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LA VIA MAESTRA, ANCHE LECCO IN PIAZZA A ROMA PER IL LAVORO, LA PACE E I DIRITTI

LA VIA MAESTRA, ANCHE LECCO IN PIAZZA A ROMA PER IL LAVORO, LA PACE E I DIRITTI

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LECCO, 18 ottobre 2026 – Anche la provincia di Lecco ha preso parte alla manifestazione nazionale “La Via Maestra, insieme per la Costituzione”, che si è svolta a Roma sabato 17 ottobre. Una delegazione di oltre 150 persone, tra lavoratrici, lavoratori e pensionati, ha partecipato alla mobilitazione promossa per chiedere un cambiamento profondo delle politiche economiche, sociali e industriali del Paese.

Al centro della manifestazione, i principi fondamentali della Costituzione: lavoro, giustizia sociale, uguaglianza, pace, solidarietà e democrazia. La CGIL di Lecco ha ribadito la necessità di riportare il lavoro e i diritti delle persone al centro delle scelte politiche, in un contesto caratterizzato dalla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, dalla precarietà e dall’aumento delle disuguaglianze economiche e sociali.

Le preoccupazioni riguardano da vicino anche il territorio lecchese, storicamente caratterizzato da una forte presenza industriale e manifatturiera. Tra le criticità segnalate dal sindacato ci sono il futuro occupazionale, il ricorso agli ammortizzatori sociali, le difficoltà di numerose realtà produttive e l’incertezza delle prospettive industriali.

A preoccupare è anche l’andamento nazionale della produzione industriale, che si avvicina al quarto anno consecutivo di riduzione. Secondo i dati Istat riportati dalla CGIL, in provincia di Lecco quasi 40.000 donne e oltre 28.000 uomini in età lavorativa non hanno un impiego e non stanno studiando. Altri dati richiamati dal sindacato evidenziano inoltre la presenza di circa 1.100 minori sotto i sei anni che vivono in famiglie in condizioni di povertà o vulnerabilità economica.

Per affrontare queste situazioni, secondo la CGIL non è sufficiente intervenire sulle crisi aziendali quando si manifestano. Serve una politica industriale nazionale, coordinata con i territori e sostenuta dall’intervento pubblico, in grado di favorire gli investimenti, tutelare l’occupazione, accompagnare la transizione ecologica e garantire un lavoro stabile, sicuro e adeguatamente retribuito.

Tra le richieste avanzate durante la mobilitazione anche il rafforzamento della sanità e dell’istruzione pubblica. Le liste d’attesa, la carenza di personale e le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie rappresentano problemi concreti anche per i cittadini lecchesi. Per il sindacato, il diritto alla salute non può dipendere dalle disponibilità economiche delle famiglie, così come scuola, università e formazione necessitano di investimenti strutturali per garantire pari opportunità alle nuove generazioni. Un ruolo fondamentale viene riconosciuto anche alla ricerca, considerata necessaria per superare la stagnazione del sistema Paese.

Sul fronte fiscale, la CGIL chiede una maggiore progressività, il contrasto all’evasione e una riduzione del peso delle imposte su salari e pensioni, accompagnata da un contributo maggiore da parte di chi possiede grandi ricchezze e realizza extraprofitti. La richiesta è quella di non comprimere le risorse destinate ai servizi pubblici e alla protezione sociale mentre molte famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese.

Un altro tema centrale della manifestazione è stato quello della pace e del rifiuto della logica del riarmo. In un contesto internazionale segnato da guerre e instabilità, il sindacato sostiene la necessità di rilanciare la diplomazia, la cooperazione internazionale e il rispetto del diritto internazionale. La CGIL contesta inoltre l’aumento delle risorse destinate alla spesa militare in presenza di investimenti ritenuti insufficienti per sanità, scuola, lavoro e welfare.

La mobilitazione ha riguardato anche la difesa della democrazia, della libertà di espressione, del diritto al dissenso e della partecipazione. Secondo la CGIL, i diritti costituzionali non devono essere considerati un ostacolo all’azione di governo, ma rappresentano il fondamento della Repubblica.

«La presenza di diverse centinaia di persone dalla provincia di Lecco è un segnale importante di partecipazione e di responsabilità collettiva», sottolinea il sindacato. «Siamo a Roma perché non vogliamo rassegnarci a un Paese nel quale si lavora per essere poveri, nel quale curarsi diventa sempre più difficile e nel quale il futuro dei giovani è segnato dalla precarietà, che li obbliga ogni anno ad abbandonare l’Italia».

La richiesta rivolta al Governo è quella di cambiare le priorità, puntando su salari più alti, investimenti pubblici, lavoro di qualità e maggiore giustizia sociale. «Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei diritti e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione», conclude la CGIL.

Per il sindacato, la manifestazione non rappresenta soltanto un momento di protesta, ma anche la volontà di costruire un’alternativa alle politiche che, negli ultimi anni, avrebbero contribuito ad aumentare le distanze sociali e a indebolire i diritti delle persone.

Dalla provincia di Lecco a Roma, il messaggio della delegazione è quindi quello di rimettere al centro il lavoro, la dignità delle persone, la pace e la Costituzione, con l’obiettivo di costruire un futuro che non sacrifichi i diritti di chi lavora, di chi ha lavorato e delle nuove generazioni.

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