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COLICO RESTA A LECCO: IL 68% DEI COLICHESI HA VOTANO NO, PRO SONDRIO FERMI AL 32%

COLICO RESTA A LECCO: IL 68% DEI COLICHESI HA VOTANO NO, PRO SONDRIO FERMI AL 32%

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COLICO, 26 MAGGIO 2026

Tommaso Pandiani

Gli orari erano quelli delle grandi occasioni elettorali “Urne aperte dalle ore 07.00 alle 0re 23.00 domenica 24 maggio e dalle ore 07.00 alle ore 15.00 lunedì 25 maggio”, e di fatto la votazione era veramente importante e agognata da mesi. Nel tardo pomeriggio della giornata di ieri, finalmente, sono poi arrivati i risultati: tanto attesi, sperati, desiderati, favoriti anche dalla chiusura degli otto seggi cittadini alle ore 15.00 e dalla “facilità” del quesito (SI’ o NO con poca possibilità di interpretazione della volontà dell’elettore), il che ha permesso agli scrutatori di concludere entro le ore 16.15 circa le operazioni di spoglio.

Le schede estratte dalle urne, sorvegliate nella notte dalle donne e gli uomini della Polizia Locale del Comune di Colico espongono un risultato e un quadro inequivocabile: 2459 NO (67,54%) a favore della permanenza del Comune lariano nella Provincia di Lecco, 1182 SI (32,46%) a favore del passaggio alla Provincia di Sondrio.

Nei minuti successivi alla conclusione delle operazioni di scrutinio parole di soddisfazione sono state espresse dai membri del comitato del NO al cambio di provincia “Colico Resta a Lecco”: <<I cittadini hanno difeso con orgoglio la propria identità e i propri rapporti costruiti negli anni con Lecco, con la Comunità montana e con i Comuni vicini. […] I colichesi hanno scelto di guardare i fatti e non alle promesse, ad un percorso comune costruito con investimenti, collaborazioni e servizi fondamentali per la vita della comunità. Sono state diffuse aspettative che non hanno mai trovato conferme ufficiali da parte della Provincia di Sondrio>>, mentre il comitato “Il bitto sposerà l’agone” favorevole al passaggio in Provincia di Sondrio ha commentato in questo modo la netta sconfitta alle urne tramite un comunicato pubblicato in serata: <<La democrazie si rispetta sempre, anche quando non va nella direzione auspicata. […] Rimane l’amarezza di una campagna elettorale per una campagna elettorale condotta molto spesso con toni strumentali da parte di chi si è opposto al passaggio a Sondrio>>. Affermazioni che fanno trasparire un clima teso che in paese da tempo pareva si fosse sviluppato tra le due formazioni e i loro sostenitori.

Delusione per l’affluenza che si ferma al 51,48%: gli astenuti sono 3447 su 7105 aventi diritto al voto, nonostante l’acceso dibattito sviluppatosi sopratutto nelle ultime due settimane precedenti al voto, che avevano visto anche l’organizzazione di una serata informativa pubblica ad opera di entrambi i comitati promotori del voto referendario.

Dichiarazioni di commento dell’esito referendario sono arrivate anche dal Pirellone e da Palazzo Muzio da parte degli esponenti del mondo politico che rappresentano la Provincia di Sondrio: in primis da parte dell’assessore regionale Massimo Sertori che rispetto alla vittoria del NO dichiara: “La temperatura era più o meno questa, non c’era nessun problema.”, seguito dal sindaco di Morbegno e consigliere provinciale valtellinese Patrizio Del Nero: “Il risultato è inequivocabile. I due territori hanno interessi significativi comuni e bisogna portare avanti dei progetti per sviluppare le realtà economiche di entrambe le realtà. Le opportunità sono tante”.

I due amministratori sondriesi hanno concordato, insieme alla sindaca di Colico Monica Gilardi, sulla buona partecipazione al voto da parte dei colichesi considerando il fatto che nell’unico seggio dove non si è raggiunto il quorum, il seggio 07 sito in Olgiasca, fossero iscritti tutti i cittadini AIRE che a queste votazioni non hanno potuto partecipare al voto tramite posta e che dunque hanno di fatto pesato sul deludente dato dell’affluenza che ha caratterizzato questa votazione.

Insomma, per concludere questa vicenda si potrebbe citare Shakespeare: “Tanto rumore per nulla”.

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