Lecco il 19 settembre 2026
Lecco ha ospitato, nel pomeriggio di ieri, la celebrazione dei 190 anni di fondazione della Airoldi Metalli SpA: un incontro che ha visto la presenza del Vicedirettore esecutivo di Radio 24 Sebastiano Barisoni e di Francesco D’Alessio, autore del volume edito per l’anniversario “Airoldi Metalli 190 anni – Famiglia, Esperienza, Lavoro”
A dare il benvenuto agli ospiti è stato Marco Tarabini, Prorettore del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, che, come ha ricordato, ha cominciato la sua attività di ricerca con la progettazione di una “maniglia” proprio utilizzando anche info e dati del catalogo dell’azienda lecchese.
“Lecco era soprannominata la Manchester d’Italia e credo che questa azienda ne rappresenti lo spirito – ha detto il Prefetto di Lecco Paolo Giuseppe Alfredo Ponta – Radici profonde e capacità di proiettarsi nel futuro. L’auspicio è che le imprese del territorio, in sinergia con i poli di formazione d’eccellenza, continuino come Airoldi Metalli a competere con successo: sempre aperte all’innovazione, ma custodi di una grande tradizione”.
Anche Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale di Regione Lombardia, ha sottolineato che la storia di Airoldi Metalli “è una storia intimamente lecchese, perché parla di metallurgia e intreccia le vicende aziendale e familiari” e, dopo aver ringraziato per la ricchezza prodotta e distribuita, ha dichiarato l’intenzione della Regione di continuare a essere a fianco delle aziende “con strumenti dedicati come i bandi ma anche sostenendo l’attività di centri d’eccellenza come il Politecnico”.
Mattia Micheli, Vicepresidente della Provincia di Lecco, ha ricordato che “Lecco è una provincia giovane che deve la sua identità ad aziende manifatturiere come questa, che contribuiscono a rendere il nostro territorio attrattivo e con grandi prospettive di futuro”.
Dello stesso avviso anche Filippo Boscagli, Sindaco di Lecco, che ha rimarcato: “Lecco è ancora una città manifatturiera, dove si respira il profumo del ferro, attività accanto alla quale si stanno sviluppando anche servizi e turismo, naturalmente. La nostra Amministrazione sarà sempre vicina a chi sceglierà di continuare a produrre qui e a costruire questa bellissima comunità che vediamo anche oggi in questa sala”.
L’intervento del Presidente di Airoldi Metalli, l’ottantottenne Tommaso Airoldi ha conquistato la platea: “Vorrei che anche altre aziende raggiungessero i 190 anni. Il passaggio generazionale è diventato più difficile – ha detto – ma chi ci crede, chi vuole può farlo. Io ci sono riuscito, grazie a tutti loro. Un uomo da solo può fare molto ma non tutto, ci vogliono persone capaci vicino”
Proprio nelle mani di Tommaso Airoldi, Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio ha consegnato una targa celebrativa ricordando che “questo è un compleanno importante, che celebra anche quella cultura del lavoro che per noi rimane un tratto identitario del nostro territorio e il motore del suo sviluppo”. Gli ha fatto eco il Presidente di Confcommercio Lecco e Componente di Giunta della Camera di Commercio di Como-Lecco, Fabio Dadati, che ha sottolineato il valore per il sistema economico lariano di aziende come la Airoldi Metalli SpA, capace di abbinare produzione e commercio.
La parola è quindi passata a Sebastiano Barisoni, Vicedirettore Esecutivo. di Radio 24: “In Airoldi Metalli c’è tutta l’impresa italiana del dopoguerra e di ben prima, ci sono il coraggio e l’intuizione dell’imprenditore e la capacità di superare crisi e rivoluzioni – ha affermato – “Le crisi fanno morti e feriti, ma non in tutti i settori, non cambiano il paradigma produttivo e, una volta concluse, spesso determinano una crescita. Di ben altra portata sono le rivoluzioni: sono basate su tecnologie abilitanti che modificano i modi di produzione e il mercato e, soprattutto, dopo la rivoluzione niente è più come prima”. Per descriverle ha utilizzato tre “I”: “Le rivoluzioni sono indistinte, perché colpiscono tutti i settori. Sono irreversibili, perché da queste trasformazioni non si torna indietro a meno di non volere sembrare come i cinquantenni che vanno in discoteca vestiti da giovani e vivono di nostalgia. Infine sono imprevedibili, lasciano in una situazione di disorientamento e di incertezza”.
Il giornalista ha poi ricordato come, dopo la rivoluzione industriale, quella del petrolio e quella dell’automazione, sia in corso ora la rivoluzione dell’algoritmo: “La rivoluzione digitale iniziata circa un decennio or sono ha ribaltato l’asimmetria informativa tra venditore e acquirente, annullando le posizioni di rendita e rendendo marginale l’importanza del luogo fisico. L’algoritmo è un grande allocatore di valore. E ha già vinto. Dove vinciamo allora noi uomini? Nel valore aggiunto che l’algoritmo non è in grado di percepire: l’empatia, la consulenza, la complessità del fattore umano”. E ha proseguito: “La narrazione secondo cui le macchine sostituiranno del tutto l’uomo è falsa, perché si basa sulla svalutazione del lavoro umano a mera funzione meccanica. Noi non siamo solo la funzione, siamo di più: siamo relazione, neuroni a specchi, ricordi e non memoria e basta. Quando tutti avranno la Ferrari a far la differenza sarà ancora il pilota. Avremo sempre più bisogno di persone competenti e non chiamiamole capitale umano, ma persone”.
La parola è quindi andata ad Enrico e Paolo Airoldi, figli di Tommaso ed entrambi Consiglieri delegati dell’Airoldi Metalli SpA, che hanno ricordato la centralità degli investimenti nella strategia di crescita aziendale, l’attitudine al cambiamento in relazione al mutare del mercato, la vocazione internazionale a cui l’azienda si è sempre più orientata, oltre alla passione per il fare impresa e al desiderio di costante sviluppo che, attingendo all’esempio del padre, hanno sempre caratterizzato il loro impegno.
“Oggi raccogliamo i risultati – ha sottolineato Enrico Airoldi – di un percorso avviato a metà degli anni Ottanta, quando decidemmo di mettere a frutto gli insegnamenti dei nostri predecessori consolidando una struttura di vendita, specializzata nella distribuzione e lavorazione di estrusi, trafilati, laminati, piastre in leghe di alluminio, che facesse da centro servizi destinato a molteplici settori industriali, dall’automotive all’avionica, dal ferroviario alla cantieristica navale e al motorsport, in Italia e all’estero. Siamo riusciti a far convivere più sedi con un’organizzazione efficiente e con un cuore lariano, ampliando l’attività nella sede principale di Molteno e negli altri capannoni satelliti”.
“Grazie al processo di internazionalizzazione che abbiamo perseguito, oggi possiamo contare su rapporti commerciali in oltre trenta nazioni sparse in cinque continenti. – ha affermato Paolo Airoldi – Questa diversificazione a livello geografico si è accompagnata a un ampliamento della gamma dei prodotti e dei servizi alla clientela ed al supporto tecnico che l’azienda è in grado di offrire. Infine, grazie ad una sempre maggiore attenzione alle richieste dei clienti e al controllo rigoroso delle fasi di lavorazione interna, possiamo assicurare la qualità del prodotto, che resta il nostro obiettivo principale”.
“Quanto abbiamo costruito è frutto del fondamentale contributo di nostro padre Tommaso: – hanno concluso Enrico e Paolo Airoldi – la profonda consapevolezza di appartenere ad una storia famigliare pluricentenaria, il suo costante desiderio di ampliare conoscenze ed esperienze, la sua fiducia e il suo supporto in tutti gli investimenti strategici che abbiamo compiuto sono stati fondamentali per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo dati”.
Francesco D’Alessio, l’autore del libro edito per l’anniversario, “Airoldi Metalli 190 anni – Famiglia, Esperienza, Lavoro”, ha concluso il convegno sottolineando come la vicenda degli Airoldi si intrecci a quella del territorio e di altre famiglie di imprenditori: se è vero che Lecco è un piccolo centro, rappresenta anche un ottimo punto d’osservazione per studiare le dinamiche umane e il loro intrecci con lo sviluppo economico.




