LECCO, IL PONTE FERROVIARIO SULL’ADDA RACCONTA LA SUA STORIA: A OFFICINA BADONI PROTAGONISTA L'”INNOMINATO”
LECCO, 12 ottobre 2026 – Grande partecipazione all’incontro con il professor Salvatore Bordonaro, geologo e storico dei trasporti ferroviari, che ha ricostruito le vicende del ponte progettato nell’Ottocento dall’ingegnere Alfredo Cottrau e rinnovato negli anni Cinquanta dalla ditta Badoni.
Un ponte senza nome, ma con una storia ricca di ingegno, difficoltà tecniche e trasformazioni legate allo sviluppo industriale di Lecco. È il protagonista dell’incontro che venerdì 9 ottobre ha riunito un folto pubblico nella sala di Officina Badoni, dove il professor Salvatore Bordonaro, geologo, storico dei trasporti ferroviari e autore di un volume sulla linea Como-Lecco, ha ripercorso le vicende del collegamento ferroviario sull’Adda.
Moderata da Umberto Calvi, la serata ha acceso i riflettori su un manufatto che, a differenza dei ponti stradali cittadini Visconti, Kennedy e Manzoni, non possiede una denominazione ufficiale. Da qui la scelta, ironica e al tempo stesso legata alla tradizione letteraria lecchese, di chiamarlo convenzionalmente “Innominato”, in omaggio al celebre personaggio manzoniano.
Un’opera dell’Ottocento legata allo sviluppo industriale lecchese
La storia del ponte ferroviario affonda le radici negli anni Ottanta del XIX secolo, quando la crescita industriale di Lecco rese sempre più importante il potenziamento dei collegamenti su rotaia.
A progettare l’opera fu l’ingegnere Alfredo Cottrau (1839-1898), nato a Napoli da una famiglia di origine alsaziana e autore di numerosi ponti ferroviari in Italia. Formatosi a Parigi, dove entrò in contatto con l’ambiente tecnico di Alexandre Gustave Eiffel, Cottrau introdusse nella progettazione ferroviaria soluzioni modulari che consentivano di rendere più pratiche le operazioni di costruzione.
Per il ponte lecchese ideò una struttura a tre campate, sostenuta da grandi piloni in muratura con fondazioni che si spingono per quasi venti metri sotto il livello dell’acqua.
Particolarmente complessa fu la realizzazione delle fondazioni. Per lavorare nell’alveo dell’Adda, Cottrau ricorse a un sistema di cassoni che, attraverso la pressione dell’aria, permetteva di isolare dall’acqua le aree di scavo. Una soluzione ingegnosa per l’epoca, ma che comportava condizioni di lavoro difficili e sofferenze per tecnici e operai esposti alle elevate pressioni all’interno dei cassoni.
Dagli originali piloni in muratura alla struttura Badoni
Il ponte originario era dotato di una passerella metallica sulla quale transitavano i treni. Con il passare dei decenni, tuttavia, l’aumento del peso di locomotive e carrozze rese necessario un intervento di ammodernamento.
Negli anni Cinquanta la struttura metallica progettata da Cottrau venne quindi sostituita con una nuova passerella, quella tuttora presente, realizzata dalla ditta Badoni di Lecco.
I piloni in muratura, invece, furono conservati: le strutture originarie si erano dimostrate sufficientemente solide e adeguate a sostenere il nuovo impalcato.
Un passaggio che lega direttamente la storia dell’infrastruttura ferroviaria a quella industriale della città, con la ditta Badoni protagonista di un intervento destinato a garantire continuità al collegamento.
Un modellino per raccontare ogni dettaglio
La passione di Bordonaro per il ponte ferroviario si è tradotta anche nella realizzazione di un grande modello in scala, frutto di un accurato lavoro di misurazione e riproduzione dei particolari costruttivi.
Il modellino ha rappresentato un ulteriore strumento per illustrare al pubblico le caratteristiche del manufatto, permettendo di apprezzarne i dettagli e le soluzioni tecniche che ne hanno accompagnato la storia.
Al termine della conferenza, numerose domande hanno animato il confronto, spaziando dalla storia delle ferrovie alle prospettive attuali del trasporto su rotaia.
Tra i temi affrontati anche la possibilità di rafforzare i collegamenti tra la Svizzera e Tirano attraverso il potenziamento della linea ferroviaria Como-Lecco, oltre ai lavori di adeguamento della tratta tra Lecco e Colico.
Officina Badoni, nuovi incontri in programma
La serata si è conclusa con un bilancio positivo per partecipazione e interesse, confermando l’attenzione del pubblico verso la storia industriale e infrastrutturale del territorio lecchese.
Bordonaro ha inoltre anticipato i prossimi appuntamenti in programma a Officina Badoni. Tra questi, l’incontro dell’11 dicembre, dedicato alla SAE, che proseguirà il percorso di approfondimento sulla storia e sulle realtà industriali del territorio.
Il ponte “Innominato”, con le sue trasformazioni e le sue soluzioni ingegneristiche, si conferma così una testimonianza significativa di come lo sviluppo ferroviario abbia contribuito alla crescita di Lecco, lasciando un’eredità che continua a suscitare curiosità e interesse.