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GLI STUDENTI DI LECCO SI METTONO IN GIOCO PER LA SALUTE MENTALE

GLI STUDENTI DI LECCO SI METTONO IN GIOCO PER LA SALUTE MENTALE

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LECCO 26 febbraio 2026 – La salute mentale si fa incontro e racconto per gli studenti di Lecco. Oltre 100 ragazze e ragazzi di cinque classi delle scuole superiori di Lecco hanno partecipato nella mattinata di mercoledì 25 febbraio 2026, presso Officina Badoni (Corso Matteotti 7, Lecco), all’evento-laboratorio FuoriLaTesta. Skizzi e storie per la
salute mentale, un progetto che mette al centro il benessere psicologico delle nuove generazioni attraverso
il potere dei linguaggi creativi.

 

Il percorso è stato organizzato da Consorzio Farsi Prossimo (consorzio di 12 cooperative sociali promosso da
Caritas Ambrosiana) nell’ambito della campagna di sensibilizzazione Fuori la testa, che promuove percorsi di cura e sostegno alla fragilità psichica e fa cultura sul problema, combattendo lo stigma sui temi della salute mentale, insieme alle cinque cooperative che lavorano sul tema della salute mentale: L’Arcobaleno, che lavora a Lecco e provincia e ha fatto gli onori di casa, Farsi Prossimo, Novo Millennio, Intrecci e Sociosfera.

L’evento, che ha avuto il patrocinio della Città di Lecco, è stato realizzato in collaborazione con la Caritas
Ambrosiana e con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Lecchese.
L’evento è arrivato a conclusione di un percorso che era già iniziato nelle scuole coinvolte (Istituto tecnico
Badoni, Istituto professionale e tecnico Casa degli Angeli, Liceo linguistico Manzoni) tra la fine di gennaio e
l’inizio di febbraio, con degli incontri preparatori in cui gli educatori avevano incontrato le classi partecipanti
per introdurre il tema della salute mentale, spesso fragile alla loro età, creando uno spazio di ascolto e confronto già nelle settimane precedenti.

Le testimonianze:
La giornata si è aperta con una plenaria che ha visto gli interventi istituzionali di Giovanni Lucchini, Presidente del Consorzio Farsi Prossimo; Simone Buzzella, Fondazione Comunitaria del Lecchese e coordinatore Officina Badoni; Fabio Crimella, vicepresidente della cooperativa sociale L’Arcobaleno; ed Emanuele Manzoni, Assessore al Welfare del Comune di Lecco, che ha accolto i ragazzi partendo da una testimonianza personale:
«In quell’esperienza ho capito che la relazione e la presenza degli altri sono parte integrante della cura,
tanto quanto una terapia. La relazione non è un surrogato di un farmaco: è uno spazio di prevenzione, un
luogo in cui possiamo riconoscerci, prenderci cura gli uni degli altri e valorizzarci – ha raccontato l’Assessore
ManzoniÈ questo il nostro impegno che come Servizi Sociali del Comune di Lecco e degli altri Comuni del
territorio: costruire comunità, creare luoghi e contesti ricchi di relazioni, capaci di prendersi cura di
ciascuno. Tutti attraversiamo momenti di fragilità: una società che enfatizza la performance, il risultato, non
sempre promuove il benessere delle persone. Per questo è una responsabilità collettiva rimettere al centro
valori diversi, costruire ambienti più accoglienti, sentirci parte della soluzione».
«Non possiamo fare il nostro lavoro se prima non ci mettiamo in ascolto. Per questo vogliamo partire da voi
giovani: le nostre aspettative sono alte e gli educatori ci raccontano che avete già lavorato molto bene negli
incontri che hanno preparato questo – ha introdotto poi i lavori Alessandro Colombo, coordinatore della
commissione salute mentale di Consorzio Farsi Prossimo. – Se noi, con il nostro lavoro a favore della salute
mentale, vogliamo raggiungere un numero sempre maggiore di ragazzi e ragazze, dobbiamo iniziare dalle
vostre voci, dalle vostre esperienze, dal vostro punto di vista. Non possiamo fare il nostro lavoro se prima
non ci mettiamo in ascolto: è solo ascoltandovi che possiamo costruire percorsi davvero significativi e capaci
di parlare ai giovani».
Gabriele Zenaboni, educatore professionale e sanitario della cooperativa Farsi Prossimo, ha raccontato cosa
significhi fare questo mestiere: «Fare l’educatore implica stare dentro le relazioni con le persone, chiede di
stare accanto all’altro, senza sostituirsi, accompagnando nelle scelte, offrendo ascolto, senza giudicare, con
empatia: è complesso, ma non impossibile. È un lavoro di passione. Attraversiamo con le persone che
incontriamo momenti di luce e momenti di fatica. – aggiunge sottolineando l’importanza della salute
mentale anche per gli operatori – Anche noi operatori ci facciamo accompagnare: chiedere aiuto,
confrontarsi con psicologi e professionisti, è parte integrante della responsabilità verso se stessi e verso gli
altri. Un educatore che sta bene è più capace di aiutare chi ha davanti».
Toccante anche la testimonianza di Lucia, una giovane che ha seguito un percorso di cura con una
cooperativa di Consorzio Farsi Prossimo: «Dopo un lungo periodo in cui sono stata male, a 17 anni ho
chiesto aiuto e sono entrata in una comunità terapeutica riabilitativa. È stata la decisione più difficile ma la
migliore che abbia preso nella mia vita – ha raccontato. – All’inizio mi sentivo tremendamente sola e non
ero abituata a sentire che io potessi avere un valore per qualcuno. Ma pian piano ho iniziato a fidarmi e
uscirne: oggi, con tutte le mie cicatrici, sono fiera del percorso di cura che sto facendo. Da due anni vivo da
sola, in un housing sociale, ho le mie chiavi, mi gestisco da sola. Continuo il percorso terapeutico, continuo a
chiedere aiuto quando serve. Le difficoltà non sono sparite, la salute mentale non è una meta, è un
percorso con curve, salite, e tratti buoni. Prendersi cura della salute mentale è un atto di responsabilità
verso sé stessi, non una debolezza».
Di seguito l’intervento di Roberta Invernizzi, psicologa e coordinatrice servizio #quindiciventiquattro
dell’ASST Lecco: «La scelta che caratterizza questo servizio è stata quella di “sconfinare”: non collocarlo nei
luoghi tradizionali della psichiatria o della neuropsichiatria infantile, ma portarlo fuori dall’ospedale, dentro
spazi più vicini alla vita quotidiana dei giovani. A Lecco il servizio si trova all’Informagiovani, ed è attivo
anche a Merate e Casatenovo. È una sfida ad abitare insieme il territorio, tra adulti e giovani, dentro un
dialogo tra generazioni – ha spiegato. – Intercettiamo giovani che attraversano un momento di fatica, non
necessariamente una patologia strutturata, ma una difficoltà a immaginare il futuro. La prospettiva è
ricominciare a sognare insieme. Per questo lanciamo una sfida chiara: affidare la salute mentale non a un
algoritmo, ma a una relazione».
Belle le suggestioni, tra racconti e immagini, anche di Massimiliano Calzolari, Vicedirettore Scuola del
Fumetto, istituto storico milanese: «Il disegno è uno strumento potente: aiuta a tirare fuori alcune cose e a
metterne a fuoco altre. Il disegno diventa uno spazio personale, dove possono emergere cose belle e anche
aspetti più difficili – ha detto Calzolari raccontando le storie di alcuni studenti che hanno attraversato
momenti personali difficili, e per cui il disegno è stato un mezzo importante. – Quello che voglio dirvi: il
futuro è nelle vostre mani! Avete capacità enormi, ma dovete credere in voi stessi. Qualunque sia il vostro
obiettivo, che sia un disegno, uno sport, uno studio o una relazione, la fiducia in voi stessi è fondamentale.
Credete in voi stessi. È da lì che tutto può partire».

I workshop
La seconda parte della mattinata è stata quella più operativa per gli studenti, che hanno preso parte a laboratori in piccoli gruppi, guidati dagli educatori, e hanno lavorato a partire dal personaggio di Alex, protagonista delle tavole illustrate pubblicate nei mesi scorsi nell’ambito del progetto.
Tante le domande importanti che hanno segnato i lavori di gruppo: “Cosa mi fa stare bene?”, “Chi ci aiuta nei momenti di disagio e difficoltà?”, “come capire quando non stiamo bene?”, su cui i ragazzi hanno lavorato attraverso immagini di volti , paesaggi, parole, ritagli, suggestioni, arrivando infine a disegni fatti dai ragazzi come sintesi delle riflessioni emerse: l’importanza dei luoghi che fanno stare bene, di chiedere aiuto quando ci sono periodi di disagio e difficoltà, di prendersi cura di sé e di prendersi il tempo da dedicare a se stessi.

 

Ad accompagnare l’evento, con un linguaggio diverso dagli interventi istituzionali e più vicino alla sensibilità
dei ragazzi, è stato il lavoro in diretta dell’illustratore Zhou Fan Pietro, che ha realizzato una tavola dal vivo a partire dagli spunti emersi dai partecipanti.
Presenti anche i due fumettisti Anwar&Zoe, che hanno realizzato le precedenti tavole del progetto con protagonista l’adolescente Alex. La loro presenza sottolinea l’obiettivo del progetto: trasformare la salute mentale in espressione artistica e condivisione.

 

Consorzio Farsi Prossimo: i servizi per la salute mentale
Consorzio Farsi Prossimo – promosso da Caritas Ambrosiana e costituito da 12 cooperative sociali – offre
servizi e percorsi di sostegno verso l’autonomia a chi vive situazioni di fragilità sociale.
Tra questi, da vent’anni offre anche una vasta rete di servizi per la salute mentale, attraverso il lavoro delle
cooperative L’Arcobaleno (che opera nel lecchese), Farsi Prossimo, Novo Millennio, Sociosfera e Intrecci,
che si coordinano regolarmente all’interno della Commissione consortile dedicata alla salute mentale.

 

Negli ultimi anni ha potenziato i servizi dedicati alla salute mentale in risposta a un bisogno sempre più
urgente nella nostra società, con una particolare attenzione al benessere mentale dei giovanissimi. Ha anche aperto, nel 2016, le prime comunità di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza a Milano e a Lecco. Ha promosso il progetto Me.Te.Ora, dedicato ai più giovani come risposta alla crisi del benessere psicologico post pandemia. Nel 2022 ha lanciato FuoriLaTesta, un percorso di sensibilizzazione sul tema della salute mentale, con un’attenzione speciale ai più giovani e alle scuole.

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