LECCO, 09 NOVEMBRE 2025 — Una sala gremita, un’atmosfera vibrante e una passione condivisa per l’arrampicata hanno fatto da cornice all’evento tenutosi venerdì 7 novembre presso la sala conferenze del Palazzo del Commercio. Protagonisti della serata Clinica San Martino e ASD Ragni di Lecco, che hanno ufficializzato una collaborazione dedicata alla salute della mano nel mondo del climbing.
A introdurre e coordinare l’incontro è stato Fabio Palma, ingegnere nucleare, scrittore, past president dei Ragni e allenatore di atleti di spicco come Beatrice Colli, giovane promessa dell’arrampicata italiana e due volte campionessa mondiale giovanile nella disciplina Speed, presente come ospite d’onore.
«Da anni ci occupiamo di chirurgia della mano. Oggi il team è composto da sei professionisti coordinati dal dottor Andrea Ghezzi. Accanto alla chirurgia è nato anche un centro di primo soccorso», ha dichiarato Alberto Pedretti, Direttore Generale di Clinica San Martino, sottolineando l’importanza di un presidio medico specializzato per affrontare gli infortuni legati all’arrampicata.
Luca Passini, presidente dell’ASD Ragni, ha illustrato l’evoluzione della palestra e dell’attività sportiva: «La nostra struttura è un punto di riferimento per gli appassionati. Organizziamo 10 corsi all’anno con 30 bambini ciascuno, ma abbiamo 200 ragazzi in lista d’attesa. L’aumento del livello agonistico ha portato a una crescita degli iscritti e, purtroppo, anche degli infortuni».

Il dottor Marco Necchi, chirurgo della mano, ha guidato il pubblico in un viaggio nell’anatomia e nella biomeccanica della mano, analizzando le principali prese dell’arrampicata – Sloper, Half Crimp, Full Crimp e Pouch – e illustrando i rischi legati a un allenamento scorretto: «Il gesto dell’arrampicata è una catena cinetica che parte dalla spalla e arriva alle punte delle dita. Senza un allenamento intelligente, il rischio di tendiniti, fratture e entesopatie è concreto».
Angela Trabucco, chirurgo della mano, ha evidenziato la necessità di creare cultura nel settore: «Non esiste una raccolta dati sui climbers. È una scienza di nicchia, ma serve fidarsi dei trainer e dei fisioterapisti. Il dolore non deve accompagnarci: il rischio è trasformare la passione in patologia».
Cecilia Sesini, fisioterapista, ha illustrato le tre fasi della riabilitazione post-infortunio – infiammatoria, proliferativa e rimodellamento – e ha presentato uno studio sui protocolli di allenamento: «Il gruppo che si allenava solo arrampicando non ha mostrato miglioramenti. La diversificazione è la chiave».
A concludere, l’intervento di Beatrice Colli, che ha condiviso il suo percorso sportivo e l’importanza di ascoltare il proprio corpo: «Arrampicare è libertà, ma anche responsabilità. Conoscere la propria mano, rispettarla, allenarla con intelligenza è il primo passo per scalare in sicurezza».