QUASI 2.000 PERSONE PER IL PONTE SAN MICHELE: PARTECIPAZIONE, COMUNITÀ E UNA RICHIESTA CHIARA PER UN PONTE CHE UNISCA DAVVERO
PADERNO D’ADDA, 20 aprile 2026 – Grande partecipazione per l’iniziativa pubblica promossa dalla rete “Occhio al Ponte”, svoltasi sabato 18 aprile a Paderno d’Adda, nei pressi del Ponte San Michele.
Quasi 2.000 le persone presenti, in una serata dal clima positivo e partecipato, tra momenti conviviali,
attività per famiglie, musica e confronto pubblico sul futuro del ponte e del territorio.
Fin dalle prime ore, cittadini e cittadine hanno preso parte a gazebo informativi, laboratori per bambini
e a un aperitivo condiviso realizzato grazie al contributo di Molino Colombo, Pasticceria Pontiggia e
delle Pro Loco di Paderno d’Adda, Imbersago e Verderio.
La serata è stata accompagnata dalla musica dal vivo dei Jom, a cura del Circolo Arci Pintupi di
Verderio, contribuendo a creare un’atmosfera accogliente e inclusiva.
Un territorio che partecipa
Durante l’iniziativa è stato ribadito il significato e l’obiettivo della rete “Occhio al Ponte”, costituitasi da meno di due settimane e già composta da 480 aderenti tra cittadini, associazioni, comitati, imprese, gruppi consiliari e partiti.
Un’adesione ampia e trasversale che riflette la crescente attenzione del territorio rispetto a temi centrali come: il progetto del nuovo ponte promosso da RFI e Regione Lombardia, il futuro del Ponte
San Michele, le ricadute su traffico, salute, qualità della vita e la tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Presenti numerose associazioni e comitati: dal palco sono intervenuti il Comitato Cittadini Ponti, il
Comitato Nuova Mobilità dell’Isola Bergamasca, il Comitato Ferma Ecomostro tratta DBreve, il
Comitato per la tutela e valorizzazione del quartiere Ponte e Monastero dei Verghi e l’Ecomuseo Adda di
Leonardo.
Quest’ultimo, in particolare, nella persona del Presidente Gianfranco Brivio ha ricordato il valore del
territorio dal punto di vista ambientale e culturale: un patrimonio da tutelare e non da compromettere
con progetti che non ne garantiscano la salvaguardia.
Ampio spazio è stato quindi dedicato agli interventi istituzionali, che hanno accompagnato e rafforzato
le istanze emerse dal territorio.
Il senatore Tino Magni, di AVS ha sottolineato come “non si possa costruire un’opera contro sindaci e
cittadini”, ricordando di aver già depositato a dicembre 2025 un’interrogazione al Ministro Salvini, la cui
risposta è arrivata giusto giusto in questi giorni. Ha inoltre ribadito che “se si parla di processo
condiviso, allora bisogna davvero coinvolgere i territori: altrimenti è solo una presa in giro”.
Sulla stessa linea l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, che ha evidenziato come “la
presenza di così tante persone dimostra che non c’è stato un vero confronto con il territorio”,
annunciando inoltre l’intenzione di presentare un’interrogazione alla Commissione europea per fare
chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Nel suo intervento, il consigliere regionale Pierfrancesco Majorino del PD ha letto la mobilitazione come
segnale politico più ampio: “la mobilitazione che vediamo qui parla di un’idea di sviluppo diversa, di
una democrazia reale e partecipata tra istituzioni e cittadini”. Majorino ha ribadito che “non si può
realizzare un’opera di questo tipo senza un coinvolgimento vero, trasparente ed effettivo del territorio”,
sottolineando come “serva un ponte che unisca e non divida, nel rispetto della sostenibilità e delle
comunità locali”.
Infine, Matteo Baraggia (segretario regionale Patto per il Nord) ha invitato ad ampliare lo sguardo,
ricordando che “non stiamo discutendo solo di un ponte, ma della visione che vogliamo dare al
territorio nei prossimi decenni”, sottolineando la necessità di “trasformare questa situazione in
un’opportunità strutturale e non limitarsi a gestire l’emergenza”.
Nel corso della serata è stata più volte sottolineata l’importanza del dialogo tra cittadini e
rappresentanze politiche, in un momento cruciale per le decisioni che riguardano il territorio.
Presenti anche numerosi sindaci del territorio: Marco Magni di Robbiate, Fabio Vergani di Imbersago,
Danilo Villa di Verderio, Mattia Salvioni di Merate, Felice Rocca di Osnago, Lino Lalli Vicesindaco di
Lomagna, Stefano Motta di Calco, Marco Panzeri di La Valletta Brianza, Paolo Redaelli di Missaglia,
Matteo Baraggia di Aicurzio, Andrea Panzeri di Cornate d’Adda, Gianluca Piazza di Bernareggio,
Francesco Colombo di Ronco Briantino, Carla Della Torre di Sulbiate, Rosella Maggiolini di Carnate,
Diego Torri di Trezzo sull’Adda, a conferma dell’attenzione crescente delle amministrazioni locali.
L’intervento del sindaco di Paderno d’Adda
A chiudere gli interventi è stato Gianpaolo Torchio, sindaco del Comune di Paderno d’Adda, che ha ricondotto il senso della serata a una richiesta chiara del territorio: “Questa sera si è alzata la voce di un territorio che non vuole essere travolto, ma chiede rispetto e di essere ascoltato davvero.”
Torchio ha quindi sottolineato la portata delle scelte in discussione, evidenziando come non si tratti di
un intervento locale ma di decisioni destinate a incidere nel lungo periodo: “Le decisioni che si stanno
assumendo oggi segneranno la qualità della vita delle persone per i prossimi decenni.”
Un passaggio che ha rimesso al centro anche il tema della pianificazione complessiva della mobilità:
“Serve ripensare in modo organico il sistema degli attraversamenti dell’Adda, senza scaricare sui nostri
comuni il peso di scelte che rischiano di compromettere ambiente, paesaggio e vivibilità.”
Il sindaco ha infine ribadito come la posizione del territorio non sia di chiusura, ma di richiesta di
ascolto e di soluzioni più equilibrate, capaci di coniugare mobilità e tutela del contesto locale.
La fiaccolata: un gesto simbolico
Momento particolarmente significativo della serata è stata la fiaccolata sul Ponte San Michele: due
cortei, partiti rispettivamente dalla sponda lecchese e da quella bergamasca, si sono incontrati al
centro del ponte.
Un gesto simbolico forte, che ha rappresentato visivamente il messaggio della mobilitazione: il ponte
come elemento di unione, non di divisione.
Un percorso che continua
L’iniziativa del 18 aprile rappresenta una tappa importante, ma non conclusiva, di un percorso che
proseguirà nei prossimi mesi.
La rete “Occhio al Ponte” conferma la volontà di mantenere alta l’attenzione pubblica e di promuovere
un confronto costante con le istituzioni competenti, affinché il territorio venga ascoltato e coinvolto
nelle decisioni relative alla realizzazione di un nuovo attraversamento dell’Adda.
La possibilità di aderire alla rete resta aperta: cittadini, associazioni, imprese e soggetti collettivi
possono partecipare compilando il modulo online (https://shorturl.at/LiECk) o scrivendo a
occhioalponte@gmail.com.
Occhio al ponte
La rete “Occhio al Ponte” è promossa dal Coordinamento delle Consulte e dei Gruppi di lavoro
Territorio e Ambiente dei Comuni di Paderno d’Adda, Imbersago, Robbiate e Verderio, con l’obiettivo di
sensibilizzare l’opinione pubblica e favorire un’assunzione condivisa di responsabilità sul futuro del
territorio.