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OSPEDALE MANZONI, PRONTO SOCCORSO DESERTO. E' L'EFFETTO 'FOBIA DA CONTAGIO'

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Lecco, 25 febbraio 2020. C’è una certa desolazione in questi ultimi giorni al Pronto Soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco. Da quando è scoppiato l’allarme Coronavirus anche nel nostro territorio, gli accessi sono infatti diminuiti di un buon 30%. Si tratta di una battuta d’arresto considerevole, effetto della ‘fobia da contagio, che la dice lunga su quanto, ai tempi del pre-coronavirus, la gente facesse un uso sconsiderato dell’emergenza-urgenza al Manzoni.
A constatare l’insolito andamento degli accessi al reparto da lui diretto è il primario del Pronto Soccorso del Manzoni, Luciano D’Angelo:  «Preso come riferimento il dato di 180 accessi medi al giorno, da lunedì saremo intorno ai 130 massimo 140», spiega.
Il motivo di questo calo non è di certo un mistero: «La gente ha paura di venire in Pronto Soccorso e la paura agisce in due sensi: da una parte impedisce alle persone di recarsi in Ps quando non teme di essere esposto ad una sintomatologia ‘seria’. Dall’altra, invece, agisce in senso contrario, vale a dire che invita a venire al Pronto Soccorso in modo improprio, ovvero quando si manifestano tosse e febbre di non chiara eziologia. Un comportamento scorretto, che tuttavia viene utilizzato regolarmente».
Tutti gli appelli a rivolgersi al numero verde per informazioni 800894545 e nei casi più gravi al 1500 e solo in ultima analisi al telefono delle emergenze (il 112), sembrano cadere nel vuoto al primo insorgere di una febbre con tosse e difficoltà respiratorie. «In quel caso molti si presentano di noi contro ogni protocollo e consiglio. Noi non possiamo certo mandarli a casa e ci comportiamo di conseguenza: quando avvertiamo un rischio sensato, applichiamo i protocolli e facciamo i tamponi. Ma per ora zero risultati e nella gran parte dei casi non ci sono neanche i sospetti di coronavirus».
Il nuovo coronavirus, come gran parte delle malattie infettive, suona quindi il prima battuta le corde della paura: è una malattia irrazionale, insomma, alla quale il sistema sanitario lecchese prova a farvi fronte facendo appello a tutta la propria razionalità. E all’ordine. E’ prevista fra qualche giorno, infatti, una riorganizzazione degli accessi: «Per ora non abbiamo ridisegnato il Triage – spiega il primario – ma dovremo ottemperare alle nuove indicazioni ministeriali per cui presto faremo dei cambiamenti e li comunicheremo. Nei prossimi giorni dovremo cambiare un po’ l’accoglienza, intendo nei prossimi due-tre giorni».
 

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