitore del Premio Romanzo Storico 2020 sono stati scelti grazie alla collaborazione delle librerie Cattaneo di Lecco e Oggiono, Ibs-Libraccio di Lecco, Volante di Lecco, Parole nel Tempo di Lecco, La Torre di Merate e Perego Libri di Barzanò e delle biblioteche di Costa Masnaga, Valmadrera e Civate.
La serata finale, con la proclamazione del vincitore, si svolgerà – emergenza Coronavirus permettendo – nel mese di novembre 2020 a Lecco.
L’anno scorso il Premio Manzoni al Romanzo Storico venne vinto dall’opera “Dai tuoi occhi solamente” (Neri Pozza) di Francesca Diotallevi, che sconfisse in finale “Hamburg: la sabbia del tempo scomparso” (Il Saggiatore) di Marco Lupo e “Il gioco di Santa Oca” (La Nave di Teseo) di Laura Pariani.

I FINALISTI
“Di guerra e di noi” (Marsilio). Marcello Dòmini
La storia di due fratelli copre l’arco di due guerre mondiali, correndo a perdifiato dal 1917 al 1945; comincia nelle campagne intorno a Bologna e da lì non si sposta. Quando il marito non torna dalla prima guerra mondiale, la madre dei due, ormai sola, è costretta a separarli. Il più grande, di nome Ricciotti, va a studiare in collegio a Bologna. Il più piccolo, Candido, rimane al mulino. Raccontando gli anni del fascismo con un’epopea dove le storie dei personaggi dialogano magistralmente con la grande Storia, Marcello Dòmini segue le peripezie dei due fratelli Chiusoli lungo ventotto anni, e segue, senza mai perderle di vista, le vite di tutti coloro che gli si muovono intorno – compagni di scuola, segretarie, squadristi, mogli, crocerossine, staffette partigiane… -, e lo fa rovesciando situazioni, svelando fondi segreti, collegando incontro a incontro, fatto a fatto, con una voce in fondo scanzonata. Un grande romanzo popolare di uno scrittore al suo esordio.
“Prima di noi” (Sellerio). Giorgio Fontana
Una famiglia del Nord Italia, i Sartori, tra l’inizio di un secolo e l’avvento di un altro. Una metamorfosi continua tra esodo e deriva, dalle montagne alla pianura, dal borgo alla periferia, dai campi alle fabbriche. Il tempo che scorre, il passato che tesse il destino, la nebbia che sale dal futuro; in mezzo un presente che sembra durare per sempre e che è l’unico orizzonte visibile, teatro delle possibilità e gabbia dei desideri. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea affrontando due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione. La povertà e il riscatto, la fede e la politica, l’urlo della rabbia e il silenzio delle parole. Una saga del Novecento in un romanzo storico e corale che rappresenta il lavoro più ambizioso di Giorgio Fontana.
“L’architettrice” (Einaudi). Melania G. Mazzucco
Nel maggio del 1624 un uomo accompagna la figlia sulla spiaggia di Santa Severa, dove si è arenata una creatura chimerica. Una balena. Esiste anche ciò che è al di là del nostro orizzonte: è questo che il padre Giovanni Briccio (genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte) insegna alla figlia Plautilla. Una visione che contribuirà a fare di quella bambina un’artista, misteriosa pittrice e architettrice che riuscirà a emergere nel torbido splendore della Roma barocca dominata da Bernini e Pietro da Cortona. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l’arte e per i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l’impresa in grado di riscattare una vita intera.

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